
Sì, stacco la spina, perchè parto e perché ne ho bisogno, mi accorgo di diventare sempre più insofferente e non è da me. Stamane, seduta al bar, mi innervosivo in misura sconsiderata per il mio vicino con il suo ballar di denti sulle noccioline... son brutti segnali questi. E poi lasciare un po' il blog mi farà bene e gioverà anche a voi un po' di "without Tereza ".

Piuttosto, stamane al bar, davanti ad un caffè e ad una fetta di torta-addolcisci-vita, ho ripensato
----QUESTA PARTE DI POST è MORTA---
E sì, stare seduti davanti ad una tazza di caffè o a qualcos'altro, all'aperto o con un finestrone di vetrina davanti, fa volare i pensieri e te li fa raccogliere allo stesso tempo come in poche altre occasioni accade.
Nelle città in cui mi reco vado sempre a visitare i caffè storici se ve ne sono. In quella che fu la Mittel-Europa non v'è città ove manchi uno di questi caffè e sedersi al tavolino immaginando i personaggi passati di là e i loro sguardi persi dietro un'idea, un brano di romanzo, un passaggio di poesia o altro ancora mi fa sempre effetto, come se il sostare in quel luogo che li ha ospitati potesse contagiarmi beneficamente di riflessioni nuove o farmi capire qualcosa di più di loro: guardare verso lo stesso l'orizzonte fisico sul quale i loro occhi pure si sono soffermati dà un'emozione sempre speciale e quasi magica.
----E ANCHE QUELLA CHE STAVA QUI---



buttero' questo mio enorme
cuore tra le stelle un giorno
giuro che lo faro'
oltre l'azzuro della tenda
nell'azzuro io volero'
quando la donna cannone
d'oro e d'argento diventera'
senza passare per la stazione
l'ultimo treno prendera'
e in faccia ai maligni e ai superbi
il mio nome scintillera'
dalle porte della notte
il giorno si blocchera'
un applauso del pubblico pagante
lo sottolineera'
e dalla bocca del cannone
una canzone suonera'
e con le mani amore
per le mani ti prendero'
e senza dire parole
nel mio cuore ti portero'
e non avro' paura se non saro'
bella come dici tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa
non torneremo piu'uuuu . . . . . . . . .
e senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete voleremo via
cosi' la donna cannone
quell'enorme mistero volo'
tutta sola verso un cielo
nero nero si incammino'
tutti chiusero gli occhi
nell'attimo esatto in cui spari'
altri giurarono e spergiurarono
che non erano mai stati li'
e con le mani amore
con le mani ti prendero'
e senza dire parole
nel mio cuore ti portero'
e non avro' paura se non saro'
bella come vuoi tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa
non torneremo piu'uuuu . . . . . . . . .
e senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete voleremo via
e senza ali e senza rete voleremo via

...visto che ImpollinAire è andato giù nella cantina del mio blog a pescare vecchi post per commentare in orgogliosa solitudine e, soprattutto, per acquisire e accantonare elementi al fine di comporre uno scottante dossier politico-esistenziale sulla sottoscritta, io, perfida femmina circense- sia nel senso di simil-Circe, sia nel senso di sfottente cabarettista del web- ad un vecchio post mi rifaccio e lo ripubblico, in versione sonora.
Becca questo souvenir, Aire, e poi riprovaci a parlar male di Tereza, nota Circe malefica del web, come qualcuno ebbe a dire!*
* ^_^

