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Utente: Terezita
Nome: Tereza Rossi
A scanso di equivoci, fraintendimenti e male letture assortite dico soltanto: molto di quel che sono sta nelle parole scritte e nelle immagini, il resto è nella vita e nei sogni che non racconto ancora e in quelli che rimarranno solo miei.

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venerdì, 31 ottobre 2008

Marina, il senso appassionato del vivere

C.Coigny_23C'è una donna alla finestra.

Ha lo sguardo del disincanto, ma tutto giocato al femminile, che è come dire un distillato del disincanto stesso, una sua versione ripulita dalle scorie del romanticume di maniera e dal cinismo del super-ego, un frutto ancora raro tra le donne.

Vede passare una delle tante manifestazioni di studenti di questi giorni e sente i vent'anni pioverle addosso, come le accade spesso...solo che a piovere è anche tanta pioggia e quella è addosso agli studenti ché lei, la donna alla finestra, è al riparo, ma dall'acqua soltanto...

La sua passione no, non è al riparo, cammina nel corteo e si bagna...mentre scrive impressioni su fogli impermeabili...eccole:

pioggiaC'è un gran vento, piove senza clemenza. Ogni tanto un lampo e poi il fragore del tuono. E sfilano sulla Labicana, solo un venti per cento sotto gli ombrelli. Gli altri sotto la pioggia, calmamente. Un camion urla una canzone che non conosco e sopra dei ragazzi ballano. Dev'essere uno spezzone del corteo.
Li guardo dalla finestra e ho freddo per loro. E anche una grande appassionata tenerezza. Lancio al cielo un'occhiata di furioso rimprovero: perché me li tratti così?

http://ineziessenziali.blogspot.com/2008/10/giovani.html

e chi poteva scrivere una cosa così se non lei, Marina?

Tu, Marina, voli già come uno di quegli storni che celebravo nel post:

http://tereza.splinder.com/post/18879591/a+pugno+chiuso+e+festante 

p.s.:rimetto qui un video pubblicato già pochi giorni fa...ma fa nulla...sento che va bene così...


giovedì, 30 ottobre 2008

SOTTOVOCE, ma capirai...

PREMESSA: la ROSSA di SAUCOper qualcuno che dovesse, per suoi personali punti di vista e/o interpretazioni, leggere questo post in chiave omicida-laddove l'omicida sarei io delle parole(!),in generale e,di conseguenza, delle opinioni(!)- chiarisco che si tratta di un discorso affatto generico e generalizzante,solo di una dedica come, peraltro, spiega assai bene e senza lasciare dubbi il tag del post.   Christian Coigny_19

sto cancellando ed uccidendo tutte le parole

dei vari passanti e perditempo e fatui

buttate a caso o spese invano spesso 

e

lascerò in vita solo quelle poche e scarne

aperte e brucianti come ferite

eppure stelle nel loro sangue vivo

(le tue).

Erano più di centotrenta pagine di chiacchiere, pensa...

ne son rimaste appena quaranta

tutte scarne e sono

solo le tue:

tu

che sai scrivere la vita pure senza passare per l'inchiostro.

p.s.: ho cambiato la foto d'apertura perché questa è più adatta a te in quanto è in scarno- si fa per dire- bianco e nero. Ciao... 


mercoledì, 29 ottobre 2008

a pugno chiuso e festante

HORVAT

Uscendo dal sottopassaggio della metropolitana c'era nel cielo una gara di storni a cantare.

Era una danza a giri larghi e festosi, contro un cielo che non vuole togliersi il grigio.

E io mi sono sentita uguale a loro e così mi sarebbe venuto di rifargli il verso, che era il mio verso pure.

E mi sono sentita libera e a giri larghi  anch'io e quasi mi mettevo a sbattere le braccia come ali, in giri festosi e selvaggi.

