ritratta in immagini
da occhi che l'amano davvero e perciò

non possono far altro che...

...catturarne la naturale ed inoffensiva bellezza

Sarà perché mi è piaciuto molto il film "La finestra di fronte".
Sarà per la forza d'attrazione , maschile e umana, esercitata su di me da uno dei protagonisti, Massimo Girotti, uomo di stupefacente bellezza, il cui fascino è sopravissuto integro nella vecchiaia nobile e ispirata.
Sarà per la suggestività di certi angoli di Roma, del Ghetto soprattutto, e dell'Isola Tiberina, luogo dove amo passeggiare vagando con gli occhi e con le idee, con il fiume e i gabbiani che annullano i rumori di città se, con un po' di convinzione, ci si lascia trasportare e ipnotizzare dal movimento delle acque del Tevere.

Sarà...sarà...sarà...
E per ricordare tutto ciò ho pensato di adottare il gioco di parole suggeritomi dal carissimo Finazio che, sulla scia del mio "sui libri ci si libra"**, mi ha regalato il suo "con le canzoni ci si incanta"...





e fra tanto parlare di cose che non vanno
fra tanta gente che vorrebbe stirarti i pensieri
e cucirti addosso le convinzioni
mi è apparsa in mente questa bella faccia
che esprime un senso libero del vivere
e
senz'essere necessariamente bella

è aperta sì
come una finestra con la sua
ventata d'aria
che corre e ti prende in faccia
come capita capita
e ha pure i capelli...rossi!

"...è vero, credo fosse fragile, ma chi non lo è? ognuno ha le sue debolezze..."
così commenta Emma a proposito di Massimo Troisi e a me viene da aggiungere:
non so cosa aggiungere
in questa faccia c'è- c'era- tutto
ci devo pensare su
un piccolo elenco
parziale, molto parziale
magari poi lo aggiungerò..però ho bisogno di tempo...son presa d'incanto...
perchè è difficile definirlo, scegliere gli aggettivi, sceglierli non banali, tentare di dire quel che era e che la sua faccia recitava apertamente di fronte al mondo.
La sua fragilità evidente, non solo fisica,e insieme la sua solidità di convinzione, convinzione essenziale dell'esistere.
Un senso del vivere radicato e filtrato dalle difficoltà, eppure solido, mai stupidamente o superficialmente sognante.
Eppure sognante lo era sì nel suo fraseggiare sconnesso, la stessa sconnessione che spesso ha la vita stessa, fatta di pause stralunate e fuori copione.
Ieri ne parlavano in tv e un suo amico ne raccontava così la fragilità anche emotiva:
"Massimo aveva bisogno d'essere accudito da noi che sapevamo della sua malattia, aveva bisogno d'essere accompagnato a scuola e in ogni posto. Noi, i suoi amici, lo facevamo a turno e ci veniva sempre il dubbio che più che per la sua malattia lui lo desiderasse come segnale di affetto, come accudimento fine a sé stesso...ma lo accontentavamo lo stesso..."
cos'altro potrei aggiungere?
Massimo era come appariva, solo questo mi sento di dire.
Come eri Bello Massimo...
che bella faccia piena di umorismo e sottintesi di sensuale intelligenza...
...questo sì che è da primo posto...per la faccia...e per tutto il complesso...
...e per quel che gli ho sentito esprimere nelle rare interviste...

E per quel che di tutto quanto detto traspare evidente già in immagine.
Ironicamente-svenevole, ma non poi troppo ironicamente, si firma
Tereza
Sarà il pezzo di nome mancante a fare la differenza?...
Ho seri dubbi in proposito.
E poi, uno- quello con il nome "mozzicato" e incompleto- si fa i fatti suoi mentre l'altro- quello con il pezzo di nome aggiunto e finito- si fa quelli di tutti, sempre, troppo e soprattutto lì...
Meglio quello con il nome mozzicato:
parla meno, si impiccia meno e fa miglior figura!
Voto quello con meno nome, senza dubbio!
Avrà sicuramente altri pregi.
NOOOOOOO?!?!
p.s.un ringraziamento ed un baciuzzo al blogger che m'ha fatto balenare l'idea di questo post:
mi sento molto stanca, dentro e fuori, e, per ovviare, mi ricreo la vista e la fantasia...

Cesare Bocci, alias Mimì Augello ne "Il commissario Montalbano"
...e, anche se sembra non entrarci un granchè, ringrazio tutti quelli che, per modestia nell'apparire, mi scrivono cose belle e piene d'umanità in privato, temendo di risultatore pubblici esibizionisti di adulazione e, magari, "secondo-finisti" .
Il mio cuore, nascostamente ma intrisecamente luterano, vi apprezza moltissimo
moltissimo
moltissimo.
Tereza
mi prendo una pausa:
molto-molto-molto meglio sognare...
