
AUGURI GRANDI GRANDISSIMI ,
QUANTi E COME VI SERVONO
LASCIO QUI IL VASSOIO:
CE N'è PER TUTTI
tereza
che bella faccia piena di umorismo e sottintesi di sensuale intelligenza...
...questo sì che è da primo posto...per la faccia...e per tutto il complesso...
...e per quel che gli ho sentito esprimere nelle rare interviste...

E per quel che di tutto quanto detto traspare evidente già in immagine.
Ironicamente-svenevole, ma non poi troppo ironicamente, si firma
Tereza

Pochi sanno essere sfatti come un letto sfatto
e contemporaneamente innocenti come i bambini nati ieri
pur attraversando quasi sempre la vita con il rosso.
Quasi tutti questi pochissimi sono intrisecamente poeti
e ti strappano un sorriso
come quello che ti strappano i bambini, appunto,
già solo guardandoli vivere.
Uno di questi, enigma tra enigmi, è il signor K.


Ogni tanto torno a__e mi lascio avvolgere completamente.
E ogni volta quella città mi è compagna, come quando anni fa arrivai lì per lavoro e mi colse una nevicata senza risparmio.
Era e giravo per la città con scarpe inadatte, quelle di una città, la mia, dove non nevica mai.
Ero solissima e non conoscevo nessuno.
Dovevo cercarmi una sistemazione e giravo e guardavo incantata quella neve a fiocchi larghi e ondulati, così ben fatti che sembravano quelli di certe descrizioni di vecchi romanzi o di certi vecchi racconti per ragazzi.
Già in treno, incontrando l’Appennino, la neve s’era presentata copiosa.
Il colore del cielo non aveva più nulla del giorno e al suo posto s’era stesa una luce pulviscolare, un misto di grigio denso e di deciso bianco, quello della neve appunto.
Quella combinazione pareva una coperta giusta a colore, messa lì ad accogliere la mia tristezza solitaria e a farcela accoccolare e camuffare dentro.

Scendendo in città avevo incontrato fiocchi ancora più grandi.
Pensai: “ecco, la neve mi abbraccia, la città mi dona una sorta di effetto speciale per iniziare la mia nuova vita".
Non avevo lasciato nessuno a casa e nessuno mi avrebbe cercato da lì, di certo non per sapere cosa accadesse di me.
Ero sola come pochi e la neve era la cosa a me più vicina, l’unico vero contatto, anche fisico.
Iniziai a piangere commossa, vergognandomi della gente d’intorno, e a ringraziare quella città e la sua neve per me così accogliente.
Sentivo come se stesse accadendo qualcosa ch'era scritto da tempo.
E c'è un particolare angolo di ___, un punto ove si svolta da una stradina in una piazzetta, vicino a via ___, dove quella sensazione divenne così penetrante che ogni volta che ci passo me ne ricordo ancora e spesso, se non sempre, mi si allagano di nuovo gli occhi.
Forse lì, senza volerlo, in quel giorno d’inverno vero, dissi anche un grazie a piena voce a quella città che m'accoglieva con quella neve e nonostante le mie scarpe inadatte.
Nessuno passava accanto e nessuno sentì o s'accorse né del mio pianto né del mio sussurrare ma, in fin dei conti, un grazie è una parola sempre piacevole da ascoltare, persino se la pronuncia un folle…
Ogni volta che torno ripercorro a piedi la strada che porta dalla stazione fino alla casa dove fui ospite di un' anziana signora alla cui porta veniva a bussare di frequente un bellissimo ragazzo biondo-biondo, uno studente fuori sede che incontravo talvolta per le scale di quel condominio “molto perbene”.
Al biondissimo mancava sempre qualcosa in casa e all'ennesimo dado da brodo si sporse un po' con la testa dentro casa e chiese:
"abita qui da lei quella ragazza bruna che incontro la mattina presto per le scale?".
La padrona di casa, un po' maliziosa ma piena di condiscendenza e con una residua e materna voglia di combinare giovani legami, rispose:
"sì, abita qui ma lei, mi dica,che cosa cerca il dado da brodo o la ragazza?...".

Quel giorno, quando rientrai dal lavoro, l’anziana signora mi raccontò l'episodio con una malizia piena di sollecitudine poiché sapeva un po' di me e delle mie disavventure solitarie e quel ragazzo bello e gentile le piaceva.:
"...sai tu se preferisci il fidanzato che hai lasciato a_, però certo che questo ragazzo è proprio bello e anche molto gentile..."
Io non risposi un granché e non seppi combinare molto in seguito.
Quando lo incontravo per le scale gli sorridevo ma avrei dovuto fare di più: lui era sicuramente molto timido e, probabilmente, la frase della signora l'aveva un po' messo all'angolo, come è facile accada per i timidi che non sempre sanno afferrare subito che li vuoi solo aiutare.
Tutto questo e molto altro ripercorro ogni volta che torno con i passi e con la testa dei ricordi sulle strade di _.
E continuerò a tornarci sempre di tanto in tanto perché amerò per sempre e in modo forte e speciale quella città.
Non ho dubbi su questo.
E forse, non lo escludo, prima o poi mi ci fermerò a vivere.

