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Utente: Terezita
Nome: Tereza Rossi
A scanso di equivoci, fraintendimenti e male letture assortite dico soltanto: molto di quel che sono sta nelle parole scritte e nelle immagini, il resto è nella vita e nei sogni che non racconto ancora e in quelli che rimarranno solo miei.

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martedì, 03 novembre 2009

incidenti di Schiena e di PERCORSO

Ovvero: storia metropolitane di tentata censura e impudenza libertaria  sui mezzi dell'Atac.
Amelie
Una volta, ero una ragazzetta adolescentissima, salii su di un autobus dove c'era ancora, sopravvissuto alla soppressione delle figure più antiche ed artigianali del personale viaggiante, il posto del bigliettaio.
Il posto del bigliettaio consisteva in una sedioletta a panchettino sistemata vicino alla porta per la salita, con davanti una sorta di banco di scuola in miniatura, un piccolo piano d’appoggio con vari scomparti fondi di diversa grandezza per sistemare le monete, le banconote e la mazzetta dei biglietti. Sui biglietti- piccola digressione e nota di colore grevemente capitolino- c'era la scritta: conservare il titolo di viaggio e presentarlo aperto ad ogni richiesta del personale…be’, inevitabilmente quella scritta dava luogo a doppi sensi pesantemente trivialotti, molto diffusi tra i ragazzi delle scuole che non ci pensavano due volte a correggere a penna il testo dell'avviso, sostituendo il sostantivo titolo (di viaggio) con la parola ----, be’, immaginate voi che roba da tavernazza romana...e sì, lo so...
Bene, folclore e turpiloquio a parte, io adoravo sedermi su quella seggioletta: ti regalava una posizione di osservazione privilegiata della fauna viaggiante e aveva, per sua natura, un che di anarchico, di fuori dal coro, di dissidente quasi rispetto alle file ordinate dei posti più regolamentari e perciò, come potete immaginare, mi attraeva moltissimo.
Fu per questo motivo che, come sempre quando ce n'era l'occasione, anche quella volta mi sedetti sul trespoluzzo del fu bigliettaio e mi misi di schiena contro la porta d'ingresso, tutta 'ntorcinata per guardare fuori dal finestrino.
the-rosa-parks-bus-from
Un signore anziano, segaligno e dall'aria vagamente autoritaria, appena montato sul mezzo mi apostrofò così:
"signorina! le sembra il modo di stare seduta?!? pensa sia giusto che io debba guardare la sua schiena per tutto il tempo?!?"
Ora, premesso che il posto del bigliettaio era sul fondo dell'autobus e per mettersi dietro e rimirare la mia schiena fuori ordinanza bisognava assolutamente scegliere di mettersi lì;
premesso che il posto del bigliettaio era comunque un posto a sedere disponibile, sebbene scomodo, per chiunque lo volesse utilizzare;
premesso che non c'era nulla di sconveniente nella mia postura (ero coperta, non indossavo nessun indumento aderente o chissà che) e che casomai era solo un po' insolita, disordinata rispetto alle regole geometrico-organizzative dell'autobus e del vivere convenzionale e, volendo esagerare, un po' contortuzza;
premesso infine che io avevo, da quella postazione, tutte le schiene dei viaggiatori davanti a me, (e ciò era praticamente inevitabile oltreché totally privo di interesse, per me ma anche per tutti gli individui sani di mente e senza pruriti irriferibili posizionati nella zona  amish-oscura del cervello);
premesso che colsi al volo l'intenzione pretestuosamente sanzionatoria del buoncostume mossa da  quell'arcigno membro delle squadre combattenti per la moralità antischiena, insomma, premesse tutte queste belle cosuzze,  be', sapete come gli risposi, dall'alto-basso-medio della mia lucida insolenza adolescenziale?   
"dice a me? cos'ha di scandaloso la mia schiena, scusi? e si viene a lamentare di questo con me? e io, allora? che dovrei dire? da qui vedo le schiene di tutti e  mica mi metto a sbraitare per questo! Cambi posizione semmai, si metta dall'altro capo e si goda il panorama delle facce se le piace di più!"
p.s.: dimenticavo di riferire della reazione indispettita del signor Catone-da-strapazzo che con  occhi e parole spiritate e sdegnate così commentò la mia impudenza: "ma guarda come mi risponde!" e io: "ma guardi lei che cavolate va dicendo!".  

postato da: Terezita alle ore 16:20 | link | commenti (8)
categorie: piccole storie piccole, pazzianne
giovedì, 22 ottobre 2009

Emergenza & Urgenza

Renoux

EMERGENZA

urge qualche quintaletto di Governo da far cadere: l'ordinazione giunge da uno dei nostri migliori clienti, er sor Clemente Mantella.

