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Utente: Terezita
Nome: Tereza Rossi
A scanso di equivoci, fraintendimenti e male letture assortite dico soltanto: molto di quel che sono sta nelle parole scritte e nelle immagini, il resto è nella vita e nei sogni che non racconto ancora e in quelli che rimarranno solo miei.

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martedì, 24 novembre 2009

CONSIDERO VALORE anche meritare la Verità

Ho inserito questo video con ERRI DE LUCA ad apertura del post perché in qualche modo c'entra con l'argomento, in qualche modo mette dei punti su argomenti solo apparentemente piccoli, in qualche modo riporta al concetto di valore quelle cose che per superficialità riteniamo superflue, non determinanti.

La verità che ci è dovuta è una di queste cose e solo la superficialità può indurci a ritenerla non Necessaria.

 bracciale a stelle

 Ed ecco il testo del post per com'è nato all'inizio:

Parlando dei misteri-schifezza d’Italia, Michele Serra così scrive in chiusura della sua rubrica, Amaca, del 22 novembre scorso:

“…è tutto confuso in un viluppo che sarebbe perfino vitale, perfino espressivo (la decadenza è sempre un kolossal), se non avessimo l’odiosa percezione che tutto questo ha come unico scopo la manomissione della verità.

Il problema, forse, è che la verità in Italia è inconfessabile proprio per la spaventosa cosa che ho detto prima: il crimine organizzato è attore politico di primo piano, strettamente intrecciato con il potere. E il potere è a sua volta innervato di crimine. La verità sarebbe decisamente troppo dura perfino per un popolo cinico come il nostro. Per la verità non siamo pronti, per la democrazia, di conseguenza, nemmeno.”

 Pascal Renoux

Queste parole mi hanno fatto ripensare al post sulla memoria di pochi giorni fa, e sono tornata mentalmente su questo pensiero, buttato giù a proposito dei mille misteri/scandali che oscurano il nostro passato e anche il nostro presente:

“…gli incidenti di percorso della nostra storia recente, tanto gravi e drammatici da costringerci a vivere in un paese che non possiamo considerare intero, integro e con un patrimonio comune vero, da condividere e difendere. Perché sì, credo che solo condividendo appieno tutto il bagaglio della memoria, in forma consapevole e presente ad ognuno, anche nelle sue parti più difficili, drammatiche e disastrose, possa avere un senso parlare di casa comune“

C’è stato un commentatore di quel post, 4ngelo, che ha scritto: la verità, purtroppo, non ce la meritiamo” . E’ stato il commento più duro tra i tanti, anche se è stato reso con la solita verve linguistico-sperimentale e di spirito di 4ngelo.

Oggi, anzi, per l'esattezza il 22 novembre, Michele Serra ha fatto un’affermazione che s’apparenta strettamente con quella di 4ngelo: non siamo pronti per la democrazia perché non siamo pronti per la verità.

Ophelia di MILLAIS

E’ terribile quest'affermazione, è senza via d’uscita, e io sento che c’è del vero in questa fotografia del nostro eternamente mancato svezzamento civile. Solo mi sento lo stesso di dire che qualunque verità è migliore della mancata verità, perché dopo aver saputo bisogna per forza di cose decidere che fare: soccombere e andare al macero o ricominciare dalle rovine più disastrose.

Io credo, voglio continuare a credere, nella forza determinante, nella svolta irrinunciabile che il dramma imprime sulle vite comuni: lasciarsi morire o ricostruire, pure quando tutto è ridotto in polvere, moralmente in polvere.


postato da: Terezita alle ore 14:10 | link | commenti (9)
categorie: politicamente affine
venerdì, 20 novembre 2009

religiose femmine Tacc-AncheGGianti

girls for Gheddafi

dove siamo arrivati, anzi arrivatE?

dobbiamo chiedere aiuto e parola e arringa  a Topo GigioPierLuigiGiovanniBattista ?

o vogliamo farci tutte operare per raggiungere l'1,70 di altezza e sapienza e mezza, anche intera se capita, bellezza?

o forse riteniamo d'aver raggiunto una posizione di TuTTo rispettiSSimo nel panorama della politicaputtana mondiale se anche uno come il Colonnello Maximo viene da noi a cercar pane per i suoi denti e per le sue crisi-esaltazioni-assalti-furori mistico-pedagogici-religiosi di zona bassopubica?

che bel paese è questo che si fa ricordare, cercare, visitare, onorare finanche come catalogo vivente gioioso-troioso-patinatoextralucido&sconfinante-nell'oleosoputrido di finissimo carpaccio di femmina su tacchi a spillo e libri sacri 

che goduria

che esaltazione

che compiacimento

e che merda...

e quella di  Topo GigioPierLuigiGiovanniBattista è tutt'n'vvidia, sient'ammé!

