dove siamo arrivati, anzi arrivatE?
dobbiamo chiedere aiuto e parola e arringa a Topo GigioPierLuigiGiovanniBattista ?
o vogliamo farci tutte operare per raggiungere l'1,70 di altezza e sapienza e mezza, anche intera se capita, bellezza?
o forse riteniamo d'aver raggiunto una posizione di TuTTo rispettiSSimo nel panorama della politicaputtana mondiale se anche uno come il Colonnello Maximo viene da noi a cercar pane per i suoi denti e per le sue crisi-esaltazioni-assalti-furori mistico-pedagogici-religiosi di zona bassopubica?

che bel paese è questo che si fa ricordare, cercare, visitare, onorare finanche come catalogo vivente gioioso-troioso-patinatoextralucido&sconfinante-nell'oleosoputrido di finissimo carpaccio di femmina su tacchi a spillo e libri sacri
che goduria
che esaltazione
che compiacimento
e che merda...
e quella di Topo GigioPierLuigiGiovanniBattista è tutt'n'vvidia, sient'ammé!
(p.s.: Aire, fermo lì e non provare a cazzeggiare che stavorta te corco, come diciamo noi qui, nella capitale ladrona e greve...)


Era l’Italia dove era nato e operava uno come Franco Basaglia, a ribadire che siamo tutti figli dei tempi, anche se talvolta ce ne vorremmo scegliere di migliori.


scarseggiavano uccidevano come mosche anche uomini forti come Antonino.





Lo dico:
di fronte alle dichiarazioni, ai concetti, al linguaggio spietato e amorale di quest'uomo, che si professa senza vergogna seguace della cosiddetta dottrina cristiana e cattolica e strenuo difensore del simbolo (ma solo di quello) del crocifisso, (sul quale peraltro, per come si è espresso in merito al caso di Stefano Cucchi, ha praticamente "sputato"), provo uno sdegno senza limiti, qualcosa che somiglia pericolosamente all'odio.
La sua ferocia, espressa pubblicamente nelle parole e nei sentimenti, mi spinge, mio malgrado, a provare un sentimento troppo forte e destabilizzante, un'indignazione senza freni.
Non vorrei mai essere contagiata dall'odio meschino e ipocrita che costui ha di fatto mostrato ma la rabbia per quanto ha dichiarato mi fa provare un'avversione violenta verso quanti adoperano e corrompono i simboli della caritas e della pietas umana e cristiana.
E dire che io non sono cattolica...
Ammiro questo paese, il suo coraggio e il suo onorevole, sempre presente, senso di vergogna storica.
Ammiro il suo immenso, luminoso, capitale di pensiero e la capacità di fare ancora adesso i conti con la tragedia passata, covata dal suo stesso grembo.
Non posso far a meno di sentire rispetto per la continuità con la quale sorvegliano tuttora i loro stessi mostri, quelli del passato e quelli che riaffiorano qui e là.

Ammiro il suo imperativo a non dimenticare, a chiedere ancora e sempre scusa, a convivere prima con la frattura dolorosa e imposta del muro- impedimento fisico che ha spezzato in due, per decenni, la sua storia e la sua gente, le famiglie e le relazioni- poi con la frattura invisibile e la ferita difficile a guarire di un muro che ancora c’è: nei modi, nei pensieri e nelle differenze sociali.
Penso spesso alla lezione morale del loro pentimento per l’orrore e la devastazione del ‘900, una lezione forte, davvero senza tentennamenti se è bastata una frase fuori posto o semplicemente ambigua per far dimettere un politico.
Davvero mi sento di essere felice per loro, per quel novembre del 1989 in cui hanno potuto ricordarsi di com’erano. Mi sento anch'io tedesca ed europea con loro.