Schiaffeggiata la di lui consorte da nostra signora Grimilde Magistratis, il marito affettuoso sa che non sono i mazzi di rose quelli che possono far da balsamo: portare la sua bella sul balcone e, mostrandole il colle del Parlamento, poter dire "guarda, ora tutto questo te lo faccio cadere io..." è ben altra dimostrazione di affetto e devozione!

Eccchecazzz'! quelli della cosiddetta sinistra non si trovano mai al posto giusto nel momento giusto!

Cosa farà cadere ora er sor Clemente per dare la sua ennesima prova d'amore?  

Renoux  

Non è il "ritorno della corruzione", come titola qualche notiziario. Perché la corruzione non se n'era mai andata. Ha continuato a far parte della vita quotidiana di milioni d'italiani dopo Tangentopoli e ora forse più di prima. È forse il ritorno di un clima sociale. O ancora più probabilmente, si tratta dei morsi della crisi economica. "Quando circolano meno soldi nelle tasche, i cittadini s'indignano più facilmente" chiosava anni fa uno dei protagonisti del pool milanese, Pier Camillo Davigo. Oggi, come allora, la crisi rende insostenibile per molti imprenditori la tassa della corruzione, che si erano rassegnati a pagare. Sono loro a sollevare il coperchio, gli esclusi dagli appalti di partito, i bocciati al concorso truccato. Corrono a chiedere giustizia a una magistratura senza mezzi e sotto minaccia, forte soltanto della propria indipendenza dal potere politico, garantita dalla Costituzione. Ancora per quanto, non si sa.
CURZIO MALTESE

postato da: Terezita alle ore 09:21 | link | commenti (9)
categorie: politicamente affine, pazzianne
martedì, 20 ottobre 2009

il Calzino GIURIDICO

Tutto cominciò  con due turchi-turchesi

turchi non turchesi


in un giorno di probabile pioggia

cappello da pioggia
 

con indosso la tua camicia di mezza stagione

camicia magistrale

ed un sandalo ormai tropp'estivo
scarpa arrogante

sui pantaloni fuori moda e fuori stagione.

varie3545webck3.jpg

Ci sarebbe voluto un cappello elegante come una cerimonia di nozze 

cappello in festa

falda larga, fiore, svolazzi e tutto l'occorrente
certo non un berrettuzzo di lana grezza

lana turchese

e men che mai realizzato all'uncinetto, 
meglio piuttosto un cappottello gaijardo

il cappottino

 e un portafortuna come si deve:

turchese

Chissà, forse a quel punto sì che te l'avrebbero perdonato il tuo malefico e mal abbinato...  

CALZINO GIURIDICO 

calzino giuridico 


postato da: Terezita alle ore 17:01 | link | commenti (15)
categorie: politicamente affine, pazzianne
martedì, 07 luglio 2009

AtheismOussSTRUDEL, ovvero una storia spampanata val bene...

 Racconta JONUZZA, professoressa di Filosofia applicata e itinerante:

L’sms di un alunno che ha finito l’esame mi riconferma nella convinzione del valore dell’ironia, dello humor, anche nell’insegnamento.
E mi riaccende il dispiacere per non vederlo praticato mai dai miei colleghi e PURTROPPO nemmeno dagli insegnanti di mio figlio.
Andrea mi dice che ha fatto un bellissimo tema di storia e un bellissimo esame di filosofia…. e conclude: “L’unico rimpianto è di non aver parlato dell’ATEISMUS STRUDEL di Fichte!”
Adesso mi rendo conto che spiegare questa battuta costituisce una cosa piuttosto complicata per chi non ha frequentazioni di filosofia.
Basti dire che ci fu, ai temi dei tempi, una controversia presso i professori di filosofia nella università di Jena, che se la presero con Fichte (sì, lo so che non ha partecipato al grande fratello) , perché identificava Dio con l’ordine morale del mondo e quindi implicitamente ne negava la necessità dell’esistenza, tale controversia era nota come Atheismusstreit, cioè battaglia sull’ateismo… bene, nelle mie lezione avevamo finito con il ribattezzarla atheismusSTRUDEL…
Insomma quattro risate alla fine di una serissima lezione di filosofia non mancavano quasi mai.
 
 

Ed ecco qualche notizia sull’ AtheismOussSTRUDEL da Terezipedia:

Dicesi  AtheismOussStrudel lo strudel che si prepara dal 1880 nel Thüringen, Bundesland della Cemmania zentrale, dove si trova la città di Jena, sede di una prestigiosa e Alte Universität.