(p.s.: Aire, fermo lì e non provare a cazzeggiare che stavorta te corco, come diciamo noi qui, nella capitale ladrona e greve...)


postato da: Terezita alle ore 10:41 | link | commenti (16)
categorie: politicamente affine
mercoledì, 11 novembre 2009

la Verità e la sua MEMORIA

Tempo fa, anni fa, scrissi in un commento sul blog della mia amica Alice che noi italiani scontiamo un grave handicap: la nostra memoria comune e recente è zoppa e monca, segnata dalla mancata riscossione delle verità dovute, legittimamente dovute, ad un paese che possa definirsi civile e con una democrazia sana.
Lo scrissi pensando alle troppe mancate verità, soprattutto sulle stragi e le altre laidezze affini, incidenti di percorso della nostra storia recente tanto gravi e drammatici da costringerci a vivere in un paese che non possiamo considerare intero, integro e con un patrimonio comune vero, da condividere e difendere. Perché sì, credo che solo condividendo appieno tutto il bagaglio della memoria, in forma consapevole e presente ad ognuno, anche nelle sue parti più difficili, drammatiche e disastrose, possa avere un senso parlare di casa comune.
 

i bambini di Renoux


Mi ha fatto ripensare a quanto scrissi sul blog di Alice un’altra blogger che in questo post descrive con amarezza quel che io mi sento di chiamare la nostra "smemoratezza civile". Perché di questo si tratta: di colpevole sottrazione della verità per usi ed interessi innominabili da parte di uno e di smemoratezza civile da parte degli altri. 
E’ che la sottrazione e l'insabbiamento furfanteschi delle peggiori verità della storia recente del nostro paese hanno avuto ed hanno bisogno, per poter essere, della smemoratezza civile dei più, dell’incuria e della superficialità di chi (tanti, sempre di più) si accontenta di vivere ogni giorno come se la sua vita fosse un’entità astratta che si compie nel chiuso di minuscole stanze di pensiero, lontano da ogni respiro che possa sapere di storia e di civile convivenza.
valigia a doppio
La smemoratezza che permette tuttora la sottrazione della verità e che, di fatto,  lacera la dignità del nostro paese in misura irrimediabile, è  nient’altro che smemoratezza colpevole anche quand’è “istintiva”, non troppo ragionata.
Sarà forse che io ormai non so credere più nell’innocenza di certa smemoratezza e la guardo con la stessa diffidenza con cui guardo alle ombre del nostro passato ferito e devastato, anche da tantissime morti innocenti, non dimentichiamolo.
Pochi giorni fa ho accennato alla forte e sempre allertata coscienza civile della Germania rispetto al suo passato nazista e m’è venuto subito di assimilarla alla maturità civile che ha portato, in anni assai più recenti, all’apertura degli archivi della Stasi, dove ogni cittadino tedesco dell’ex DDR- ma non solo- può, se lo desidera, recarsi a visionare i documenti segreti redatti dalla polizia che lo riguardano.
Ulrich Mühe, l’attore protagonista del bellissimo film “Le vite degli altri”, Das Leben Der Anderen,  era- (era perché morì poco dopo la fine del film)- un tedesco dell’ex DDR e chiese di visionare la sua cartella presso l’archivio della Stasi, scoprendo che su di lui la polizia dell’ex Germania est aveva raccolto moltissime notizie, in gran parte tutte dalla stessa fonte: la sua prima moglie. Ora, saltando le considerazioni sulla drammaticità di una scoperta simile, pensavo a quanto possa contribuire a rinsaldare la coscienza di un paese che è rimasto diviso per svariati decenni  avere accesso ai documenti segreti che riguardano i suoi cittadini o la sua storia recente, alle verità cioè, anche tremende, del passato. Sapere che puoi farlo ti dà il senso della garanzia della tua dignità di cittadino e rinsalda quello dell’appartenenza al tuo paese.

