

Piccola nota aggiuntiva, tanto per non trascurare alcun particolare:
Vi propongo una VOCE-quella di Claudio Magris- sull'inverno e, a seguire, un'altra, più piccola voce...
"...La valle è inverno,luogo in cui svernare; sonno e letargo in cui la vita, liberata dalle inibizioni e dagli assilli della coatta veglia abituale, si ridesta e si abbandona..."
"...Il corpo si stiracchia sotto il soffice piumino di neve, il viso si volge al sole con gli occhi socchiusi e le guance sfregate di neve fresca, i pensieri volano via come uccelli cacciati da un campo, messi in fuga dal riso che nella Stube scorre da l'uno all'altro come il vino; il sesso si risveglia forte e sciolto, i pesanti e complicati strati di maglie calzettoni e maglioni sono più facili a togliersi, nella camera col tetto spiovente, che non le giacche e le cravatte..."
-frammenti tratti da "MICROCOSMI" di C. MAGRIS (capitolo dedicato/ambientato nella splendida valle di Anterselva)
La bella vocina che segue è quella di Dario:

tempo da cani, quasi proverbiale,
Poiché si conoscevano pochissimo lui pensò bene di chiederle cosa le avrebbe fatto piacere trovare per pranzo.








cristianesimo, non ce lo dimentichiamo.


misurare/considerare la grandezza del tutto: uscire da sé per essere dentro e attenti ad ogni cosa, senza mai dimenticare che siamo tutti figli della stessa terra.

Mi fa sempre piacere poter scherzare e ridere di tutto, soprattutto quando e se l'interlocutore-trice di turno è la persona giusta, quella con cui riesci a dare il giusto confine-non-confine e la giusta leggerezza alle parole e all'ironia che ci impasti sopra, al di là dei copioni di parte, al di là dei più vieti fraintendimenti, al di là delle convenzioni di certo "buon costume del dire e del fare" che altro non è che malafede nelle proprie azioni e nelle proprie parole, roba spesso degna delle migliori beghine di tutti i secoli.
Se poi una così lieta corrispondenza di umore e di tonalità la trovo con un rappresentante dell'altro sesso ne sono ancor più contenta: so di aver trovato un amico e una persona intelligente, so di aver trovato uno che sa slittare agilmente fuori dai luoghi comunissimi dei rapporti uomo-donna...e, soprattutto, mi sembra di ritornare a scuola e avere di nuovo sedici anni.
Di seguito un esempio recente di questi festosi e ironici scambi.

Giorni fa stavo raccontando ad un amico bloggero di certe mie paturnie e di certirompimenti on the rocks e avevo titolato il mio primo pvt a lui "cazzi" intendendo, alla romana verace, diretta, turpiloquica e simil-studentesca, i miei malumori.
Nei giorni successivi ho scambiato con lui diversi messaggi in pvt, sugli argomenti più disparati, ma senza mai pensare a cambiare il titolo iniziale dell'oggetto.
Segue qui sotto il tratto finale dello scambio di battute tra me e il mio interlocutore, il sig. Citterio, già salito all'onore della cronache del mio tag PVT, grazie proprio alla sua simpatia.
-TEZ
hai notato che la lunga lista di pvt che ci siamo scambiati è titolata sempre con lo stesso oggetto iniziale e cioé "cazzi"?Appena apro la pagina del pvt me li vedo comparire e li leggo, tutti di fila:









Mia madre se ne stava chiusa nel soggiorno, al buio, abbandonata sulla poltrona: quest’era diventata la morte e il suo concetto per me, a quell'età.


Nei tuoi occhi non vedo alcuna terra d'approdo e forse non abiti alcun luogo.
Forse, un giorno, qualcuno ti ha scippato l'anima e ora corri per non accorgertene.
Sei di mille vite e di nessuna vita.
Corri da un angolo all'altro senza approdare ad alcun dove mentr'io ti guardo andare, qui dal mio altrove, freneticamente andare: vedo con chiarezza amara il tuo incessante camminare senza pace e mi assale un'irrimediabile pena.
Ogni vita perduta è una perdita e tu ne hai perse a centinaia.
So già che tornerai a bussare, ti aprirò: guarderò i tuoi occhi e non ci saranno...cos'altro potrei dire per descrivere il tuo sguardo opaco? E' lo specchio della tua anima scippata, la semplificazione del suo vagare e della sua assenza.
Me ne spiace profondamente: per te e per lei...e per me che vi ho incontrato entrambi.
(13 aprile 2004, da un Quaderno dei ricordi, uno dei tanti della mia collezione di grafomane)
p.s.:qui sotto Roberto Vecchioni con "La Bellezza"