Trattasi di STRUDEL  guarnito mit Mousse di crema alla cannella, una nuvola di simil-panna che inonda la stanza di profumo e richiama alla mente le classiche atmosfere da Secession- Konditorei. L’AtheismOussSTRUDEL viene prodotto, da più di cento anni e con superba bravura e perizia gastronomica, dalla Konditorei di Günther Fichte, discendente diretto del perdutamente filosofo Johann Gottlieb e figlio di Oskar Theodor, raffinatissimo Konditor alla corte di Franz,Karl,Joseph,Hans,Mag-nus, e altre aggiunte nomignolistiche a scelta. La Konditorei Fichte, lo dico per i turisti,  affaccia le sue entusiasmanti vetrine sulla Wunderbar Torte Gasse.

 

Da Herr Günther Fichte, in Wundebar Torte Gasse, potrete gustare il famoso AtheismOussSTRUDEL, stando comodamente seduti con il culettino su originali Stuhlen Thonet, provenienti dalla fabbrica-madre nella Czech Republic, e appoggiandovi con il doveroso sussiego ai tavolini in puro e originale stile Biedermeier, lascìto di Oskar Theodor Mag-nus, il nonno di Günther.

Alcune raccomandazioni: l’AtheismussSTRUDEL va mangiato con la forchetta, ovverossia mit die Gabel, perché di consistenza morbida, adatta anche ai bambini più piccoli, purché svezzati, golosi e scofanati.
Il modo migliore di gustarlo è, oltre che guarnito con la mousse cannellata o Zimtschemousse di cui sopra, con l’accompagnamento di fettine di mele caramellate,(Karamellierter Apfel), disposte a raggiera sull’angolo del piattino, a mo’ di margherita: la famosa Margaritische Garnierung della Konditorei Fichte.

Sulla parete dietro la cassa, al momento del Rechnung,  potrete ammirare il ritratto triste di Johann Gottlieb che lì troneggia ogni giorno e anche ogni notte. Il messaggio alla clientela, neanche tanto subliminale, che il ritratto del bis-tris- e quatrìs nonno, nonché padre morale della Konditorei Fichte,  rimanda è il seguente: ein Stück di AtheismOussSTRUDEL val bene un’intera esistenza filosoficamente spesa…
...alla faccia di Gott mit uns!
(ne ho sparate di cazzate, eh? sarà il gran caldo? o il poco da fare che mi affligge?)

Segue piccolo dizionarietto:

Thüringen Bundesland = la regione della Turingia;
Alte Universität = antica università;
Secession- Konditorei = Pasticceria Secessione...e no! nun esiste, regà! 
Konditor = Pasticciere;
Wunderbar Torte Gasse = Vicolo Torta Meravigliosa...più o meno!
mit die Gabel = con la forchetta;
Karamellierter Apfel = stronzata puramente inventata...da me...starebbe per mela caramellata, più o meno;
Margaritische Garnierung = idem come la precedente, starebbe per guarnizione a forma di margherita...se fà pe' dì, ovvio!!! 
Stuhlen = sedie;
Czech = Ceca, come la Repubblica, ovvio;
Biedermeier...be', qui andate a cercarvelo se non lo conoscete...;
Rechnung = conto;
ein Stück = una fetta;
Gott mit uns = popolare imprecazione dei portuali di Hamburg;

postato da: Terezita alle ore 11:43 | link | commenti (22)
categorie: divertissement, fa/volando-fa/volando, pazzianne
venerdì, 03 luglio 2009

colori liberi

...nel mondo dei colori vorrei viaggiare

e come una biglia mi piacerebbe brillare

con quelle piccole eliche dentro a danzare

sognando vite pronte a rotolare.

E in ogni direzione mi vorrei buttare:

sarebbe energia buona

persino da sprecare

 

(alla faccia del ddl )

e di certe facce senza faccia


postato da: Terezita alle ore 16:01 | link | commenti (2)
categorie: pazzianne
venerdì, 19 giugno 2009

...non so

non so che dire e non so che fare

(eppure ne avrei di che "postare")

soltanto so

che mi piacerebbe

vagare vagare vagare

p.s.: il quadro è di Edward Hopper, di cui potrete ammirare altre cose

QUI

p.p.s.:dopo vari ripensamenti metto qui un video che, a mio parere, è stato costruito con notevole capacità di mescolare immagini e suggestioni attingendo a decenni abbastanza vicini: quando si dice il fascino del vintage.

 


postato da: Terezita alle ore 10:38 | link | commenti (6)
categorie: pazzianne
giovedì, 28 maggio 2009

...urca!

