Ad Andonio ho rivolto più volte elogi, nei commenti e anche con post appositamente dedicati.
A lui "tu sì nu' zzukkere!" già lo dissi una volta, quando gli dedicai il diamante web-log e, per tutta risposta, modesto com'è nella sua innata bravura, me ne chiese la motivazione:
"grazie! ma cosa ho fatto per meritarlo?"
Gli risposi così:
" 'Ndò! e me lo chiedi?
ci hai divertito senza mai scadere in cattiverie o cinismo o superbie o altri eleganti sadismi para-letterari praticati da tanti;
lo hai fatto con scrittura lieve, pulita e armoniosa;
ci hai regalato umanità a quintalate...
k'atre vu fà, 'Ndò?!?
avaste!
tu sì esaggerate!
assetate kà e godite u' brillante!"

E, infatti, chi meglio di Andonio possiede e trasmette la grazia lieve del vivere?
Umanità a tutto campo la sua, cresciuta e coltivata in un territorio dove il feroce e il disumano ti passano affianco.
Andonio è maestro nel dipingere personaggi tamarri e cafoni ma li sa elevare, li celebra giocosamente nella loro innocenza primitiva, priva sia di bussola sia di criterio e per questo eccezionalmente accattivante.
Anche i peggiori tamarri escono dalla penna di Andonio vestiti a festa nella loro umanità.

Ora, dico io, si potrebbe fare a meno di ammirare un ragazzo così?
Uno che per di più, come ho già precisato, vive in una porzione di territorio dove certa lugubre realtà criminale non è di certo una scenografia aggiunta e posticcia.
Andonio è un miracolo di ragazzo, in mezzo a tanti altri, ai più, di sicuro: il suo tratto di umanità piena, che tutto riesce a stemperare, a stondare e a recuperare , sia pure in chiave ironica- ma si tratta di un’ironia senza mai vero cinismo, piuttosto tanto ed evoluto disincanto- è una dote speciale, da sempre patrimonio della sua gente, e non c’è bisogno che lo dica io qui.
Non ho mai colto lucida e auto-referenziante arroganza nelle sue parole, nulla di quella fottutissima superbia che certo “inutile sapere” mette in bocca e in faccia a certi pessimi esemplari umani lasciandogliela come unico argomento di discussione ed espressione, del viso e della penna anche...
Te la meriti questa menzione, ‘Ndò, anche perché, come se non bastasse, “tieni” pure la penna lieve, pulita, con andatura di corsa campestre direi: un passo morbido ed incisivamente costante.
T’ho scoperto per caso, ‘Ndò, ma è una fortuna leggerti: sai far ridere e sorridere il cuore e l’intelligenza nello stesso istante e con pari intensità.
E qui sotto metto un video di uno dei tuoi splendidi tamarri