
Philippine Bausch detta Pina
(Solingen, 27 luglio 1940- Wuppertal, 30 giugno 2009)
Pina Bausch è stata, negli ultimi decenni, una stella della ricerca espressiva applicata alla danza, svincolata da certi virtuosismi eccessivamente accademici che ne raffreddano la componente drammatico-emotiva; a lei si deve l'innovazione felicemente esagerata d'aver sdoganato, oltre alle espressioni del corpo, i corpi stessi dei ballerini e delle ballerine, svincolandoli e tirandoli via dai canoni classici della perfezione fisica a-temporale. La danza della Bausch è soprattutto potenza emotiva, espressione di moti e di nodi dell'anima, mostrati senza ritegno nella fisicità dirompente dei corpi imperfetti ma assolutamente realistici dei suoi ballerini.

Prima di lei anche Martha Graham aveva cercato di destrutturare la danza ricongiungendola al suo più profondo significato di linguaggio del corpo e, soprattutto, delle sue emozioni. La danza della Graham scaturiva infatti, secondo l'interpretazione data da lei stessa, dai ritmi binari vitali della respirazione, del battito cardiaco, della sequenza di contrazione e distensione muscolare.
Diceva in un'intervista la Graham:
“Inspirare, espirare, dentro fuori. La mia tecnica si basa sulla respirazione. Ho costruito tutto quello che ho fatto sul pulsare della vita, che per me corrisponde al pulsare del respiro.”
Nulla dunque è come la danza rappresentazione simbolica e sublimazione, puramente artistica, dell'eros e delle sue rappresentazioni.

E vale per il sesso quello che vale per la danza: entrambi, se ridotti a puro, calcolato e distante virtuosismo o ad esercizio di stile preparato a tavolino si tramutano in arte fredda e possono essere sostituiti con qualunque cosa, proprio con qualunque; e, in più, forse, in quel caso né la danza né tantomeno l'erotismo hanno più alcun carattere dell'arte.

Perché trovarsi e scoprirsi a ballare d'amore con la perizia emotiva di due ballerini "alla Martha Graham" o "alla Pina Bausch" è ben altra cosa.
Certo anche lì si è studiato e provato molto, ma mai con le gambe sotto al tavolino nell'angolo freddo di una stanzetta da studente fuori-sede...e fuori argomento...

La passione si può raccontare bene in forma di danza.
Il ballo è una commedia simulata, appassionata ed elegante dell’accoppiamento.
La danza possiede lo stesso fraseggio della seduzione.
Danza e passione camminano con gli stessi passi da gatto.
Così scrissi tempo fa ad un'amica.



C’è nel movimento delle gambe nel tango, nel loro intrecciarsi , una sfida quasi rabbiosa.
Il desiderio di oltrepassare i confini della fisicità e dei corpi.
Di raggiungere l’assoluto della sensualità: quella che del corpo sembra addirittura non aver più neanche bisogno.
Assoluto tango appunto.

p.s.Ripropongo questo vecchio post e questo video- pure già pubblicato- poiché non cessa di incantarmi: il video complessivamente e uno per uno i suoi protagonisti, nessuno escluso- certo- ma con una menzion d'onore per Pablo VERON....

SoTToTiTolo:
ancora a proposito della danza e del suo potere
Scrive TEREZA a LARA, in un giorno di settembre, concludendo un racconto di infelicità:
Il giorno dopo, ancora TEREZA:
sono disperata e sfranta
sono piena di energie buttate
sono nel pozzo
detesto quel ch'è accaduto
un'arma nelle sue mani
manco gliene mancassero
vorrei perdermi, esattamente come te
a Siena o anche più vicino
non so neanche più come si fa ad urlare
tutto è prosciugato in me
ma devo sparare quanto ho dentro
devo
devo
devo sparare fuori ogni cosa
e mi sento una bambola rotta
però ora ballo su Eva Cassidy...
che ne sarà di me?
bye-bye-baby-Lara
p.s. scriverò un racconto su...già avviate le prime due parti, il ritorno e ...
Le risponde LARA:
Sai che ieri quando mi hai detto che eri stanca e che
tornavi a casa e ti mettevi a letto, ho pensato: "Non
dovrebbe mettersi a letto, ma mettere su una bella
musica e BALLARE! Ma come faccio a suggerirglielo, mi
manda aff.." E invece è proprio ciò che hai fatto.
Sono orgogliosa di te.
E ti prego pensa di più a cose belle, fanne una
terapia. Nel pozzo a volte ci si sta bene, soli e
tranquilli, facendo entrare qualcuno ogni tanto.
Io almeno ho provato questo in questa lunga estate
stagnante.