80.000 visite!!!

e, a proposito di esclamazioni, sorprese e straniamenti eccovi un post riesumato:

Elettriche follie

La primavera mi fa fiorire la materia cerebrale di strane foglioline, eclettiche e danzanti nella loro inarginabile pazzia, inclassificabili sotto il profilo espressivo. Le  chiamerò elettriche follie, perchè frutto di accensioni rapide e sconclusionate.

Eccone una, pubblicata nel 2008 e ristampata qui per mettervi 'n pochetto de paura...ma io sarò sempre per il metodo Basaglia, sappiatelo.

la ROSSA di SAUCO

Lo straniamento è un po' come l'innamoramento
ti porta altrove e da nessuna parte
ti solleva dal mondo e dalle perplessità
ti rende finanche perplessità vivente
ti slaccia dai pre-concetti e dai pre-giudizi
ti monda persino da te stesso.
Lo straniamento non si può descrivere efficacemente
per questo sortisce quel 
"ma che c---- dici?".
Lo straniamento è per definizione libero e anarchico:
ti coglie là ove non pensi e non aspetti
o anche ma non solo sulla via di Damasco.
Lo straniamento è l'infanzia del pensiero.

p.s. stranitevi l'anima con "noir desir", vi piacerà:


martedì, 19 maggio 2009

Sono io

la ROSSA di SAUCO

La tipa nel riquadro-video in alto a sinistra potrei essere io:

l'interpretazione e lo spirito sono identici,  

la compagnia di sbalestrati mi piace fin troppo, 

la canzone è un inno alla follia-amore di vivere...

e che il resto vada in malora, olè!

RIDO! 

RIDETE!

Caselli d'autostrada tutto il tempo si consuma
Ma Venere riappare sempre fresca dalla schiuma
La
foto della scuola non mi assomiglia più
Ma i miei difetti sono tutti intatti
E ogni cicatrice è un autografo di Dio
Nessuno potrà vivere la mia vita al posto mio
Per quanto mi identifichi nel battito di un altro
Sarà sempre attraverso questo cuore
E giorno dopo giorno passeranno le stagioni
Ma resterà qualcosa in questa strada
Non mi è concesso più di delegarti i miei casini
Mi butto dentro vada come vada
Siamo come il sole a mezzogiorno baby
Senza più nessuna ombra intorno...baby
Un bacio e poi un bacio e poi un bacio e poi altri cento
Teoricamente il mondo è più leggero di una piuma
Nessun filo spinato potrà rallentare il vento
Non tutto quel che brucia si consuma
E sogno dopo sogno sono sveglio finalmente
Per fare i conti con le tue promesse
Un giorno passa in fretta e non c'è tempo di pensare
Muoviamoci che poi diventa sera...
Siamo come il sole a mezzogiorno baby
Senza più nessuna ombra intorno...baby
Gente che viene
Gente che va
Gente che torna
Gente che sta
Il sole se la ride in mezzo al cielo
A guardare noi che ci facciamo il culo
E' un gioco
Mezzogiorno di fuoco
E' un lampo
Sulle armature
In guardia
Niente da capire
Mi specchio
In una goccia di sudore
Siamo come il sole a mezzogiorno baby
Senza più nessuna ombra intorno...baby


martedì, 28 aprile 2009

la FIAMMELLA della Follia

V. Ivanovski

La fiammella della follia mi spinge a sorriderti

più volte al giorno, a chilometri di distanza.

Proprio vero: la pazzia mantiene in salute l’amore.

Sarà per questo che mi viene di aprire la finestra ridendo così sconsideratamente imprudente e felice di te?

DEDICATO ad un'amica, tanto svitata quanto innamorata e persa, ciao, M-.

apro gli occhi e ti penso
ed ho in mente te
ed ho in mente te
io cammino per le strade
ma ho in mente te
ed ho in mente te
ogni mattina uoh uoh
ed ogni sera uoh uoh
ed ogni notte te
io lavoro piu' forte
ma ho in mente te
ma ho in mente te
ogni mattina uoh uoh
ed ogni sera uoh uoh
ed ogni notte te
cos'ho nella testa
che cos'ho nelle scarpe
no non so cos'e'
ho voglia di andare uoh uoh
di andarmene via uoh uoh
non voglio pensar ma poi ti penso
apro gli occhi e ti penso
ed ho in mente te
ed ho in mente te
ogni mattina uoh uoh
ed ogni sera uoh uoh
ed ogni notte te

 

postato da: Terezita alle ore 20:47 | link | commenti (14)
categorie: pazzianne