Ho alzato gli occhi al cielo ancora e poco c'è mancato che muovessi un pugno chiuso di gioia  verso gli storni per dire:

lucha y amor y libertad

e non mi avrete mai.

p.s.:qua sotto i Coldplay con un incalzante "Viva la Vida"...non scelto a caso...


postato da: Terezita alle ore 16:21 | link | commenti (6)
categorie: goffamente poetante, im/penna/te e provocazioni
martedì, 28 ottobre 2008

...che poi Ascoltare E' GIA' AMARE...

Sàra SaudkovàRIPUBBLICO QUESTO POST PERCHé MI RICORDA UNA GRANDE VERITà DETTA DALLA PERSONA PIù BELLA E PIù CARA CH'IO ABBIA MAI INCONTRATO SULLA STRADA DEL BLOG e PER RICORDARE COME IL SENSO DELL'UMANITà, QUELLA CHE NON SI NEGA MAI A Sé STESSA, POSSA FAR GRANDI ANCHE LE COSE PICCOLISSIME.

A QUELLA PERSONA DEDICO QUESTO POST, OVUNQUE ESSA SIA, POICHé

L'IMPORTANTE è...CHE TU SIA

albicocche da Tereza

Disse un giorno  il signor 3parole=30, alias Mister K, rispondendo a una Tereza lamentosa, malinconica e ammorbante, persa in sue privatissime lagne d'amore:

ma è comunque bello che, nonostante tutto, tu gli dia "retta" ... che poi ascoltare è già amare...

e Tereza, colpita una volta di più dall'essenzialità corposa di senso del signor 3parole=30 rispose così:  

grazie, per aver detto questo, non perchè non lo sapessi già ma perchè me l'hai ricordato una volta di più e mi hai riconciliato con l'amore, in generale intendo, e quindi con la grazia del vivere...

e grazie ancora ora, signor 3parole=30, per le tue scarne parole mai né dette né spese a caso...

p.s.:e un saluto da qui, a te, Mister K, insuperabile tra tutti...sotto Paolo Conte canta "troppo difficile"


a proposito del signor CIT-terio...

SAUDEK

Risposta assai dilungata al commento di Aire sul post precedente a questo.

