


Lo scrissi e lo dissi perché allora, come oggi, penso che la sensualità sia un'espressione del sentimento, un linguaggio emotivo che non è mai a sé stante ma rappresenta solo una delle possibilità espressive anche se, a mio parere, una delle migliori in assoluto.Giorgio da Sebenico ci regala ancora un'altra traduzione, in Lingua napoletana.

Giorgio si raccomanda di tenere conto della metafonesi (nel dialetto napoletano le finali tendono a sparire) e qui, aggiungo io, si è misurato con la mia stessa difficoltà poichè anche il calabrese ha la stessa caratteristica. Io, però, non l'ho saputa risolvere così bene come ha fatto lui...
(Ho messo la foto di un volto speciale, di una persona speciale, un concentrato di tutta la malinconica ironia e saggezza di Napoli).
T’e mai vipp’t ‘o vin’ nziem ‘o ssal
Pe te sentì stu cuorp’ comm’ frije?
T’abbruce comm’abbruce na’ furnace
Quann’a pret’ se squaglia e se fa’ cauce.
Accussì è ammor’ quann’ ven’ a cuorp’
Tutt’e dduje c’appicciamm’ e nun se ver’:
Quann’ l’ammor’ vo’ trasì pe forz’,
Ca Ddie ce scanz’ e libbere! http://tereza.splinder.com/post/20179824/parte+dal+Salento+e+arriva+OVU
le precedenti traduzioni:



Pubblico, dal blog dell'amico Sogni, una poesia in Lingua grico-salentina e la traduzione italiana a seguire: 
da: Canti di pianto e d'amore dell'antico Salento, a cura di B. Montina
Echi pimmena to crasì ma t'ala
na di to sòmasu pos ssu dianizi?
Ecèede satti cèede mia carcara
ecì pu to lisari svesti jurizi.
Ce ìus ene e agapi naturala
ceumèsta oli ce dio c'e mmas chorizi:
e agapi mott'embenni ap'ù nigrù
ma scampefsi o Cristò tus cristianù.
Hai mai bevuto il vino con il sale
per sentire come ti frigge il corpo?
Ti brucia come brucia una fornace
quando la pietra si trasforma in calce.
Così è l'amore quando è viscerale
tutti e due bruciamo e non si vede:
quando l'amore entra di forza
Cristo possa scampare gli uomini.
http://sogniebisogni.ilcannocchiale.it/
Qui aggiungo la mia traduzione, estemporanea e rudimentale, basata sui soli ricordi fonetici, in Lingua calabro-terronea:

Ti sì vivuto maje u vine cu u sad'e
pe’ sentere cume ti frija ‘n cuorpe?
Te' vrucia cuma na furnæce
Quann' a petra ddivene cavuce.
Cussì è l’amure quann' u' tiene dintr’ i vviscere:
tutt’e duje ni stime vrucianne e nun si vvide nente 'e fora:
quanne l’amure intra a' fforza…
ka Crist'e pozza scampari l’ommine.
p.s.: ho introdotto alcune correzioni che, forse, rendono il testo più fedele alla lingua di riferimento...tutto all'insegna della sperimentazione!

Vi va di tradurre il brano in altre Lingue...nella vostra?
Ed ecco la traduzione di Enzo che ha raccolto prontamente l'invito...ci contavo!

U’ vvivisti mai u vinu ‘cu u sali?
Pi’ sentiri comu friiunu i carni
T'abbrucia comu abbrucia 'na furnaci
quannu 'a petra addiventa quacina.
Accussì è l’amuri si’ è prufunnu
N’abbruciamu tutti due e ‘un si viri:
Quannu trasi ccu’ supirchiaria l’amuri
Cristu si ni 'ppò fuiri di l'ommini.
Enzo Rasi
p.s.:qui sotto Eugenio Bennato con
"CHE MEDITERRANEO SIA..."
...proprio nel DISTINGUERE ogni essere umano da ogni altro, nel rispettarne la sua unicità di percorso e di storia, nel tenerne conto sempre quando ci si relaziona ad un altro, proprio lì sta il mezzo per riuscire a vivere da PERSONE vere.
Ho visto e vedo tanta gente fare sempre di tutta l'erba un fascio- tanto per citare un modo di dire comune e luogocomunicante- e trovare in questo una rassicurazione e una apparentemente salutare via di fuga, tanto dalla comprensione di sé stessi quanto degli altri.
Per questo odio gli oroscopi: la data e l'ora di nascita prese a destino dell'esistenza, per sempre.
Per questo guardo le statistiche "spiegatutto" con la dovuta cautela: i fenomeni di massa esistono, non lo negherei mai, ma sono il frutto di mille comportamenti INDIVIDUALI e di condizioni storico-sociali precise, diverse da momento a momento e da contesto a contesto.
Certo, ingoiare una statistica o una facile generalizzazione è un po' come ingoiare una pillola: può anche far bene, anche molto bene, ma occorrerà sempre salvaguardarsi dal diventarne "tossicodipendenti".
Lasciamoci governare da una sana e sempre in esercizio testa criticamente pensante: la nostra.
Penso che senza questi presupposti: la propria testa pensante e il senso forte dell'unicità di ciascuno non ci si possa neanche innamorare...
Ciao a tutti
Tereza












