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Utente: Terezita
Nome: Tereza Rossi
A scanso di equivoci, fraintendimenti e male letture assortite dico soltanto: molto di quel che sono sta nelle parole scritte e nelle immagini, il resto è nella vita e nei sogni che non racconto ancora e in quelli che rimarranno solo miei.

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venerdì, 25 aprile 2008

Stacco la SPINA

amo i pois

Sì, stacco la spina, perchè parto e perché ne ho bisogno, mi accorgo di diventare sempre più insofferente e non è da me. Stamane, seduta al bar, mi innervosivo in misura sconsiderata per il mio vicino con il suo ballar  di denti sulle noccioline... son brutti segnali questi. E poi lasciare un po' il blog mi farà bene e gioverà anche a voi un po' di "without Tereza ".

pausa

Piuttosto, stamane al bar, davanti ad un caffè e ad una fetta di torta-addolcisci-vita, ho ripensato

----QUESTA PARTE DI POST è MORTA---

E sì, stare seduti davanti ad una tazza di caffè o a qualcos'altro, all'aperto o con un finestrone di vetrina davanti, fa volare i pensieri e te li fa raccogliere allo stesso tempo come in poche altre occasioni accade.

Nelle città in cui mi reco vado sempre a visitare i caffè storici se ve ne sono. In quella che fu la Mittel-Europa non v'è città ove manchi uno di questi caffè  e sedersi al tavolino immaginando i personaggi passati di là e i loro sguardi persi dietro un'idea, un brano di romanzo, un passaggio di poesia o altro ancora mi fa sempre effetto, come se il sostare in quel luogo che li ha ospitati potesse contagiarmi beneficamente di riflessioni nuove o farmi capire qualcosa di più di loro: guardare verso lo stesso l'orizzonte fisico sul quale i loro occhi pure si sono soffermati dà un'emozione sempre speciale e quasi magica.verso

----E ANCHE QUELLA CHE STAVA QUI---


OGGI

Grassano,1960- foto di Mario Carbone

OGGI è il 25 aprile.


postato da: Terezita alle ore 06:45 | link | commenti
categorie: significanti
giovedì, 24 aprile 2008

La Follia è come l'Amore: sa portare LONTANO

 

Sáry Saudkové

Sapevate che la canzone "la donna cannone" di De Gregori  era abbinata originariamente ad un film? Si trattava di "Flirt", di Roberto Russo, con Monica Vitti come protagonista, un film da poco, messo su maluccio, un po' smembrato e un po' inconsistente nonchè poco collocabile come genere. E, tuttavia, l'idea di base della trama era piuttosto affascinante e letterariamente intrigante. 
E’ la storia di una follia, quella di un uomo, Giovanni, innamorato di una donna-fantasma di nome Veronica, capace, benchè inesistente, di accendergli i sogni e la vita.
Giovanni la invoca durante il sonno ed è così che sua moglie Laura ne scopre l’esistenza: ovviamente Laura si convince si tratti di una rivale in carne ed ossa e perciò prende a pedinare Giovanni seguendolo fin nella loro casa al mare.
Sáry Saudkové
Lì, spiando dalle finestre, Laura lo vede parlare e gesticolare ma non riesce mai a scorgere Veronica, finchè “vede e comprende”. Disperata per la follia di Giovanni, Laura cerca aiuto: prima un assistente sociale e poi uno psichiatra. Ma la vera svolta, apparentemente solo tragica, avviene quando Laura si lascia scivolare nello stesso percorso di pazzia di Giovanni: impotente e incapace di superare il guado da sola, sceglie di dialogare con i fantasmi della mente di suo marito.
Laura “incontra” dunque Veronica, “l’affronta”, tenta un compromesso con lei e le fa persino dono dei suoi orecchini per convincerla a lasciarle Giovanni. L’amore disperato spinge Laura verso l’unica strada poeticamente percorribile: entrare nella "dimensione pazzia" e dialogare da lì sia con Giovanni sia con le creature- fantasma che gli popolano la mente.
Novello Orfeo-donna Laura sceglie di scendere negli abissi della follia, di venire a patti con le sue creazioni, discutendo da pari a pari, pur di riportare indietro il suo (Euridice)-Giovanni.
Qui sta il nocciolo forte della storia: là dove non può più nulla la realtà forse può ancora lo straniamento della realtà stessa e l’acquisizione al quotidiano del linguaggio della follia.finestra in rovina
Questa storia mi è apparsa come una rivalutazione in chiave esistenziale e sentimentale della pazzia, speciale vena interpretativa capace di "agire emotivamente" dall'interno la realtà.
Il film, com'ho già detto, vale proprio poco ma l’idea di partenza della trama è, a mio avviso, assai pregevole sotto il profilo poetico perchè
immaginare possibile un viaggio sentimentale “dentro” alla follia per riavvicinare qualcuno che ti sta a cuore è idea di forza vitale sorprendente. Scegliere di compiere quel viaggio, denso di rischi  non programmabili né nell’entità e né nel numero, abbandonandosi alle costruzioni dell’immaginario malato nella speranza di rimuoverle, è espressione di forza e di amore capace di andar fuori-regole.
Ho scoperto tardi che la canzone “la donna cannone” era abbinata ad una storia così speciale, per lo meno nelle intenzioni, ma non mi ha sorpreso: mi è solo piaciuta ancor di più.                               