....rispondo a te, Aire,
ringraziandoti per lo spunto che mi hai offerto attraverso il tuo commento condotto, come sempre, su quel filo sottile di allusiva ed elegante ironia che ti distingue tra tutti .
Colgo così l'occasione per parlare sul tema da te innescato, (ché l'ho sempre detto io : tu acquerella cheta in superficie hai cento micce nelle tasche...morté...).
Faccio, innanzitutto, una quasi inutile premessa : io trovo piacere, sempre,nel parlare schietto, detto in generale e nello specifico dell'argomento salumi e loro origine e produttori e derivati...lasciami tenere in piedi questa comica definizione.
Mi piace fare domande e ricevere risposte dirette dal mio interlocutore/trice di turno, nel rispetto della sensibilità e della non invadenza, certo, quello sempre e comunque.
puntando e precisando
Mi piace chi non si nasconde dietro al proprio dito, come in questo caso il signor Citterio ( e penso di poterlo affermare di lui con una certa  fondatezza) .
Mi piace chi non nascondendo i propri pensieri li sa anche analizzare sul filo dell'ironia, cristallina e un po' ragazzina, cosa che non guasta mai.
Con il signor Citterio ho disquisito più volte di certi stereotipi dei comportamenti maschili e dei loro corrispettivi femminili, trovando un interlocutore disponibile e senza mascheramenti opportunistici.
Il frammento di conversazione che ho pubblicato è per necessità di sintesi molto ritagliato e depurato e anzi, se ci farai caso rileggendolo, caro Aire, lo troverai privato di un ulteriore segmento che mi suonava indirettamente autocelebrativo- celebrativo di Tez intendo- cosa che cerco sempre di evitare e che non ha nulla a che fare né con l'intento del post né in generale con me.
Sì, proprio nulla a che fare, poiché qui l'intento  era di aprire una finestra su un modo possibile, sicuramente possibile, di parlarsi senza ipocrisie o giri di valzer all'insegna del salamelecco, del politically correct o del "pace e bene" a tutti i costi, dell'ipocrisia insomma, tanto per dirla nuda e cruda.
TeZ ripresa da nord
In quella conversazione riportata nel post prcedente io chiedevo per vera curiosità e lui mi rispondeva con altrettanto vera sincerità.
Il resto è marginale, ovverossia sapere se lui è fra quanti "cercano la trippa per gatti" o meno, ma una cosa è certa: il signor Citterio è uno che non lo nasconderebbe mai, anzi, ci saprebbe anche scherzare sopra e farsi mettere allegramente alla berlina per questo.
A suo tempo titolai questo tag "maschi saggi e spiritosi"  proprio pensando a questa capacità di volare sopra sé stessi pur mostrandosi per quel che si è realmente, senza voler sembrare cioé disinteressati tout-court o addirittura santi per arrivare meglio alla meta e...Mafalda
...mò se dice "meta" commenterebbero con adeguato disincanto qui nell'Urbe...
Orbene, non che io voglia fare qui una celebrazione del macho di antico stampo, tutt'altro, e del resto- lo sappiamo bene- quell'affare lì, soprattutto se di antico stampo, non conosce ironia, men che mai su sé stesso (!), piuttosto dare valore alla spontaneità che sa mettersi in gioco fino in fondo.
Una cosa ancora, Aire, forse ti sarai sorpreso ch'io abbia riportato, lasciandole piena visibilità, questa frase/battuta 
"qualunque donna, anche il cesso più cesso -beh forse quello no, ma non si sa mai...- in internet viene percepita come un 'obiettivo raggiungibile'..." e che non me ne sia sentita offesa o sminuita nella mia dignità di persona-donna. Ebbene, io credo che ogni frase abbia senso nel suo contesto e io non sono una Savonarola del femminismo cieco, unno e talebano, anche se ho sempre presente certe istanze e peculiarità nel mio agire. Eppure, quel modo di dire  qui non mi ha offeso perché so per certo che avrei potuto fare lo stesso discorso con il mio interlocutore a proposito di un uomo, senza per questo decidere sommariamente che solo l'estetica dà dignità alle persone...ecché, semo pazzi?!?
bordeaux e zafferano
E' ovvio e indiscusso che un "brutto" d'intelligenza e sensibilità rare diviene bellissimo e attraentissimo ai miei occhi e che un Adone di impareggiabile cretinaggine diviene orrendo appena apre bocca ed esce dai miei occhi distrutto...anche esteticamente distrutto.Mafalda
Usare un linguaggio diretto tra persone consapevoli del proprio sapersi "giudicare senza troppe concessioni e/o dogmtismi stupidi" è una piccola ma significativa conquista. Torna infinitamente utile nel chiacchierare di cose piccole ma anche grandi tra donne e uomini , senza fingere d'essere totalmente asceti o totalmente ma(ia)lentenzionati... ma lasciandosi solo essere, umilmente essere...
Meglio, decisamente meglio, uno schietto e acuto signor Citterio che un cacciatore di trippa per gatti travestito da menestrello come quello che mi fece trovare un messaggio in pvt così concepito: 
"ti sono mancato, Amore?"
E che cavolo!!!Era sì e no al suo terzo messaggio pvt, non lo conoscevo per nulla e non c'era alcun presupposto per parlare così, neanche lontanamente, ma mi bastò quella parola Amore così sfregiata dall'impropria e oscena maiuscola, buttata lì invano e a casaccio per decidere di infliggergli la peggior lastra della sua vita, infatti a lui e ai suoi compari di genere dedicai questo post:
A te e a tutti gli altri "conversatori capaci di conversare" dedico questa canzone qui sotto che, celebrando, irride un po', com'è giusto che sia, sempre, su quanto riguarda gli umani...perché il sorridere intelligente di sé stessi...:
! siempre será bienvenido aquí !

lunedì, 27 ottobre 2008

Sociologia, Costume ed insaccati in PVT

tutto serve

Quest'è un simpaticissimo scambio di battute in pvt, avvenuto all'indomani della pubblicazione di questa  mia foto qui sotto, foto che io fatico ad immaginare come suscitatrice di emozioni men che minime, tipo che so...l'immagine di un frullato alla frutta, per esempio, visto che l'effetto principale è proprio da "frullìo"...