biciclette malate

Ecco, qui volevo arrivare: la verità sulle stragi e su tutti i capitoli oscuri della nostra storia nella seconda metà del secolo scorso noi non l’abbiamo mai avuta e questo ci impedisce di guardare al nostro paese con un vero sentimento di appartenenza perché ci sentiamo depredati della nostra coscienza e consapevolezza storica, del patrimonio comune, fatto di tutto, proprio tutto quanto ci ha riguardato, anche le tragedie  più atroci.
E invece siamo sempre qui, poverissimi di storia perché siamo stati derubati della verità e siamo perciò senza memoria.  
ali

postato da: Terezita alle ore 14:27 | link | commenti (12)
categorie: politicamente affine
domenica, 01 novembre 2009

tentare per PASSIONE

Rotoli-rotoli

"...mi chiedo se la cosiddetta "normalità" etero non sia proprio un luogo della mente fatto di pensieri già pensati e di ruoli già distribuiti, un luogo in grado di placare l'incertezza della mancanza di nomi e di definizioni, quell'incertezza scomoda che invece incontra chi tenta l'avventura d'essere e di proporsi come 'intero'...."

Pawel GEPERT

 

Così scrive Cristina, nell'ultimo commento, l'ultimo in ordine di tempo, (quanti! e quanto interessanti e belli sono stati!),  al post Il buco NERO.

 Pensieri già pensati e ruoli già distribuiti…già, cara Cristina, a volte penso che tutte le nostre vite rischino di essere in gran parte, che ci piaccia o no, vissute tra pensieri già pensati e ruoli già distribuiti.
Certo, è diventato difficile, oserei dire scandaloso se non ridicolo addirittura, fare di queste riflessioni: suonano troppo “ovvie”, pescate da un catalogo ben individuato di idee e di comportamenti e noi, che in quelle idee e comportamenti ci riconosciamo, facciamo fatica a superare il senso indotto del ridicolo e del comunque-superato per portare i nostri argomenti di riflessione con il necessario coraggio e la necessaria, salutare, voglia di sfida e di cambiamento.

Sì, è diventato penosamente retorico parlare di ruoli e rifletterci sopra, vuoi perché, come dicono sia gli ottimisti ingenui sia i ladri e spacciatori di idee a casa d'altri, la parità è raggiunta e i ruoli non esistono più (enorme cazzata -!-, passami l’espressione, ed altrettanto enorme e criminale equivoco) vuoi perché ogni sia pur timida caratterizzazione di pensiero in senso politico-  senso ampio, moooolto ampio-  sembra non trovare più né spazio né dignità d’esistere, in nome dell’omologazione al tranquillizzante non-pensiero unico.

Irina VELICHKO

Sembrerebbe infatti, dando retta a certi modernissimi e totalizzanti pensatori, che a parlare di ruoli obbligati, di pensieri preconfezionati e via discorrendo, si possano solo alzare steccati, realizzare contrapposizioni tinte di odio e dividere in nome della rivendicazione pseudo-sessista: altra enorme cazzata e ancor più enorme equivoco perché, a parer mio, riflettere sui ruoli, sui comportamenti obbligati ecc. ecc., per cercare di uscirne, (sottolineo: ho detto “uscirne” e non ribaltarli che sa di scambio delle parti tra teatranti di livello modesto, incapaci di pensarsi in ruoli nuovi e commedie appena scritte o ancora da progettare), è un incentivo ed un regalo alla libertà di tutti, donne e uomini, perché tutti/e paghiamo un prezzo di incomprensioni troppo alto ai comportamenti predestinati.

Sàra Saudkovà

Poi, certo, come tu giustamente sottolinei, c’è l’alternativa incerta, grande e talvolta paurosa del tuffarsi nel mare dell’indeterminato e del nuovo cui spesso non sappiamo dare contorni o scopi definiti…ma, mi chiedo, le nostre vite hanno o no il diritto di essere inventate e vissute come creazioni assolutamente personali? ad essere attraversate senza che il fardello delle esistenze che ci hanno preceduto diventi l’unica traccia di sviluppo possibile, con tutte le sue limitazioni?

riflettendo...

Abbiamo o no il diritto alla sfida della ragione e al coraggio della passione?

Io penso che quel diritto l’abbiamo e dobbiamo solo imparare a camminargli affianco, (magari con un bel po' di fiatone, mica no), a sceglierci i compagni di percorso anche, compagni che sappiano correre il pericolo di sperimentare la vita anziché ridurla ad un straconosciuto copione...e che gli altri se ne rimangano pure davanti alla televisione a ciucciarsi l'ultima spiaggia dei famosi...

Grazie a Cristina e a tutti gli altri per il contributo alla discussione, è stato veramente gratificante, un abbraccio,

Tereza

p.s.:e questa è ALDA MERINI, che se n'è appena andata:

Alda_Merini-Ritratto

Pensiero,io non ho più parole.

