
la grazia del vivere
l'ascolto
la pena nascosta
la danza che nasce
e
ancora
la grazia del vivere
vorrei
non smarrire
e non dimenticare
sempre lei:
la grazia del vivere
(già pubblicato nel 2007)

Il compimento del blu è una favola surreale e strampalata in ogni suo aspetto, compresi i protagonisti, scritta da me attingendo a spunti di conversazione e di lettura.
Non la ripubblicherò qui poiché richiederebbe troppi post consecutivi e così vi invito a leggerla in questo POST,nel quale ho riunito i vari episodi, a suo tempo pubblicati.
E con questo vi saluto: a tra qualche giorno, ciao.
Dichiarazione di Daniela Santanchè, leader del Movimento per l'Italia, in risposta all'attacco del settimanale cattolico "Famiglia cristiana":
"...Famiglia Cristiana rappresenta solo un gruppetto eversivo all'interno della Chiesa, Berlusconi non si deve preoccupare..."

Aggiungo di mio: belli i tempi di Caligola, quando ci si limitava ad eleggere i cavalli, allora avrei avuto qualche speranza anch'io che sono stata spesso definita "matta come un cavallo"...
Segue video illuminante...rubbish! trash! rubbish! trash! rubbish! trash! rubbish! trash! rubbish! trash! rubbish! trash!
rubbish! trash!

Non posso esimermi:
tratto da la Repubblica, noto ricettacolo di rubbish! trash! in forma di stampa, ecco una dichiarazione da scout-impenitente-scout, datata 1994, resa dall'esimio signore ritratto qui sotto

“Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. […] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico”.
E' lo stesso che ieri ha parlato così...con 'o core 'n man':
Effetti della crescita politica? umana? culturale?
magari di tutte e tre?
Non lo sapremo mai, rassegnamoci.

"il tempo che passa ci regala solo nuove necessità e tutte ugualmente e stupidamente impellenti allontanandoci dall'essenzialità dell'immenso"


non so che dire e non so che fare
(eppure ne avrei di che "postare")
soltanto so
che mi piacerebbe
vagare vagare vagare
p.s.: il quadro è di Edward Hopper, di cui potrete ammirare altre cose
p.p.s.:dopo vari ripensamenti metto qui un video che, a mio parere, è stato costruito con notevole capacità di mescolare immagini e suggestioni attingendo a decenni abbastanza vicini: quando si dice il fascino del vintage.

Se riuscissimo a conservare sempre,
nelle azioni e nei pensieri,
la certezza della fugacità, quella stessa
che spesso si chiama anche inafferrabilità dell’adesso
forse
forse
forse
chissà...
saremmo capaci di guadagnarci l’immortalità.
A modo nostro,magari parziale,
ma sarebbe pur sempre immortalità.
(già pubblicato nel 2007)

Non passava mai di là, non attraversava mai il centro della città per soffermarvisi.
Questa specie di salto di fotogramma s’era instaurato fin dalla prima volta ch’era andata a trovarlo: dapprima per mancanza di tempo e poi per necessità d’animo, se così si può dire.
Ogni volta scendeva dunque alla stazione e raggiungeva, in taxi o in bus, l’abitazione di lui, transitando in quella città come se fosse un aeroporto di scambio e nulla più, sebbene l’avesse visitata qualche anno prima trovandola pure molto bella.
Si era soffermata più volte a considerare quella stranezza, quell’attraversare senza vedere quella che sentiva come “la città non vissuta”. Era un non-luogo che ogni volta lei tagliava in lungo e in largo ma solo ed esclusivamente per correre incontro a lui. Una fermata senza discesa-passeggeri.
Si rendeva conto d’essersi data una sorta di tacita regola: quella di non entrare nella città del non-vissuto per non avvertire ancor di più la distanza geografica che normalmente li costringeva, lui di qua e lei di là.
Percorrere il centro città a piedi, solitariamente, prendere nota visivamente delle vie dove lui abitualmente viveva, tutti spazi in cui lei era aliena, era una bizzarria dalla quale cercava di tenersi lontana per un improvvisato istinto di auto-protezione.
In quell’anomalia deliberatamente scelta aveva trovato una forma di pace o, per meglio dire, di tregua: evitando i luoghi che non aveva mai condiviso con lui, i non-luoghi così come lei li chiamava tra sé e sé, evitava anche di ricordare con troppa precisione i loro continui distacchi e le lontananze ch’erano la norma e quasi il nutrimento di quell’amore.

Era come se temesse che la distanza geografica che abitualmente li divideva potesse trovare conferma e visibilità difficili da sopportare proprio nelle strade di quella città che lei, prudente, evitava accuratamente di percorrere.
Fu proprio riflettendo su come il loro amore abitasse la gran parte del tempo sulla terra del sogno e del non-luogo, riuscendo peraltro a darsi miracolosamente alimento e collocazione da sé stesso, che scelse di provare a viaggiare ad occhi chiusi attraverso la città-territorio del sogno e del non-luogo.
Così, approfittando delle scure lenti da sole, chiuse gli occhi mentre saliva in taxi e pronunciò il solito indirizzo con tono impersonale.

Le sembrò naturale e, del resto, si sa: i sogni veri si fanno ad occhi chiusi.
E sempre per fedeltà alla terra del sogno un'altra volta, quando le capitò di fermarsi in albergo per la notte, scelse di recarsi in una città vicina: rimanendo nel non-luogo le sarebbe sembrato di inasprire e rinnovare la distanza geografica tra loro.
p.s.:l'illustrazione è di Stepan Zavrel

provata” e lo scoprii a fissarmi insistentemente le gambe e il sedere mentre uscivo dalla macchina.
c'è una fila disumana. Allora ho tirato fuori dalla tasca la lettera per te e ti scrivo appoggiato alla meglio sul cruscotto. Non ti meravigliare dunque se sarò un po' sconclusionato e perdona la mia cattiva grafia".
