Qualche giorno di solitudine.
Così , mentre scorreva le maglie delle emozioni nel capitolo su Firenze, interruppe Manganelli, alzò lo sguardo, e si ricordò dell’uomo dalla traccia fisica sottile-sottile, come quella di un adolescente.



Peccato per i tanti suoni d’amore che lei gli aveva lasciato, forse inutilmente, a ricordo. In realtà di suoni d’amore gliene erano sfuggiti solo una piccola parte: il resto l'aveva soffocato, trattenuta sia dalla preoccupazione della finestra aperta sulle orecchie dei vicini sia dal senso di inadeguatezza per l'incompleto abbandono di lui.
scovato da Paola, in quel di Tusitala*, e gentilmente donato, approda qui, ancora una volta, Ferdinando PESSOA...
*(http://tusitala.blog.kataweb.it/)


...e di seguito non poteva esserci che FADO.


La più bella rubrica di lettere in blog,
la più divertente rassegna di ovvietà furbine,
la più geniale trovata in tema di pietà cristiana mordi e fuggi,
la più fumettiscamente corrosiva cronaca
sul nostro beneamato Benny-the-Pope
la trovate qui:
Si intitola:

"La Posta del Cuore di Joseph"
E, tenetelo presente, negli elogi mi sono tenuta...


Sarà perché mi è piaciuto molto il film "La finestra di fronte".
Sarà per la forza d'attrazione , maschile e umana, esercitata su di me da uno dei protagonisti, Massimo Girotti, uomo di stupefacente bellezza, il cui fascino è sopravissuto integro nella vecchiaia nobile e ispirata.
Sarà per la suggestività di certi angoli di Roma, del Ghetto soprattutto, e dell'Isola Tiberina, luogo dove amo passeggiare vagando con gli occhi e con le idee, con il fiume e i gabbiani che annullano i rumori di città se, con un po' di convinzione, ci si lascia trasportare e ipnotizzare dal movimento delle acque del Tevere.

Sarà...sarà...sarà...
E per ricordare tutto ciò ho pensato di adottare il gioco di parole suggeritomi dal carissimo Finazio che, sulla scia del mio "sui libri ci si libra"**, mi ha regalato il suo "con le canzoni ci si incanta"...


calzoncini azzurri con bande a contrasto.
Sono stata richiamata- e di richiamo “morale” si trattava- a non giocare con il destino altrui, a non sbandierare avventatamente la causa della libertà quando la libertà messa in gioco non è la mia e mie non sono le spine che la rendono irraggiungibile, se non a prezzo di infiniti e dolorosi strappi.
Ciò sulla base delle sole mie parole scritte e senza conoscere nulla né di me né della mia storia personale né della mia attuale e faticosissima libertà che di prove impegnative ne ha conosciute a sufficienza.
Mi è stato attribuito un carattere di superficialità e, aggiungo, mi è stata mossa una larvata accusa di manovre di persuasione occulta, laddove per persuasione occulta si intende qualcosa che s’avvicina molto alla sobillazione fatta per il gusto di sobillare, accusa che dista di pochi passi da un’altra, inespressa e ben più grave: una sorta di piccolo plagio ideologico in chiave pseudo-libertaria, di tono superficiale ed egoista tout-court.
Orbene, non voglio argomentare con una parola di più su questo- ho già dato troppo altrove- sia perché la ritengo un’offesa piuttosto grave, una delle poche sulle quali non sono affatto disposta a trattare in termini dialettici, sia perché non ho alcun interesse ad ingaggiare una gara per conquistare il patronato morale della libertà di nessuno: posso dispiacermi, e anche moltissimo, della negazione della libertà di un altro, ma ritengo estremamente irrispettoso cercare di accapararsi la tutela morale delle scelte altrui. 
Per quanto mi concerne ritengo di non averne né diritto né capacità e, aggiungo, per mia fortuna.
Tuttavia vorrei tornare su un punto cui tengo moltissimo svolgendo qualche breve considerazione sulla figura di chi è chiamato a scegliere per la propria libertà sulla propria pelle.
Accusare così facilmente qualcuno di essere il “cattivo maestro” di un altro conduce dritti- dritti ad affermare che il presupposto “alunno” del cattivo maestro è afflitto da personalità emotivamente debole e instabile, influenzabile comunque, quando non addirittura segnata da scarsa capacità critica sul piano della volontà e del pensiero.
Ebbene, ho troppo rispetto della dignità umana per trattare dialetticamente su una simile teoria.
Solo dico, rivolgendomi al soggetto "ridotto teoricamente a puro oggetto" dell’influenza altrui, di ripensare sui termini della questione e valutare se veramente ritiene dignitoso continuare ad essere considerato persona a volontà decisionale dimezzata o addirittura assente.
A chi mi ha rivolto l’accusa di essere una sventra-esistenze dico invece di stare tranquillo: non avrà più notizie di me e potrà godersi in santa pace sia il suo patronato morale sia la sua intima convinzione su di me “sobillatrice e distruttrice” di santi equilibri.
Solo lo prego di sparire altrettanto doverosamente dai miei spazi e, se capiterà di qua per godersi un po’ di perversione ideologica, la mia, come se si trovasse in uno spazio porno-intellettuale, faccia piano o potrebbe partirmi una zannata.
A tutti gli altri, che si son rotti a leggere, mando idealmente un sorriso.


