
Io amo molto portarmi in vacanza un libro di cui ancora non ho letto neanche una pagina: è un modo per vivere la lettura legandola al luogo della vacanza.
Un amico mi ha scritto un messaggio in pvt che ho trovato molto bello e, perciò, ho deciso di pubblicarne qui lo stralcio più significativo:
"... le tue provocazioni hanno spesso del sensuale, pur se condite sapientemente dal cerebrale. A quelli col codino riccioluto che grufolano nel fango, il condimento non interessa. Loro riconoscono il profumo della sensualità (travisandola ed immediatamente trasformandola in "miiiiiiiiinchia, questa me la faaaaaaccio!")
Ergo... sono i rischi dello scrivere in modo coinvolgente. I rischi di essere interpretati secondo diverse chiavi personali... a volte basse.
Non dare loro spago, non fare il loro gioco, cazzo! Ogni tanto sii Sancho, invece del Qujote, saggio, pacato, sardonico e menefreghista ignoratore dell'ignoranza altrui.
L'orgoglio (quello buono) e la voglia di chiarezza lasciateli per chi li merita..."

A lui mando un grazie supplementare da qui, doppiamente meritato per aver scritto quel che ha scritto ed averlo scritto da uomo, parola-termine-genere che amo stimare e non denigrare per ovvie e grette ragioni.
Per fortuna ne ho incontrati tanti che sanno dare alla parola amicizia un significato pieno, anche quando hanno di fronte una donna.

Agli altri- squali e squaletti della rete- dedico questa specie di canzone:










Nulla di quel che la bambina fuori busta stava per fare era stato così articolatamente intellettualizzato ma quando, ormai donna fatta, poco tempo fa, me lo ha raccontato mi ha detto:

L'ITAGLIA la fanno gli ITAGLIANI.
Quest'è inconfutabile.
E la fa soprattutto il più ITAGLIANO di TUTTI.
Come dar torto a quanti, ITAGLIANI DOC, lo amano?
Come non riconoscere quanto obiettivamente li rappresenta? soprattutto in queste movenze classiche...

A quanti in ITAGLIA nacquero per caso e, talvolta, per disgrazia, non resta che guardare il mare e l'orizzonte lontano e, se del caso, se qualche ITAGLIANO doc si avvicina troppo o si fa troppo molesto scaricargli addosso una vendetta verbale, di quelle belle, classiche, mutuate dalla saggezza dei Padri...tipo questa:
te potisse pijà 'na fevre ka te cacce i fforze e t'sarridduce comm'a nu stuozze 'e 'ndestine fraciche 'e puoerche...e po' ti pijasse pure nu 'nsurtu ka stienne i zamp-e chiù de na zampana qu na stampata 'nda sccarpa...a ttia e a soreta!

N.B.:l'importante è metterci tanta convinzione...potrebbe sempre funzionare e...ZAC! FUORI UNO!
p.s.la maledizione riportata nel testo è farina del sacco della sottoscritta; l'ho composta così, in perfetta e solitaria creatività e sotto lo stimolo intellettuale dato dall'incontro in rete con due luminosamente beceri esemplari di itaglianità tavernicola, da "mi gratto i coglioni in pubblico e me ne vanto pure"...
A loro, "Membri" così finemente titolati della platea Splinder, la mia sentita dedica di questo post.
con ossequio
Tereza
Nel mio primo viaggio a Praga, a meno di dieci anni dalla caduta del Muro, camminavo cercando negli sguardi di strada un'eco di quelle famose giornate dell'agosto 1968.
rassegnarsi, ma niente sembrava essere sopravvissuto, né la pena né il sentimento della rivolta, neppure covati nella malinconia.



Ecco qui sopra l'ultimo premio, ultimo però solo in ordine d'arrivo, tributato al blog e alla bloggera padrona di casa, detta familiarmenteTeZ.
Me lo assegna
, titolare del blog Parole di vetro* con questa motivazione:
Premio Dieci e lode a Terezita
Per contenuti e stile narrativo.Per spessore e sensibilità. Con tutta la mia stima.
*http://argeniogiuliana.splinder.com/
Ovviamente qui di mio non aggiungo nulla: vado solo a infilarmi nell'angolino buio...
A domani, vi parlerò della mia amatissima 
a quarant'anni da quel famoso agosto di quel geniale anno 1968
ciao...



Eppure lui viaggiava così spesso per lavoro, e da anni e anni per di più... Per questo lei avevo trovato inspiegabile l’insensatezza e la scomodità di quella valigia troppo grande e, soprattutto, si chiedeva come mai l'uomo non avesse mai provveduto a cambiarla. 
Non posso non saltare,piacevolmente saltare, sulla sedia nel leggere/ricevere parole come quelle che ho voluto trasporre qui dal pvt: dette per di più da chi non mi ha mai vista, né sorridere, né piangere, né annoiarmi o altro. E penso necessariamente al resto...a tanto e inutile resto, vuoto d'umanità.

Tez:
non ti preoccupare di esternare i tuoi momenti da lamentevol-gnegnetto-gnegnoso: ho capito che è un tuo lato, una parte del tutto, una specie di tuo saltuario intermezzo a leccarti le zampette nell'angolino...capita a tutti...e poi, sapessi che intermezzi di densa malinconia affliggono me, e con che frequenza, Lab-Sound!
Lab-Sound:
non so la frequenza... ma un po' "d'intensità" l'ho sentita, Tez... e non parlo certo dei tuoi post.
Tez:
Sapessi come mi ha colpito quest'ultima cosa che hai scritto...e dire che io penso sempre d'essere di un'assoluta "volatilità"...
Lab-Sound:
mi fa piacere non essere il solo a tornare sugli scritti per ricogliere qualche frutto... davvero credevi di essere così volatile e leggera?!?
oh, ma tu lo sei, nel modo di porti, Tez...ma per scrivere così bisogna essere attori... di quelli bravi... ma bravi perchè sanno sentire e vivere a pelle tutto... e se sei così non hai scampo dalla malinconia di cui parli.
è SEMPRE un piacere "leggerti", Donna...
Tez:

che bella cosa mi hai scritto
bella
bella davvero
altro che i Salmi
un Grazie
pulsante-Grazie.
A te, Lab-Sound,
dedico un fiore viola, il mio colore dell'anima, e una delle canzoni che mi hai segnalato.

Ciao, Lab-Sound,
qui Tez
p.s. e per non dar troppo spazio al lacrimal-commozionevole, tonalità ch'io non posso, da quercia luterana, praticar troppo senza provare sentimenti di aspra auto-censura (son pur sempre un Vero Uomo!) ti segnalo, caro Lab-Sound, che sto per farti recapitare anche la Tez-Pirofila da forno...
^__^
p.p..s. qui sotto, per tutti gli altri:Bird of passage,dai "The mission".