Il mio interlocutore è detto qui- nome d'arte intendo- il signor Citterio, per brevità Cit, persona di spirito acuto, schietto e, soprattutto, serenamente amichevole.  

http://tereza.splinder.com/post/18331985/COMUNICATO+di+senso+OVVIO

mare mosso

T-Sai, questo buttarsi a pesce su quelli che io non considero neanche lontanamente stimoli sensuali- come questa foto, per esempio- continua a stupirmi; lo dico assai sinceramente...e non solo in considerazione della mia scarsissima autostima estetica.
 
Cit-Allora, riprendo soprattutto il primo punto perché non ho capito se ci intendiamo, o comunque specifico il mio pensiero, in una analisi sociologica alla buona del mondo di internet, anche se non credo di dirti cose nuove ma, magari, ne trai delle conferme.
Sì, probabilmente la tua scarsa autostima ti porta a vederti 'poco significativa', fisicamente parlando, ma un blog come il tuo, ricco di foto, anche tue, sicuramente attrae il pubblico maschile e credo di poterti assicurare che nella loro fantasia -almeno per il tempo che scorrono il tuo blog- sei nel loro immaginario.
Tieni poi presente questo: qualunque donna, anche il cesso più cesso -beh forse quello no, ma non si sa mai...- in internet viene percepita come un 'obiettivo raggiungibile'...
  
T-E, scusa, ma per far tutto questo si impegolano in discussioni che dall’obiettivo di fondo, in verità, rimangono distantissime?!?
 
Cit-Dico: può essere una tattica, magari vorrebbero, però non osano, se osassero un po' di più potrebbero perderti... provocando una tua reazione sdegnata in caso di avances. E poi un utente ma(ia)leintenzionato... lo riconosci subito: non perde tempo, va subito al sodo.
 
T-M’hai fatto morì co' sta storia der maiale!
Ovviamente mi sono divertita/interessata a leggerti ma quella del ma(ia)le intezionato me la rivendo!!! …è FANTASTICA!!!
 
Cit-Francamente ci speravo che ti piacesse! è stato un lampo di genio che ho colto mentre scrivevo e a me faceva molto ridere.
T-Bella sì, però una cosa te la devo dire: siete proprio fissati con gli "insaccati" voi lì in Emilia...e che cazz!!! hihihihihi...
 
Cit-Sì, te lo confermo, abbiamo proprio la passione per gli insaccati...
p.s.: inserisco Samuele Bersani in onore dell'Emilia e dei suoi insaccati, dal Langhirano al culatello, al...tutto ottimo. La canzone è Coccodrilli...attinenze? chissà, fate voi...

postato da: Terezita alle ore 14:49 | link | commenti (3)
categorie: pvt , maschi spiritosi e saggi
domenica, 26 ottobre 2008