E' storia vera.
commenta AVV3LENATA:
....io però non sopporto nessuno dei due...anche se il Raz è meno pericoloso, questo è sicuro...!
risponde TereZa:
anche a me stava antipatico il "Raz e basta" ma poi l'ho ascoltato in un intervista alle "invasioni barbariche", dove c'era la Bignardi che birignava o bignardava come al suo solito con le solite punte da upper-classes di troppo e lui calmo, solido e preciso nel rintuzzarla con il suo menefreghismo del formalismo e del birignao da Dams nobile.
Si grattava dove gli prudeva...non lì, però...si metteva comodo e scomodo e se del caso stravaccava pure, si infastidiva visibilmente di certe domande a risposta-predisposta e così via...insomma un DIO!
L'ho riportato in classifica quella sera, e al top, senza passare da stazioni intermedie. Ad un certo punto ha dato il meglio di sé con Lina Sotis alla quale poco è mancato che giungesse un meritato vaffa (ovviamente lei lo riprendeva nasale e supponente per le sue posture non consone e ignobilmente very-scorrect).
Ma non era un atteggiamento da sbruffone quello del Raz in questione, come spesso appare e come io stessa lo avevo considerato sino ad allora, no, era l'atteggiamento di chi è OLTRE, oltre la cortina fumogena del birignao di classe e d'elite, alla ricerca del sostanziale-sostanzioso vivere.
Lo voto subito se si candida.
E' il classico esempio dell'ebreo illuminatissimo, quello su cui cade con taglio sartoriale il significato originario della parola israelita: "colui che lotta con l'angelo", cioè, in un significato traslato ma sempre antico, "membro del popolo che ha tenuto testa a Dio" (!!!)
Strano ed affascinante popolo quello degli ebrei, dall'ortodossia più nera e vendicativa al volo mentale alto e senza divieti e-o confini...
Raz sta tra i secondi di sicuro.
Lo sottoscrivo, Tereza
Sarà il pezzo di nome mancante a fare la differenza?...
Ho seri dubbi in proposito.
E poi, uno- quello con il nome "mozzicato" e incompleto- si fa i fatti suoi mentre l'altro- quello con il pezzo di nome aggiunto e finito- si fa quelli di tutti, sempre, troppo e soprattutto lì...
Meglio quello con il nome mozzicato:
parla meno, si impiccia meno e fa miglior figura!
Voto quello con meno nome, senza dubbio!
Avrà sicuramente altri pregi.
NOOOOOOO?!?!
p.s.un ringraziamento ed un baciuzzo al blogger che m'ha fatto balenare l'idea di questo post:


Lui avrebbe sgranato lo sguardo con quell’aria di sorpresa sfottente sbattendo quegli occhi, dal colore umoralmente mutevole, come chi ti vede improvvisamente senz'averti previsto, poi avrebbe avuto quel battito di testa all’indietro ad accompagnare gli occhi, come un ammiccamento aggiunto, quello che le rivolgeva da sempre, anche quando non erano ancora nulla insieme.
<e questo?>
in risposta all'ultimo commento sul post "Donne e Demonio Corporation"

esimio Biasimevolissimevolmente,
Lei è un po' in ritardo sui tempi...mi scusi sa, ma dove vive?
Il fenomeno "socio-sociologico" dei-delle radical chic è piuttosto datato così come quello del termine zitelle, ma qui non Le dico nulla di nuovo, vero?
Il Suo quadro di riferimento sociale è allarmante, così come traspare dal veleno che Lei secerne in poche righe di commento.
Tanto veleno da non cogliere l'ironia ridente del post, da non cogliere il fatto che molti UOMINI abbiano commentato lì e commentino su questo blog ogni giorno e, ASCOLTI, ascolti attentamente, senz'essere minacciati di castrazione nè chimica nè verbale! mai!
Quanto poi alla tristezza di cui Lei accenna in chiusura che Le devo dire, mio Bel Tesoro...le femminuzze che razzolano in quel post sono tutte gaudenti quanto basta per non far suicidare nessuno, tantomeno Topo Gigio che penso sia più occupato con Topa Gigia che con noi gallinelle fuori-moda (fuori moda a parer suo, beninteso)...o forse Lei proprio in merito alla materia del godimento si voleva subdolamente informare?
se sì Le risponderò sinceramente qui come pubblicitariamente rispondono per PIC:
GIà FATTO e RIFATTO!
Besos de Natales
Terezas