mercoledì, 23 aprile 2008

domani racconterò di questa canzone...

buttero' questo mio enorme
cuore tra le stelle un giorno
giuro che lo faro'
oltre l'azzuro della tenda
nell'azzuro io volero'
quando la donna cannone
d'oro e d'argento diventera'
senza passare per la stazione
l'ultimo treno prendera'
e in faccia ai maligni e ai superbi
il mio nome scintillera'
dalle porte della notte
il giorno si blocchera'
un applauso del pubblico pagante
lo sottolineera'
e dalla bocca del cannone
una canzone suonera'
e con le mani amore
per le mani ti prendero'
e senza dire parole
nel mio cuore ti portero'
e non avro' paura se non saro'
bella come dici tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa
non torneremo piu'uuuu . . . . . . . . .
e senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete voleremo via
cosi' la donna cannone
quell'enorme mistero volo'
tutta sola verso un cielo
nero nero si incammino'
tutti chiusero gli occhi
nell'attimo esatto in cui spari'
altri giurarono e spergiurarono
che non erano mai stati li'
e con le mani amore
con le mani ti prendero'
e senza dire parole
nel mio cuore ti portero'
e non avro' paura se non saro'
bella come vuoi tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa
non torneremo piu'uuuu . . . . . . . . .
e senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete voleremo via
e senza ali e senza rete voleremo via


postato da: Terezita alle ore 15:59 | link | commenti (1)
categorie:

quando si dice che la PERFIDIA è Femmina...

Crudelia Demòn

...visto che ImpollinAire è andato giù nella cantina del mio blog a pescare vecchi post per commentare in orgogliosa solitudine e, soprattutto, per acquisire e accantonare elementi al fine di comporre uno scottante dossier politico-esistenziale sulla sottoscritta, io, perfida femmina circense- sia nel senso di simil-Circe, sia nel senso di sfottente cabarettista del web- ad un vecchio post mi rifaccio e lo ripubblico, in versione sonora.

Becca questo souvenir, Aire, e poi riprovaci a parlar male di Tereza, nota Circe malefica del web, come qualcuno ebbe a dire!*

* ^_^

Sàra SAUDKOVA

nota per chi legge il testo in sovrimpressione del brano qui sotto:

questa canzone man mano che la riascolto mi delude non poco: troppo sentimentalismo enfatico e qualche etto di troppo di luoghi comunelli-comunelli. E poi, a tratti,  sembra quasi un'invocazione, da femmina adorante verso un dio-creatore-di sesso maschile, un inno ad un uomo più sapientemente sfaccettato di un diamantone di pregio...azzzzz!  e che dè! manco Superman!  

Ve la dico tutta: secondo me Finardi s'è autocelebrato credendosi uomo così come scrive e descrive e immaginando, di conseguenza, torme di donne rapite.

Ma il verso che mi piace di più  sempre e senza ripensamenti è questo:

" un uomo impresentabile ai tuoi genitoriMafalda

così coerente anche negli errori"

un concetto bellissimo, pure se espresso a proposito di una donna...e forse è per questo ch'è il verso che amo di più.

Sì, è per questo. 


postato da: Terezita alle ore 11:42 | link | commenti (5)
categorie: im/penna/te e provocazioni
martedì, 22 aprile 2008

pensando ad ANNA

Quando si dice la sensibilità,

il senso dell'opportunità,

la capacità di considerare oltre il proprio giardino,

per quanto questo- nel caso di specie- sia molto esteso in ettari.