Ma cosa sei tu in sostanza?

qualcosa che lacrima a volte,

e a volte dà luce.

Pensiero,dove hai le radici?

Nella mia anima folle

o nel mio grembo distrutto?

Sei così ardito vorace,

consumi ogni distanza;

dimmi che io mi ritorca

come ha già fatto Orfeo

guardando la sua Euridice,

e così possa perderti

nell'antro della follia.  

da "La terra santa"  

a Lei:  "Buonanotte fiorellino"


martedì, 27 ottobre 2009

il buco NERO

A. Smirnov

Scrive Beba in un commento al post precedente a questo:

pensavo le stesse cose i giorni scorsi
me ne può importar di meno di quali siano le preferenze erotico-sessuali di Marrazzo, forse neppure mi frega se usa l'auto blu per soddisfarle ma l'assurdo è la provocazione...
hai scritto perfettamente: non è questione di moralismi ma di moralità
e poi, perdonatemi, aveva paura di denunciare i carabinieri che l'hanno ricattato? ma dai... perchè lui certo non ha conoscenze superiori a quei quattro bischeri!!!  (sempre che sta storia sia vera).
facciamo che non ho scritto niente va... fa così "ammutolimento" sta cosa...

l'arroganza di chi ha sotto al culo una sedia

Ebbene, più passano i giorni  più mi vado convincendo che qui di arroganza forse non ce n'è mai stata molta, superficialità sì, trasandatezza anche, follia quasi, e sono tutte cose gravi quanto l'arroganza in chi riveste un ruolo politico pubblico. Certo.

Eppure, a dirla tutta, la mia riflessione ultima, la più amara è un'altra:

è possibile che soltanto i rapporti regolati dal denaro e da posizioni di netto predominio- quasi sempre economico- appaghino così tanto gli uomini, li facciano sentire nel pieno della loro realizzazione, soprattutto quando si tratta di uomini di potere?

Puttane-Ford-Escort o Trans-iberiana-Viados davvero non fa nessuna differenza, sarebbe assurdo cercarne una: si tratta sempre di prostituzione, sempre di ricerca compulsiva di sesso senza relazione, a colpi di denaro sonante. 

Ma quale immane buco nero li divora dentro? 

Scusate, ma non vuol essere un atto d'accusa per nessuna categoria: è solo una domanda scaturita dallo sconcerto che provo; e non mi sto rifacendo a squisite categorie  rosa del pensiero, no, m'interrogo sulla scelta di chi cerca solo relazioni senza relazione e le cerca indefinitamente, in maniera compulsiva, assecondando le categorie più bieche e antiquate del pensiero maschile, maschile detto qui in senso esclusivamente retrivo.

E non dite che son moralismi questi...


domenica, 25 ottobre 2009

responsabilità, tutta minuscola

visi di Ronis

da una lettera di ieri ad un amico:

la ROSSA di SAUCO

 "...E' questo dilagare di un senso arrogante del potere che si può permettere- così crede- qualunque comportamento a rischio, senza neanche fare la fatica di nasconderlo  sia pure solo per pura prudenza opportunistica. E' la perdita del senso "sociale" che non è, bada bene, ipocrisia o perbenismo, ma quel senso di dovere a tutto tondo verso chi ti ha messo in quella carica pubblica, gli elettori cioè.
Se Marrazzo davvero mantiene queste frequentazioni da anni, scegliendo coglionescamente  di andare dalla trans-fidanzata con la macchina blu, mettendo così a parte, (volontariamente o involontariamente, coglionescamente o arrogantemente, non m'interessa), troppe persone sugli aspetti più controversi e ricattabili  della sua  vita privata ed intima vuol dire che non ha tenuto presente costantemente- come dovrebbe essere- il suo ruolo pubblico, di gestione della cosa politica.
E' questo che mi demoralizza, questa superficialità arrogante e coglionesca insieme, questa miscela tanto inquietante quanto esplosiva di sfida e noncuranza, pagata a prezzo altissimo da lui, dalla sua famiglia (e qui non oso immaginare), dalla sua parte politica e dalla politica in generale.

Ma che cazzo va accadendo nelle teste della gente, di questi personaggi? Credimi, penso proprio che viviamo nel paese più corrotto del mondo, e non per questi fatti ultimi ma, lo risottolineo, per la riflessione che ne scaturisce: l'assoluta assenza di senso del ruolo pubblico e dei suoi obblighi, morali e non moralistici.