la Festa del DOMANI

castagne brillanti
Quel venerdì la donna aveva un umore uggioso, uguale a quell'autunno improprio, umido ed instabile che sapeva darle solo malesseri.
Le passeggiavano in testa numerosi pensieri molesti, pensieri da perditempo, nulla che valesse la pena di raccontare e condividere.
In ufficio l'aspettava un lavoro complesso e faticoso: doveva redigere una relazione sull'ultima conferenza, facendo convergere l'intervento del Professore con i suoi appunti e quelli degli altri cinque collaboratori, quindi cavarne fuori un collage a incastro morbido ed indolore ed inserirlo in una Sarah MOONrelazione generale...aveva già il mal di testa al pensiero di quel Lego mostruoso che l'aspettava sulla scrivania e al computer. Entrò perciò nella sua stanza d'ufficio con l'animo pesante, per questo e per il resto  che si portava da casa, quando iniziò a sentire le voci dei ragazzi che in corteo scandivano slogan durissimi contro il ministro dell'istruzione.
Le prese un senso di panico senz'uscita: era lì, persa nelle sue carte-tessere da puzzle e si sentiva assolutamente desiderosa di essere in strada, soltanto questo desiderava.
Per di più sentiva le voci dei ragazzi farsi sempre più concitate, come se la polizia stesse per caricare gli studenti.
Ebbe terrore immaginando un possibile seguito "genovese" della manifestazione: come avrebbe resistito a rimanersene lì, nel chiuso dellamani stanza, se fuori...sarebbe sicuramente scesa in piazza ad urlare o a farsi picchiare, si sarebbe autodenunciata per quello che pensava e avrebbe avuto pure dei bei guai con il lavoro.
Il senso di vuoto,di insignificanza e l'ansia crescente per i rumori provenienti dalla strada la stavano ingoiando, proprio come la Balena fece a suo tempo con Pinocchio e lei iniziava davvero a sentirsi un po' di legno, e burattino pure, suo malgrado.
riflessione
Tutto questo le si andava conficcando addosso quando incrociò lo sguardo di L- che conosceva da pochissimi giorni e che, passando davanti alla sua porta, la salutava con un sorriso.
Lei gli restituì il saluto e il sorriso con convinzione piena poiché il sorriso di lui era di una forza inarrestabile per simpatia e pienezza.  
Subito dopo che si fu allontanato procedette a fargli un lastra per imprimerselo in mente.
L- aveva un viso largo, di mascella lievemente squadrata, un po' verso il basso, alla Eduardo De Filippo; i capelli appena lunghetti con la riga in mezzo, corvini da far invidia ai corvi più giovani.
Il volto, bello ed espressivo era un po' scavato, a pieghe lunghe, muscolari, da mimica facciale intensa, alla Eduardo sempre; tuttavia, il viso di L- non ne risentiva esteticamente anzi, ne guadagnava in intensità.
Gli occhi erano come i capelli: le pupille nerissime, d'un nero compatto e pentrante, come spilli di brace viva.Ahmed
Incontrandola le sorrideva sempre con l'intera faccia e con i  denti persino, mentre il nero delle pupille si riempiva e si faceva lucido.
L- aveva un colorito medio, tendente all'avorio, assai comune tra i meridionali, caratteristica questa che gli conferiva un'impressione di fragilità antica. Con quel colorito pallido  capitava pertanto che occhi e capelli risaltassero ancor di più e bucassero il resto, bruciando nel loro colore nero pieno.
Magro e asciutto, era di quel genere di uomini che lei usava definire tra sé e sé di struttura nervoso-muscolare, immaginandoli pronti allo scatto in atletica leggera, e non solo a quello.
Era sempre elegantissimo L- nel suo vestire di scuro, ma soprattutto nel modo di camminare e muovere gli arti e le mani.
Non produceva alcun rumore nel movimento: e questo lei lo notò immediatamente perché era cosa che la colpiva e le piaceva moltissimo, soprattutto negli uomini.
Quando le sorrideva, così come aveva fatto pochi secondi prima, a pieno e sicuro sorriso, la faceva sentire centrata e trafitta nonché spesso in imbarazzo nella sua grave timidezza.
Così, quand'ebbe finito di assemblare la lastra mentale dell'ignaro L-, si accorse d'aver dimenticato tutte le uggiosità del presente e pensò, con immediatezza e ritrovato senso dell'esistere:
"dio mio quanto mi piace...come pochi, davvero come pochissimi..."
ti guardoPoi, di nuovo,  si mise in ascolto dei suoni del corteo: le voci andavano con forza e rabbia, più di prima, ma erano solo voci di ragazzi e sembravano migliaia...per suo personale ed illusorio piacere immaginò che  lo scandire di slogan le facesse tremare i vetri della finestra.
Si affacciò giusto un attimo e una ragazza dal corteo le sorrise, facendole cenno, anche con un fare un po' ironico, invitandola con la mano a scendere e ad unirsi a loro.
Lei le ricambiò il sorriso con una dolcezza infinita, tutta quella che le si stava sciogliendo in corpo al pensiero d'esser stata oggetto di quello sguardo giovanissimo e arrabbiato, capace di sorriderle e prenderla in giro ma anche di chiamarla in strada.
Poi si girò e vide che L- era entrato con una scusa: le sorrideva, a quella sua solita maniera, trafiggendola, e  le chiedeva di accompagnarlo a prendere un caffè.Sabina
Accettò subito perché lui l'ammaliava con quella scurissima, compatta luce  delle pupille che la bucava fin dentro l'anima e perchè tutto le sembrò  far parte di un'unica festa: lui e i ragazzi in corteo...era la festa del domani, come recitava quella poesia di non so più chi che la sua migliore amica le aveva dedicato negli anni della adolescenza. 
La rimandò a mente:
" C'era ai vetri di freddo del Natale, tra i graffi dei bambini anche il tuo nome: io dicevo come potrò vederla, capita che il male improvviso mi allontani, nell'ansia di averti ove non sei...
ma sei ovunque: l'ora dei cortei che passano
LA FESTA DEL DOMANI.   
Sentendosi finalmente sollevata seguì L-, accantonando i pensieri molesti:
fuori i ragazzi sciamavano urlando mentre loro due si sorridevano camminando.
QUI SOTTO L'ORIGINALE!