Eppure non si può certo applicare il concetto di "estensione" alle capacità intellettuali e politiche del mitragliatore.

Anna Politkovskaja

Forse a qualcuno dei suoi fidi consiglieri toccherà avvertirlo ed aggiornarlo: la Russia non è solo Putin ma anche Anna* e tanti altri come lei.

Così, con gesti come quello della mitragliata intendo, è quasi come far battute sui lager dentro ad una sinagoga, mister President-in-doppio-pectore...veda lei...

Noi possiamo fare poco o nulla per rimediare, magari ci vergogneremo un po' anche per lei...

n.b. il giorno dopo la gag del nostro-amato-premier-in-doppio-pectore, il giornale per il quale scrive la giornalista fatta bersaglio di mitragliata  ha chiuso e il suo maggior azionista ha ritirato i finanziamenti...

A noi spettò l'editto bulgaro, ai russi ora tocca l'editto italiano: non ci facciamo mancare nulla!   

 *Anna Politkovskaja viene assassinata il 7 ottobre 2006 nell'ascensore del suo palazzo a Mosca. La prima pista seguita è quella dell'omicidio premeditato ed operato da un killer a contratto. Il mandante è ancora oggi sconosciuto. Il giorno dopo la polizia russa sequestra il computer della Politkovskaja e tutto il materiale dell'inchiesta che la giornalista stava compiendo. L'editore della Novaya Gazeta Dmitry Muratov afferma che la Politkovskaja stava per pubblicare, proprio il giorno in cui è stata uccisa, un lungo articolo sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene legate al Primo Ministro. Ai funerali partecipano più di mille persone - fra cui i colleghi e semplici ammiratori della giornalista- ma nessun rappresentante del Governo russo.

e dal blog http://ifantastici4.splinder.com/:

Anna Politkovskaya,
Roderick John Scott,
Serge Kalinovski,
Valery Ivanov,
Natalia Skryl,
Paul Khlebnikov,
Adlan Khassanov,
Pavel Makeev,
Magomedzagid Varisov,
Yevgeny Gerasimenko,
Ilia Zimine,
Gaji Abashilov,
Ilya Shurpaev,

ringraziano per il delicato pensiero...

postato da: Terezita alle ore 08:21 | link | commenti (6)
categorie: politicamente affine, surreale e talvolta sconcio
lunedì, 21 aprile 2008

la CATENAaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!

Aderiscoalla catena, nominata da Cristiana:

http://dicolamia.typepad.com/niki/

Le sei cose che mi piace fare*

* (un gran problema limitarmi a sei!)

Mafalda

1)............................................., e i puntini "in materia" potrebbero continuare moltissimo;

2) danzare, meglio se in compagnia di  un compagno di estro, non importa che sappia, basta che ami ballare;

3) immergere i piedi nudi nei torrenti di montagna- pazienza se è gelata- e guardare dall'orlo dei precipizi;

4) assaggiare/raccogliere  con le dita  le creme e il gelato;Mafalda

5) bere una cioccolata calda e amara-fondentissima se fa freddo;

6) buttarmi in mare, uscire, buttarmi ancora, uscire ancora, ecc. ecc., riproducendo all'infinito la sensazione dell'impatto/sparizione/immersione in acqua, meglio se un po' freddina.

I sei successivi nominati per ora non saprei individuarli, di molti so che hanno già dato:ci penso su, va bene?

Baci. 

tutti slacciati


Le Avventure del FEDERALE

Vi segnalo l'apertura di una rubrica dal titolo "Il federale" su questo blog:

http://ifantastici4.splinder.com/

Ovviamente il titolo è ispirato dal film Il federale del 1961 di Luciano Salce i cui protagonisti sono il grandissimo Ugo Tognazzi, nella parte del fascista, aspirante Federale, camerata Arcovazzi Primo, e George Wilson, nella parte dell’antifascista Professor Bonafé.

Ecco qui questo frammento illuminante di dialogo, tratto dal film.

Aspirante Federale camerata Arcovazzi Primo: “Secondo voi cos’è la libertà?”

Antifascista Professor Bonafé: “La libertà è venire da me che sono, mettiamo, capo del governo, aprire la porta e dire: “Bonafè è un fetente”. Lei può fare questo, adesso?

