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Utente: Terezita
Nome: Tereza Rossi
A scanso di equivoci, fraintendimenti e male letture assortite dico soltanto: molto di quel che sono sta nelle parole scritte e nelle immagini, il resto è nella vita e nei sogni che non racconto ancora e in quelli che rimarranno solo miei.

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martedì, 06 gennaio 2009

EPIFANIA, dal greco ἐπιφάνεια...

..."epifaneia": manifestazione, apparizione...
2) Stupore, soprattutto.
Pascal Renoux
Lo sguardo dell’uomo sapeva di lago remoto.
Dentro c’era un fondo evidente di giovinezza inerme, sepolta sotto una profondità malinconica d’anni ma di tonalità morbida, sottile, senza peso nel passo. Bella insomma.
Soprattutto gli occhi gli annegavano in una leggerezza liquida, di acque apparentemente tranquille ma colme di movimenti profondi e continui, minuscoli cerchi concentrici che, infiniti, s’avvicinavano e si allontanavano dal centro delle pupille, espandendogli lo sguardo e la sua ampiezza, come per piccola magia ripetuta: parevano formare il battito ed il senso della malinconia che teme di esporsi. E, benché quello sguardo paresse espandersi e diluirsi senz’interruzione, il sentimento nel viso  rimaneva stabile e presente e lei lo avrebbe definito “un’incompiuta sensazione di attesa e  di speranza, con una nota persistente e sfumata di dolore bambino, cullato tenero e profondo”.
Pascal Renoux
Era una malinconia particolarissima quella che le danzava davanti nelle sembianze e nei gesti dell’ex-uomo severo, era una malinconia viva, una presenza a sé che pareva gironzolargli addosso inquieta senza riuscire a trovare posto a sedere: si mostrava e si ritraeva, composta e indecisa di sé stessa.
Quando l’uomo l’aveva attratta a sé per abbracciarla l’aveva fatto come se loro due stessero davanti ad un treno in partenza. Un po’ un gesto d’uomo di altri e più lontani tempi, un po’ il gesto di chi si rivede dopo tanto tempo, un gesto antico insomma, ma che sapeva anche e molto forte e deciso di ragazzo.
La donna ci ripensava sopra a quell’abbraccio, lungo la strada del ritorno: non aveva avuto nulla di usuale anzi e, nel ricordarlo e nel  ripassarlo,l’aveva sistemato sulla linea di frequenza dello stupore assoluto: questo era quanto le aveva suscitato e lasciato. Stupore, soprattutto stupore.
Irina VELICHKO
Con i palmi delle mani aperti e distesi sulle sue scapole lui l’aveva avvicinata a sé e, sebbene fosse stato un gesto leggero e delicato, le era parso che  volesse attraversarle il torace per captarle le onde sonore del cuore.
Era stato un abbraccio di accoglienza evidente e protettiva, come un porgersi
Pascal Renouxed avvicinarsi ad un bambino. Era stato però anche il gesto di un ragazzo che abbraccia, con emozione silenziosa, esitante e lenta, una donna.
L’uomo era rimasto così, qualche secondo più di chiunque altro le fosse mai capitato di abbracciare, indifferentemente per amore o per amicizia, categorie tanto astruse se applicate tra sentimenti che sanno assai bene e agevolmente sovrapporsi e fondersi.
L’abbraccio che l’aveva lasciata di stucco si ripeté identico mentre  lei se ne andava, dopo un’ora di chiacchiere, con il suo borsone di troppo ad ingolfarle ogni cosa, con un po’ di timidezza in meno e con un senso di forte percezione empatica, sparso addosso come un  umore.
Forse fu per questo che,  sentendosi colpevolmente inadeguata nel ricambiare l’espressività dell'affetto e non volendo peraltro in alcun modo interrompere il ritmo e l’ondosità lieve di lui, la donna si girò un’ultima volta sulla soglia e gli cercò la mano: vi mise sopra la sua e gliela circondò, stringendola.
Pascal Renoux
Poi, mentre viaggiava sul treno del ritorno, cominciò a rivedere il film di questa storia dell’impalpabile, inquadratura per inquadratura, e così, con attenzione e con compiutezza, me l’ ha raccontata affinché io la rendessi per iscritto e la depositassi qui nel mio blog: in attesa quieta e morbida che l'uomo non-più-severo la venisse a leggere e scoprisse com'è guardarsi con altri e nuovi occhi.
p.s.: qui sotto, non casualmente, gli Avion Travel con " Cosa sai di me".
Mi scuso per l'audio non buono e per lo stop crudele di fine video ma di questa canzone, bellissima, non ho trovato registrazioni migliori.
In compenso qui c'è la mimica affabulante e appassionata di Beppe Servillo: uno che me fa' ascì pazze d'ammore...  