postato da: Terezita alle ore 17:41 | link | commenti (3)
categorie: piccole storie piccole
sabato, 25 ottobre 2008

Irnerio, tu sì ka sì nu zzukkere!***

***pre-avviso per i naviganti:

spiego ora a quanti si fosse dolorosamente fin qui chiesti perché ho utilizzato la lettera K in questo titolo, e per la prima e unica volta nel mio scrivere: c'è, miei cari,  che certi suoni terroni aspirati sono assai più propriamente tradotti- a mio modestissimo avviso- dalla lettera K piuttosto che dalla lettera C dell'alfabeto italiano corrente. Tutto qui. Non è una deriva eretica la mia, state tranquilli*...

*(ke ve lo assicura Tereza Xkè è impazzita...hihihihi)

tu sì ka sì nu zzukkere!!!

Ad Irnerio avrei voluto dedicare il primo di questi post della serie “tu sì ka sì nu zzukkere!”  ma non riuscivo a scrivere un testo  per lui e neanche riuscivo a trovare il modo di iniziare a comporlo.
Be’, ridicolo a dirsi, ma ancora oggi sono in questa condizione, perché su Irnerio  trovo difficilissimo fare un discorso discorsivo, con lui riesco soltanto ad enumerare mentalmente quanto di lui apprezzo e ammiro...e perciò il post che gli dedico sarà una sorta di elenco ché altro non mi viene. Non con lui.
Ecco il mio elenco dunque:
Irnerio è dolcezza di uomo e di padre;
Irnerio è delicatezza del dire ma ancor prima nel permettersi di dire;
Irnerio è passione politica e passione degli affetti;
Irnerio è rispetto degli spazi e delle sensibilità altrui, pure delle più eventuali ed improbabili;
Irnerio è riservatezza antica e perciò ancor più preziosa;
Irnerio è carezza nel dire e persino nel rimproverare;
Irnerio è uomo di parole mai spese a caso;
Irnerio è infinita modestia;
Irnerio è entusiasmo di e da bambino;
Irnerio è incazzatura da ventenne se occorre;
Irnerio è un pozzo di spunti e di idee e di riflessioni, mai roba da perditempo;
Irnerio è uno che sa e dice sempre di non sapere e ne è persino convinto(!);
Irnerio è un signore, come si diceva una volta e come ora non ha quasi più senso dire.
E ora mi fermo qui poiché non so condensare e concettualizzare troppo con lui...anzi non lo so fare per nulla.
A Irnerio voglio solo dire: questo premio è nato pensando a te, dunque non te ne imbarazzare troppo, non avercela con me per avertelo assegnato: se ho aspettato a dartelo è stato soprattutto perché conosco la tua modestia e riservatezza...
Non dirmi di no, amico carissimo, e porta idealmente a casa questo dolce da Re: mangiane una fetta anche per me.
Tereza, la tua amica da anni ormai
p.s.: questa canzone di Guccini te la lascio qui perché tu la indossi benissimo, Irnerio.