Dò QUI NOTIZIA DELL'AVVENUTO FUNERALE DI ALCUNE PARTI DI UN POST.
IL POVERETTO HA AVUTO AMPUTATI IL BRANO E LA POESIA PROVENIENTI DA ALTRO BLOG.
HO VOLUTO SEGUIRE L'ESEMPIO E LA VOLONTà DELL'AUTRICE DEL PEZZO, DA ME A SUO TEMPO PUBBLICATO.
I FUNERALI DELLE PARTI AMPUTATE SI SONO GIà SVOLTI IN FORMA STRETTAMENTE PRIVATA.
AMEN.
http://tereza.splinder.com/post/16879534/Stacco+la+SPINA
PER MOTIVI DI OPPORTUNITà E DI SANO REALISMO IL POST è STATO RICATALOGATO: I TAG DI RIFERIMENTO SONO STATI SCELTI CON OPPORTUNA E MEDITATA RIFLESSIONE.
A-RI-AMEN
p.s.
ALTRE SOPPRESSIONI E CONSEGUENTI ESEQUIE DI POST "PERICOLOSI" PER LA QUIETE PUBBLICA VERRANNO ESEGUITE E CELEBRATE MAN MANO CHE MI TORNERANNO IN MENTE.
Sui libri, si sa,

ci si libra

E allora, libriamoci!

questo post, lo so, è una vera Terezata..., perciò ci aggiungo una versione di Lili Marleen- il testo lo trovate qui sotto- cantata dalla stupenda Hanna Schigulla con la regia di Fassbinder.
Vor der Kaserne
Vor dem großen Tor
Stand eine Laterne
Und steht sie noch davor
So woll'n wir uns da wieder seh'n
Bei der Laterne wollen wir steh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.
Unsere beide Schatten
Sah'n wie einer aus
Daß wir so lieb uns hatten
Das sah man gleich daraus
Und alle Leute soll'n es seh'n
Wenn wir bei der Laterne steh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.
Schon rief der Posten,
Sie blasen Zapfenstreich
Das kann drei Tage kosten
Kam'rad, ich komm sogleich
Da sagten wir auf Wiedersehen
Wie gerne wollt ich mit dir geh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.
Deine Schritte kennt sie,
Deinen zieren Gang
Alle Abend brennt sie,
Doch mich vergaß sie lang
Und sollte mir ein Leids gescheh'n
Wer wird bei der Laterne stehen
Mit dir Lili Marleen,
Mit dir Lili Marleen?
Aus dem stillen Raume,
Aus der Erde Grund
Hebt mich wie im Traume
Dein verliebter Mund
Wenn sich die späten Nebel drehn
Werd' ich bei der Laterne steh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.
e