Commenti
#1   06 Gennaio 2009 - 21:45
 
E ci mancavano anche gli avion travel :-)
E' che in un abbraccio - e l'ho già scritto - c'è qualcosa di magico, c'è un fondersi di emozioni, un abbandono nelle braccia dell'altro e contemporaneamente con sostenere, un trasmettere ed un sentire, il corpo che parla silenzioso e dice tutto quello per cui non sapremmo trovare parole (mica tanto vera questa affermazione... io magari un po' balorde ma le trovo sempre ;-))
bello
utente anonimo

#2   07 Gennaio 2009 - 09:25
 
in effetti, Beba:
un abbraccio non è un gesto qualunque, non lo è mai.
In realtà nessun gesto lo è.
Kiss
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#3   07 Gennaio 2009 - 14:27
 
ecco... sul fatto che nessun gesto sia mai qualunque, avrei qualche piccolo dubbio :-)
gesti, parole, sguardi... c'è anche chi se ne tira fuori con molta nonchalance, non credi?

Ho visto e sentito cose che mai avrei creduto di vedere e sentire eppure per coloro che hanno fatto e detto era niente, solo un attimo, nulla di importante... ok, oggi sto biS(bet)icando ;-)

sorrisi
utente anonimo

#4   07 Gennaio 2009 - 14:57
 
mi trovi pronta qui, intenta al pc e felice di rispondere alla biSbet su un'obiezione che mentalmente mi ero già fatta da sola, proprio mentre scrivevo quella frase, Vostro Onore...(hihihihi, risuonò così il risolino di Tereza Mason davanti alla Corte...)
Nessun gesto è un gesto qualunque perché un gesto qualunque ha già una sua connotazione intrinseca:
è qualunque
è indifferente
è superficiale
etc...
Esprimere "qualunquismo gestuale" è comunque un'esprimersi, Beba;un modo pessimo, certo, sotto il profilo umano, ma è comunque un modo per autodenunciarsi laidi ed insensibili perlomeno di fronte ad un buon occhio di "investigat-ore-trice del sentimento", non credi?
L'assenza di sentimento è già un sentimento: magari puzza di cadavere e fa danno ma è un modo di essere, ahinoi...
E' un po' come quella storia, per me semplicemente sublime nel suo paradosso astratto e, nella conclusione ultima, anche filosofico, del valore Zero in matematica.
Lo Zero è un valore matematico reale, una stazione necessaria ed imprescindibile nella scala-viaggio dei numeri, sia che essi viaggino verso il basso sia che essi viaggino verso l'alto.
Bella metafora, eh?
Dai, dimmi di sì così mi pavoneggio fino alle ventitrè
perepè,
perepè,
perepè!
^_^

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#5   07 Gennaio 2009 - 16:58
 
Impalpabile come il borotalco...ma tanto bello quell'abbarccio e la voglia di fermare tutto.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente argeniogiuliana

#6   07 Gennaio 2009 - 17:00
 
Post bellissimo, sai rendere le emozioni in modo incisivo e palpitante, anche quelle più sottili. Credo tu abbia il dono di plasmare una storia solo togliendo dai fatti il surplus della banalità. Credo che la committente, chiunque sia, abbia apprezzato molto... Un saluto...
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#7   08 Gennaio 2009 - 08:56
 
vero, Giu,
da volerlo trasformare in un fermo-immagine, tanto per rimanere dentro ad un film...
^_^

grazie, Zac,
il tuo complimento tocca una delle mie corde più sensibili: offrire la vita senza buccia, com'è realmente, sia che sia tagliata a fettine sottili sia che sia a fette più doppie è un obiettivo/esigenza intimi e costanti in me.
Nella banalità non corre alito di vita, mai.
Grazie davvero.
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#8   08 Gennaio 2009 - 16:46
 
Cioè mi debbo rassegnare alla superficialità... :-)
Già, in fondo lo so bene che è così, come hai scritto tu, è che mi ritrovo spesso a grattare la placatura leggera trovando "tolla" da pochi centesimi e non è che mi soprenda più tanto, piuttosto mi chiedo: come si può vivere così, come una bigiotteria da distributore di palline al mare? Chi mai ci porterà al collo o al braccio? E chi potremo adornare?
Uff... ma che dico, in fondo al mondo c'è posto per tutti...

Io voglio essere un semplice laccio di cuoio, di quelli che odorano e che puoi metterti in bocca e masticare perchè è buono quel sapore... mai una collanina placata d'oro e leggera come piuma

bis(bet)ica beba ;-)
utente anonimo

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