postato da: Terezita alle ore 16:38 | link | commenti (3)
categorie: tu sì ka sì nu zzukkere
giovedì, 23 ottobre 2008

sulo pe' parlà

Renoux come Michelangelo
Spesso  avverto il senso della mia anima integra che resiste
a dispetto d'ogni apparenza
e persino di quel che appare a me stessa.
E penso a quanti passano il tempo ad immaginare come ti possono
intaccare
con parole o con gesti, per puro desiderio di supremazia
o anche soltanto per succhiarti via un pezzo d’anima:
il desiderio d’aver detto l'ultima parola
quella che prende il posto di tutto
tutto ciò che è relazione e scambio.
E lì il tutto finisce per equivalere al nulla:
umanità inutilmente spesa, impegnata  a ringhiare 
verso il mondo e persino verso sé stessa, 
sia pure senz'accorgersene.
Perché alla fine quello che rimane non sono le parole dette
o non dette
o i gesti amministrati con noncuranza o, peggio, con determinata
indifferenza:
nulla di tutto ciò  può intaccare veramente un'anima
neanche quand'è  nuda
e nemmeno il suo involucro può intaccare
se l'involucro è integro tanto quanto il  nocciolo.
Centro caldo dell'esistere mi piace chiamarla quell'integrità.
E per quanto di spiacevole mi possa accadere
riesco a mantenere ancora questa certezza nel mio profondo:
è la stessa certezza che avevo da bambina quando mi ritrovavo
la sera a guardare il cielo
estate o inverno, purchè non piovesse.
Mettevo una sedia sul balcone o a volte semplicemente
mi accucciavo
anche a terra, pazienza se era freddo.
E se c'era un dolore forte le stelle mi apparivano più vicine
e più conosciute e attente ad ascoltarmi.
Quelle volte ne sceglievo sempre una e le davo il mio nome:
era la tana in cui immaginavo di volare dentro.
Allora, proprio come mi accade oggi,
anche nel dolore più forte avvertivo la roccia integra
della mia anima inviolata
quella che nessuno poteva assoggettare
o graffiare.
Ricordo tutto con esattezza ancora, con precisione da laboratorio:
mi rivedo e mi risento persino
nel corpo piccolo che avevo
e nelle lacrime che facevo cadere.
Ancora oggi, persino di fronte a certi ingombranti,
stupefacenti vuoti,  
mi ritrovo su quell'immaginario balcone e mi abbraccio
come allora mi abbraccio le ginocchia
a raccogliere il senso di me ed a sentirlo addosso.
E' una gran forza questa.
Quasi una soddisfazione, una gioia da provare.
Qualcuno m’ha detto ch'è una vera fortuna e
che è pure rara da mantenere.
E' come la sensazione di una mano,
la mia stessa mano che tocca la mia anima,
la sua solitudine perfetta
la tana della mia inviolabilità 
la sua invalicabile fortezza.
E tutto il resto rimane fuori
fuori ad aspettare
per tutto il tempo che di volta in volta mi voglio dare.
blu appeso alla stampella
p.s.:-------*
questo testo è stato scritto il 9 agosto scorso e ripescato nel sacco, sempre nutrito, delle mie bozze.
*Qui Tereza, passo e chiudo.
... e quel che c'era al posto dei trattini è finito in quel di Chiaiano, ok? 
p.p.s.:la canzone qui sotto ha il titolo che ho dato al post