Aspirante Federale camerata Arcovazzi Primo: “Ma certo. Vado da Mussolini, apro la porta e dico: “Bonafè è un fetente”.
Segue "Il liberismo ha i giorni contati" dei Baustelle,
avvertenza:
OGNI RIFERIMENTO A FATTI E/O PERSONE ESISTENTI è PURAMENTE CASUALE...


postato da: Terezita alle ore 14:31 | link | commenti (4)
categorie: citazioni, con contributi esteri

in Libreria, tra LEOPARDI e il Cabaret in forma di PVT

eccessi di pensiero?
RACCONTO di un discorso scombinato ma serio  in PVT e del suo seguito in libreria.
Protagonisti:
Tereza, basta la parola.
Ruvy, diminutivo di Ruvidazzo, nome d'arte del mio interlocutore, per via del suo essere ideologicamente ruvido, scarno e stringato, capa-tostissima, di tonalità politicamente amara e dunque amareggiata, acrimonioso verso la società dei consumi e i suoi abitanti, con frequenti toccate- senza fuga ma solo ritorni- di idealismo country and wild...
allusivo
E’ una domenica di sole.
Temperatura che vira alla tardissima primavera.
Una bella libreria, grande e suggestiva negli spazi luminosi e grandi, nel centro della capitale immorale d’Italia.
Giro tra i libri con rilassatezza, mi accomodo all'angolo di gradini che separano un settore dall'altro, sfioro i volumi fotografici per il piacere del contatto con il liscio e lucido delle copertine.
C'è la letteratura di viaggio, qui ben assortita e ricca di titoli non scontati.
Saggi che di turistico non hanno nulla, piuttosto riflessioni sui luoghi e sulla loro estensione ideale e di senso, storico e non.
Mi piace e mi distende, mi sembra un’oasi nella bruttura dei tempi e dei contrattempi, politici e non.
C'è un ampio settore di libri in offerta, alcuni anche usati, poichè questa libreria li acquista e li ricicla permettendoti nuovi acquisti.
art
Ci puoi trovare pezzi unici, unici per te, magari, ma comunque unici: libri persi alla distribuzione, libri-ricordi di libri che ad un certo punto non hai trovato più, dopo un trasloco o qualche altra traversia e, anche, ovviamente, molti classici.
Ed ecco vedo il fac-simile di un volumetto che già posseggo, "Pensieri" di Giacomo Leopardi e mi s'affaccia alla mente uno scambio recente di battute con un amico pvtista.
Discutevamo di un argomento grande come un continente, la coerenza.

Un discorso così, perso a sé stesso, con il quale solo due pazzi o due fuori-pista come noi possono intrattenersi. Uno di quei discorsi che sanno tanto di voler svuotare il mare con il secchiello dei giochi o anche, per dirla più terrena e più efficace, di "vu tenite 'a capa freska, guagliò...".
Il mio corrispondente di pvt, Ruvy, cercava di delimitare il discorso a fatti quotidiani e di piccola e media taglia mentr'io avevo già preso una di quelle mie tangenti para-polistirol-filosofico con le quali cerco di dimostrare una cosa e il suo contrario, la sua necessità e la sua impraticabilità.
Victor IVANOVSKY-Lyuda
Ci stavamo scambiando messaggi tra sordi ma io sordeggiavo un po' più di lui- come spesso m'accade quando sto percorrendo la mia tangente-tangenziale di pensiero a velocità sconsigliabile- quando Ruvy, riportando la questione dalla taglia STRA-XL cui io l'avevo condotta a taglia NORMAL-QUOTIDIAN, se n'esce così: 
-Ruvy: devi seguire la logica, sennò ti perdi nell'infinito, baby…quante volte te lo devo dire?
-Tereza: be', io mi ci perdo spesso...abbi pazienza con me...mi tocca riacciuffarmi ogni tanto…
pulizie di primavera?-Ruvy: ok, ok, porto pazienza ma, ricorda, troppo Leopardi brucia i neuroni.
Come la droga e la tv.
-Tereza: devo ripetermi, ma hai proprio ragione…e poi mettici pure quelli che mi fumo di mio…di neuroni, intendo!
Devo far penitenza?Vado a leggere Melissa P.?
-Ruvy: meglio un paio d’etti di Tamaro e poi vai a riposare, baby. Metti i neuroni a cuccia per oggi.
-Tereza: sì, forse è il caso, ripongo Giacomo e faccio un po’ di pulizie di primavera che tanto è stagione, mon amour. E grazie per la clemenza.
 

postato da: Terezita alle ore 11:37 | link | commenti (2)
categorie: pvt
sabato, 19 aprile 2008

dal paese dei TAMARRI


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