C'è una donna alla finestra.
Ha lo sguardo del disincanto, ma tutto giocato al femminile, che è come dire un distillato del disincanto stesso, una sua versione ripulita dalle scorie del romanticume di maniera e dal cinismo del super-ego, un frutto ancora raro tra le donne.
Vede passare una delle tante manifestazioni di studenti di questi giorni e sente i vent'anni pioverle addosso, come le accade spesso...solo che a piovere è anche tanta pioggia e quella è addosso agli studenti ché lei, la donna alla finestra, è al riparo, ma dall'acqua soltanto...
La sua passione no, non è al riparo, cammina nel corteo e si bagna...mentre scrive impressioni su fogli impermeabili...eccole:
C'è un gran vento, piove senza clemenza. Ogni tanto un lampo e poi il fragore del tuono. E sfilano sulla Labicana, solo un venti per cento sotto gli ombrelli. Gli altri sotto la pioggia, calmamente. Un camion urla una canzone che non conosco e sopra dei ragazzi ballano. Dev'essere uno spezzone del corteo.
Li guardo dalla finestra e ho freddo per loro. E anche una grande appassionata tenerezza. Lancio al cielo un'occhiata di furioso rimprovero: perché me li tratti così?
http://ineziessenziali.blogspot.com/2008/10/giovani.html
e chi poteva scrivere una cosa così se non lei, Marina?
Tu, Marina, voli già come uno di quegli storni che celebravo nel post:
http://tereza.splinder.com/post/18879591/a+pugno+chiuso+e+festante
p.s.:rimetto qui un video pubblicato già pochi giorni fa...ma fa nulla...sento che va bene così...
PREMESSA:
per qualcuno che dovesse, per suoi personali punti di vista e/o interpretazioni, leggere questo post in chiave omicida-laddove l'omicida sarei io delle parole(!),in generale e,di conseguenza, delle opinioni(!)- chiarisco che si tratta di un discorso affatto generico e generalizzante,solo di una dedica come, peraltro, spiega assai bene e senza lasciare dubbi il tag del post. 
sto cancellando ed uccidendo tutte le parole
dei vari passanti e perditempo e fatui
buttate a caso o spese invano spesso
e
lascerò in vita solo quelle poche e scarne
aperte e brucianti come ferite
eppure stelle nel loro sangue vivo
(le tue).
Erano più di centotrenta pagine di chiacchiere, pensa...
ne son rimaste appena quaranta
tutte scarne e sono
solo le tue:
tu
che sai scrivere la vita pure senza passare per l'inchiostro.
p.s.: ho cambiato la foto d'apertura perché questa è più adatta a te in quanto è in scarno- si fa per dire- bianco e nero. Ciao...

Uscendo dal sottopassaggio della metropolitana c'era nel cielo una gara di storni a cantare.
Era una danza a giri larghi e festosi, contro un cielo che non vuole togliersi il grigio.
E io mi sono sentita uguale a loro e così mi sarebbe venuto di rifargli il verso, che era il mio verso pure.
E mi sono sentita libera e a giri larghi anch'io e quasi mi mettevo a sbattere le braccia come ali, in giri festosi e selvaggi.
Ho alzato gli occhi al cielo ancora e poco c'è mancato che muovessi un pugno chiuso di gioia verso gli storni per dire:
lucha y amor y libertad
e non mi avrete mai.
p.s.:qua sotto i Coldplay con un incalzante "Viva la Vida"...non scelto a caso...
RIPUBBLICO QUESTO POST PERCHé MI RICORDA UNA GRANDE VERITà DETTA DALLA PERSONA PIù BELLA E PIù CARA CH'IO ABBIA MAI INCONTRATO SULLA STRADA DEL BLOG e PER RICORDARE COME IL SENSO DELL'UMANITà, QUELLA CHE NON SI NEGA MAI A Sé STESSA, POSSA FAR GRANDI ANCHE LE COSE PICCOLISSIME.
A QUELLA PERSONA DEDICO QUESTO POST, OVUNQUE ESSA SIA, POICHé
L'IMPORTANTE è...CHE TU SIA

Disse un giorno il signor 3parole=30, alias Mister K, rispondendo a una Tereza lamentosa, malinconica e ammorbante, persa in sue privatissime lagne d'amore:
ma è comunque bello che, nonostante tutto, tu gli dia "retta" ... che poi ascoltare è già amare...
e Tereza, colpita una volta di più dall'essenzialità corposa di senso del signor 3parole=30 rispose così:
grazie, per aver detto questo, non perchè non lo sapessi già ma perchè me l'hai ricordato una volta di più e mi hai riconciliato con l'amore, in generale intendo, e quindi con la grazia del vivere...
e grazie ancora ora, signor 3parole=30, per le tue scarne parole mai né dette né spese a caso...
p.s.:e un saluto da qui, a te, Mister K, insuperabile tra tutti...sotto Paolo Conte canta "troppo difficile"

Risposta assai dilungata al commento di Aire sul post precedente a questo.





Era sì e no al suo terzo messaggio pvt, non lo conoscevo per nulla e non c'era alcun presupposto per parlare così, neanche lontanamente, ma mi bastò quella parola Amore così sfregiata dall'impropria e oscena maiuscola, buttata lì invano e a casaccio per decidere di infliggergli la peggior lastra della sua vita, infatti a lui e ai suoi compari di genere dedicai questo post:
Quest'è un simpaticissimo scambio di battute in pvt, avvenuto all'indomani della pubblicazione di questa mia foto qui sotto, foto che io fatico ad immaginare come suscitatrice di emozioni men che minime, tipo che so...l'immagine di un frullato alla frutta, per esempio, visto che l'effetto principale è proprio da "frullìo"...
Il mio interlocutore è detto qui- nome d'arte intendo- il signor Citterio, per brevità Cit, persona di spirito acuto, schietto e, soprattutto, serenamente amichevole.
http://tereza.splinder.com/post/18331985/COMUNICATO+di+senso+OVVIO


relazione generale...aveva già il mal di testa al pensiero di quel Lego mostruoso che l'aspettava sulla scrivania e al computer. Entrò perciò nella sua stanza d'ufficio con l'animo pesante, per questo e per il resto che si portava da casa, quando iniziò a sentire le voci dei ragazzi che in corteo scandivano slogan durissimi contro il ministro dell'istruzione.
stanza, se fuori...sarebbe sicuramente scesa in piazza ad urlare o a farsi picchiare, si sarebbe autodenunciata per quello che pensava e avrebbe avuto pure dei bei guai con il lavoro.

Poi, di nuovo, si mise in ascolto dei suoni del corteo: le voci andavano con forza e rabbia, più di prima, ma erano solo voci di ragazzi e sembravano migliaia...per suo personale ed illusorio piacere immaginò che lo scandire di slogan le facesse tremare i vetri della finestra.
***pre-avviso per i naviganti:
spiego ora a quanti si fosse dolorosamente fin qui chiesti perché ho utilizzato la lettera K in questo titolo, e per la prima e unica volta nel mio scrivere: c'è, miei cari, che certi suoni terroni aspirati sono assai più propriamente tradotti- a mio modestissimo avviso- dalla lettera K piuttosto che dalla lettera C dell'alfabeto italiano corrente. Tutto qui. Non è una deriva eretica la mia, state tranquilli*...
*(ke ve lo assicura Tereza Xkè è impazzita...hihihihi)