nota per chi legge il testo in sovrimpressione del brano qui sotto:
questa canzone man mano che la riascolto mi delude non poco: troppo sentimentalismo enfatico e qualche etto di troppo di luoghi comunelli-comunelli. E poi, a tratti, sembra quasi un'invocazione, da femmina adorante verso un dio-creatore-di sesso maschile, un inno ad un uomo più sapientemente sfaccettato di un diamantone di pregio...azzzzz! e che dè! manco Superman!
Ve la dico tutta: secondo me Finardi s'è autocelebrato credendosi uomo così come scrive e descrive e immaginando, di conseguenza, torme di donne rapite.
Ma il verso che mi piace di più sempre e senza ripensamenti è questo:
" un uomo impresentabile ai tuoi genitori
così coerente anche negli errori"
un concetto bellissimo, pure se espresso a proposito di una donna...e forse è per questo ch'è il verso che amo di più.
Sì, è per questo.
Quando si dice la sensibilità,
il senso dell'opportunità,
la capacità di considerare oltre il proprio giardino,
per quanto questo- nel caso di specie- sia molto esteso in ettari.
Eppure non si può certo applicare il concetto di "estensione" alle capacità intellettuali e politiche del mitragliatore.
Forse a qualcuno dei suoi fidi consiglieri toccherà avvertirlo ed aggiornarlo: la Russia non è solo Putin ma anche Anna* e tanti altri come lei.
Così, con gesti come quello della mitragliata intendo, è quasi come far battute sui lager dentro ad una sinagoga, mister President-in-doppio-pectore...veda lei...
Noi possiamo fare poco o nulla per rimediare, magari ci vergogneremo un po' anche per lei...
n.b.: il giorno dopo la gag del nostro-amato-premier-in-doppio-pectore, il giornale per il quale scrive la giornalista fatta bersaglio di mitragliata ha chiuso e il suo maggior azionista ha ritirato i finanziamenti...
A noi spettò l'editto bulgaro, ai russi ora tocca l'editto italiano: non ci facciamo mancare nulla!
*Anna Politkovskaja viene assassinata il 7 ottobre 2006 nell'ascensore del suo palazzo a Mosca. La prima pista seguita è quella dell'omicidio premeditato ed operato da un killer a contratto. Il mandante è ancora oggi sconosciuto. Il giorno dopo la polizia russa sequestra il computer della Politkovskaja e tutto il materiale dell'inchiesta che la giornalista stava compiendo. L'editore della Novaya Gazeta Dmitry Muratov afferma che la Politkovskaja stava per pubblicare, proprio il giorno in cui è stata uccisa, un lungo articolo sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene legate al Primo Ministro. Ai funerali partecipano più di mille persone - fra cui i colleghi e semplici ammiratori della giornalista- ma nessun rappresentante del Governo russo.
e dal blog http://ifantastici4.splinder.com/:
Aderiscoalla catena, nominata da Cristiana:
http://dicolamia.typepad.com/niki/
Le sei cose che mi piace fare*
* (un gran problema limitarmi a sei!)

1)............................................., e i puntini "in materia" potrebbero continuare moltissimo;
2) danzare, meglio se in compagnia di un compagno di estro, non importa che sappia, basta che ami ballare;
3) immergere i piedi nudi nei torrenti di montagna- pazienza se è gelata- e guardare dall'orlo dei precipizi;
4) assaggiare/raccogliere con le dita le creme e il gelato;
5) bere una cioccolata calda e amara-fondentissima se fa freddo;
6) buttarmi in mare, uscire, buttarmi ancora, uscire ancora, ecc. ecc., riproducendo all'infinito la sensazione dell'impatto/sparizione/immersione in acqua, meglio se un po' freddina.
I sei successivi nominati per ora non saprei individuarli, di molti so che hanno già dato:ci penso su, va bene?
Baci.

Vi segnalo l'apertura di una rubrica dal titolo "Il federale" su questo blog:
http://ifantastici4.splinder.com/
Ovviamente il titolo è ispirato dal film Il federale del 1961 di Luciano Salce i cui protagonisti sono il grandissimo Ugo Tognazzi, nella parte del fascista, aspirante Federale, camerata Arcovazzi Primo, e George Wilson, nella parte dell’antifascista Professor Bonafé.





-Ruvy: ok, ok, porto pazienza ma, ricorda, troppo Leopardi brucia i neuroni.
Roderick John Scott,
Serge Kalinovski,
Valery Ivanov,
Natalia Skryl,
Paul Khlebnikov,
Adlan Khassanov,
Pavel Makeev,
Magomedzagid Varisov,
Yevgeny Gerasimenko,
Ilia Zimine,
Gaji Abashilov,
Ilya Shurpaev,
ringraziano per il delicato pensiero...