la Crocifissione tra PIRATI

comunicazione
che fossero primitivamente simili ormai lo sapevano;
che facessero ogni volta l'amore come se lottassero era quasi la norma;
che da quella lotta uscissero prendendosi in giro a vicenda era una prassi;
che si stupissero ogni volta del loro comune e selvatico senso vitale era una complicità dichiarata;
che non conoscessero altra passione che quella, così particolare da essere in qualche momento vicina all'odio e al desiderio di farsi del male, quasi un cibarsi uno del corpo dell'altro, era una consapevolezza.
Eppure vivevano tutto ciò con naturale, istintivo ed intatto stupore e  da tempo ormai.
E dentro riflettevano segretamente, ciascuno per proprio conto, sulle vicende comuni delle loro terre.
Quelle  erano state terre abbordate infinite  volte dai predoni.
Secoli fa, certo, ma chi poteva dire con certezza che non fosse rimasta in loro alcuna traccia dell'istinto di rapina? 
Richard RODRIGUEZ
Che non ci fosse ancora traccia di quel prendere l'amore con istinto di ineluttabile fame?
Bastavano forse gli occhi verdi di lui a mettere tutto in discussione? no, l’indizio era insignificante nel “loro” contesto generale.
A questo forse pensava lei in quel pomeriggio, quando gli ordinò di stendersi sul letto con la voce di chi ammette solo obbedienza.
E una volta ottenuta l’obbedienza gli tolse ogni indumento di dosso e gli chiese di assumere la posizione di Cristo sulla croce.
Poi spogliò sé stessa d'ogni cosa e gli si stese sopra
anche lei come un Cristo in croce: 
le cosce sulle sue cosce
l'interno delle braccia a toccare l'interno delle braccia di lui
ad aderirvi e a cercarne la punta, le mani cioé, benché fosse tanto più piccola di lui.
Le punte dei piedi a sfiorare quelli di lui, benché fosse tanto più piccola di lui.
La testa a cercargli prima l'incavo del collo e poi la faccia, e ogni parte sovrapponibile per sovrapporsi.
Due crocifissi d'amore.
Solo ad un certo punto gli disse, a voce sottile ma perentoria:
"non ti muovere, voglio sentire tutta la tua superficie e se possibile il sangue andare nelle vene”.
Man RAY
E lui fu buono per un po', accettò sospirando e compiacendosi di quel gioco,di quell'incollarsi e scivolargli addosso di lei per percorrerlo tutto.
Gli piaceva molto, soprattutto per l’impegno che le vedeva mettere nel farlo: tanto più piccola ma anche tanto testarda.
Ma il gioco non durò quanto lei avrebbe desiderato, ché forse una notte intera lo avrebbe voluto usare come tappeto volante...
Una notte intera o quasi.
Addormentarcisi addosso.
E' che lui voleva sempre comandare e quindi dopo poco si mosse, dimettendosi da quella croce.
"Maledizione-pensò- la vince sempre lui..."
e un po' bestemmiò contro la sua statura che era  troppo piccola rispetto a quella grande di lui, come la sua forza fisica, del resto.
Forza e statura, solo quelle erano più piccole però...GUTHIER
Lo lasciò dunque tornare in cima alla nave e andare al timone, e intanto se la rideva.
Anzi se la ridevano insieme del resto del mondo che non stava là ma da qualche altra parte a smadonnare per questo e per quello.
Allora, proprio riflettendo su quel vano smadonnare, lei lo guardò e gli fece persino l'occhiolino, nonostante la rabbia di averlo di nuovo comandante della nave le covasse ancora dentro.
Gli fece l’occhiolino, sì, proprio lei, la Piratessa al Pirata: del resto erano pari in furfanteria d’amore.
p.s.: qui sotto i Coldplay in "The scientist"

postato da: Terezita alle ore 07:52 | link | commenti (9)
categorie: eros e allegati