...talvolta penso che la libertà vera sia nel far eccezione a sé stessi, come a dire uscire dal proprio personale e spesso claustrofobico luogo comune...


Le campane de Masón
Volta la carta ghe ze un pósso.
Un pósso pien de aqua
volta la carta ghe ze na gata.
Na gata che fa i gatèi
volta la carta ghe ze du putèi.
Du putèi che fa ostaria
volta la carta la ze finia.
LUIGI MENEGHELLO

Di Luigi Meneghello, scrittore-poeta poco ricordato e troppo poco apprezzato, si ricorda la ricerca di una verità tanto ideale quanto profonda e sostanziale nella scrittura, tutt'altra roba che retorica ed artificiosità.
Di lui, che affermava di cercare "l'essenza invetriata della realtà" quella che "la mente nel concepire o la penna nello scrivere vanno cercando ed ogni tanto trovano", ci rimane essenzialmente questa lezione di ricerca della verità profonda, (in letteratura, ma non solo), costruita servendosi dell'autocritica e del rigore stilistico, tutt'altra roba che il puro esercizio virtuosistico, spazio asfittico dedicato alla perfezione fine a sé stessa ma, piuttosto, lezione e luogo esemplare di un modo perenne di auto-educarsi e "crescersi" nella coscienza e nella consapevolezza.

Una lezione, questa diMeneghello, che non si ferma alla letteratura ma la supera e la trascende: un'ideale che sa anche, e molto, di coscienza civile, ( roba sconosciuta ormai o considerata poco meno di una patologia dalle nostre parti).
p.s.:ringrazio Willy che in una risposta a commento mi ha ricordato Meneghello.
p.p.s.: la foto in apertura ritrae Luigi Meneghello con la moglie Katia e non c'è bisogno di aggiungere altro...

La volgarità è un concetto difficile da rendere perché ha confini labili, mutevoli, la cui forma ed estensione sono direttamente proporzionale allo sguardo ed allo stato d'anima di chi osserva.

la grazia del vivere
l'ascolto
la pena nascosta
la danza che nasce
e
ancora
la grazia del vivere
vorrei
non smarrire
e non dimenticare
sempre lei:
la grazia del vivere
(già pubblicato nel 2007)

"il tempo che passa ci regala solo nuove necessità e tutte ugualmente e stupidamente impellenti allontanandoci dall'essenzialità dell'immenso"


Se riuscissimo a conservare sempre,
nelle azioni e nei pensieri,
la certezza della fugacità, quella stessa
che spesso si chiama anche inafferrabilità dell’adesso
forse
forse
forse
chissà...
saremmo capaci di guadagnarci l’immortalità.
A modo nostro,magari parziale,
ma sarebbe pur sempre immortalità.
(già pubblicato nel 2007)



Ma il merito principale del grande Max-Cop è un altro: in mezzo a questi descamisados del secondo millennio lui ci va intero, non si sottrae, sfodera domande che sono dubbi, i suoi, e perplessità e pareri e sorprese che sono sempre i suoi, assolutamente spontanei, sfornati sul momento, espressi con un linguaggio che spesso prende toni “a scatto”, piccole esplosioni di partecipazione critica e attenta.


dal blog di Beba, anzi da Beba, direttamente:
Un bell'angelo gioviale. Di notte, prima di coricarsi,
si toglie il nastro dai capelli, si toglie i vestiti uno a uno,
si toglie gli stivali, le calze, la biancheria,
poi entra in bagno tutto nudo, si lava i denti,
torna in camera più bello di prima. Infine
si toglie le due ali; le posa sulla sedia. Il gatto
vi salta sopra e s'addormenta. Allora, la casa intera
sa di vecchio pollaio calcinato. E noi,
che da mesi soffriamo d'insonnia, adirati
per il facile sonno dell'Angelo, gli spiumiamo le ali
e ritti davanti alla finestra gettiamo le piume candide in giardino,
ma queste, brillando al chiaro di luna, tornano indietro
e ci coprono i capelli, la bocca, gli occhi.
(Ghiannis Ritsos)

Dedicato a chi non riesce a volare perché non riesce mai a staccare lo sguardo dalle proprie scarpe.
Dedicato a quelli cui è difficile spiegare il tutto e il niente di un testo senza che sentano subito il bisogno di "moralizzarlo" o di spiegarlo e, soprattutto, di piegarlo alla necessità del buon senso e del mal'intendere.

Perché la letteratura è il mondo delle idee, di tutte quelle possibili e formulabili, e non ci si può accostare ai testi come fossero manuali tecnici o decaloghi da assumere o rigettare:
la libertà, come la letteratura, non ha una forma, le ha tutte.


Ecco, sì, stavolta concettualizzare era un’impresa inutile, impossibile da condurre in porto in forma compiuta.
dall’ombra alla consistenza fisica e viceversa. Due figure che guardandosi si avvicinano, acquisendo via via più trasparenza nei contorni e arrivando a sovrapporsi l’una all’altra con assoluta e quieta morbidezza: un perfetto gioco di luci e di ombre, trucchi d’evanescenza cinematografica.