Ancora TEREZA:
La passione si può raccontare bene in forma di danza.
Il ballo è una commedia simulata, appassionata ed elegante dell’accoppiamento.
La danza possiede lo stesso fraseggio della seduzione.
Danza e passione camminano con gli stessi passi da gatto.
Scrissi una volta alla mia amica Lara...
La danza della Graham scaturiva dai ritmi binari vitali della respirazione, del battito cardiaco, della sequenza di contrazione e distensione muscolare: “Inspirare, espirare, dentro fuori. La mia tecnica si basa sulla respirazione. Ho costruito tutto quello che ho fatto sul pulsare della vita, che per me corrisponde al pulsare del respiro.” Per la Graham il movimento nasce dalla zona pelvica ed è strettamente connesso alla struttura anatomica della donna, che racchiude in sé il mistero della generazione e della vita. E’ una danza fortemente sessuata...(*)

La Graham ha destrutturato la danza ricongiungendola al suo più profondo significato di linguaggio del corpo e, soprattutto, delle sue emozioni.
In anni più recenti è stata Pina Bausch un'altra stella della ricerca espressiva svincolata da virtuosismi eccessivamente accademici e a lei si deve l'innovazione felicemente esagerata d'aver sdoganato oltrechè le espressioni del corpo i corpi stessi dei ballerini e delle ballerine dai canoni classici della perfezione a-temporale.
Operazione simile ma con tecnica e metodologia diversa ha condotto Maurice Béjart.
Nulla è come la danza rappresentazione simbolica e sublimazione, puramente artistica, e sottolineo puramente artistica, dell'eros.
Da qui mi è nata la seguente considerazione che ha come presupposto un'idea altissima e nobilissima così dell'erotismo come della danza e della loro sovrapposizione, perfettamente compatibile, di linguaggio :
il sesso come virtuosismo o esercizio di stile preparato a tavolino è arte fredda e può essere sostituito con qualunque cosa e, forse, non è neanche arte.
Trovarsi e scoprirsi "a ballare d'amore" con la perizia virtuosistica ed emotiva di due ballerini "alla Martha Graham" o "alla Pina Bausch" o "alla Maurice Béjart" è ben altra cosa.
Certo anche lì si è studiato e provato molto, ma mai con le gambe sotto al tavolino nell'angolo freddo di una stanzetta da studente fuori-sede...e fuori argomento...

(*) testo tratto da un'intervista a M. Graham
parlo troppo complicato?...chissene...ciao ciao ciao...
Tereza

Il locale è quasi vuoto.
Silenzioso l'unico cliente.
La musica in sottofondo è tango, uno dei più morbidi e strazianti.
Pane nero tagliato sottile.
Fetta sottilissima di toma piemontese color cremina-cremina.
Fetta sottile di prosciutto color rosa-bambino.
Fettine sottilissime di melanzane, color kaki nel loro conservarsi sott'olio.
Tovagliolo rosso-passione.

Tagliere-piatto color noce-antica-noce.
Calice di rosso rubino, qui e là colpito e schiarito di luce nel movimento del liquido che ondeggia alla presa.
Tutto è buono.
La musica va, di rosso e di nero, di blu profondo e di verde cupissimo e altro ancora, ma son solo colori densi, sprofondati in sè stessi.
Silenzio e masticazione.
Potrebbe esserci dell'altro ma va già bene così.
Masticare al ritmo d'un tango così struggente è esperienza fisica totale.
I sapori sono suoni e i suoni entrano in bocca.
L'ultimo sorso lento e corposo nel gusto.
Pago e vado.
Possibile ch'io abbia solo pranzato e per di più velocemente?
E la musica era tango.