Pascal Renoux

Così, nel pieno dell'incazzatura- che continua pure oggi, alla grande- scrivevo ieri in una mail.
Perché c'è poco da girarci intorno: ogni qualvolta chi ha il potere e la responsabilità politica agisce senza  porsi alcun problema riguardo ai suoi comportamenti pubblici- e pubblici sono tutti i comportamenti, anche quelli cosiddetti privati per chi riveste un ruolo politico e/o istituzionale- si ha la netta sensazione che costui non abbia tenuto conto, o ne abbia tenuto pochissimo, dei suoi elettori, della loro opinione, della loro fiducia, del loro voto e persino della loro credibilità e sicurezza.

Se chi ha il potere e la responsabilità politica continua a mettere avanti al suo ruolo le pulsioni personali e caratteriali - tutte- vuol dire che non è in grado di considerare il pericolo derivante dall’esposizione a comportamenti capaci di incastrarlo in un sistema di ricatto.

La soggezione al ricatto priva l’azione politica di chiunque di dignità e di credibilità, danneggia irrimediabilmente la parte politica di appartenenza e tutti gli elettori di quella parte.

Se un uomo politico non è in grado di tenere costantemente a mente queste considerazioni o, peggio, addirittura non è in grado di farle, deve rinunciare a rivestire qualunque incarico pubblico.

Non si può giustificare più nessuno.

Non possiamo continuare a pagare per i danni morali che la cattiva politica ci infligge.

la ROSSA di SAUCO


postato da: Terezita alle ore 21:55 | link | commenti (15)
categorie: politicamente affine, cazzìate
venerdì, 23 ottobre 2009

Inneres AUGE

Frank HORVAT

Ripropongo il testo, estrapolato dall'articolo di Curzio Maltese, ( che potrete leggere per intero QUI ), proposto nel corpo del post di ieri, "Emergenza & Urgenza".

Mi sembra doveroso poiché Maltese è stato uno dei pochissimi a porre in evidenza, con lucido disincanto, il vero problema della non-politica che ci circonda e ci intossica, giorno dopo giorno. E ancor più doveroso dopo la riflessione cui mi hanno indotto, sulla scia delle parole di Maltese, alcuni commenti al post di ieri.

Ecco, penso sia inutile illuderci, cedendo ai malesseri che ci passeggiano nella pancia e che ci trasformano un po' tutti in ingenui Angeli Vendicatori, percorsi da coliche e sgomento civile di fronte allo spettacolo di quello che viene definito- arrecando offesa ai burattini e ai pupi siciliani- "teatrino della politica", inutile illudersi, così penso, che il cambiare Imperatore ci guarisca dai virus inoculati costantemente e per decenni nel tessuto-mai-civilizzato del paese. Il problema, la grande opera da intraprendere, il vero Ponte sullo Stretto, è la ricostruzione morale, che non potrà mai evitare di passare per la politica, quella di sguardo lungo e di forte impronta civile, non certo quella del "speriamo nel meno peggio", soprattutto ora che l'aspetto politico più eminentemente pubblico e quello privato si sono sovrapposti nel loro lato più oscuro e si sono sbriciolati miseramente sotto gli occhi di tutti.

La negazione

CURZIO MALTESE:
Non è il "ritorno della corruzione", come titola qualche notiziario. Perché la corruzione non se n'era mai andata. Ha continuato a far parte della vita quotidiana di milioni d'italiani dopo Tangentopoli e ora forse più di prima. È forse il ritorno di un clima sociale. O ancora più probabilmente, si tratta dei morsi della crisi economica. "Quando circolano meno soldi nelle tasche, i cittadini s'indignano più facilmente" chiosava anni fa uno dei protagonisti del pool milanese, Pier Camillo Davigo. Oggi, come allora, la crisi rende insostenibile per molti imprenditori la tassa della corruzione, che si erano rassegnati a pagare. Sono loro a sollevare il coperchio, gli esclusi dagli appalti di partito, i bocciati al concorso truccato. Corrono a chiedere giustizia a una magistratura senza mezzi e sotto minaccia, forte soltanto della propria indipendenza dal potere politico, garantita dalla Costituzione. Ancora per quanto, non si sa.
Caspar David Friedrich
 
Di seguito, per meglio spiegare cosa mi ha spinto a scrivere questo post, pubblico lo scambio di commenti - leggermente riadattato per esigenze di "chiarezza nella sintesi"- intercorso tra me e Dario sul post di ieri:
DARIO:
Speriam nel motto "Chi di Mastella ferisce..."E Persino tremonti ora - dopo 15 anni di servilismo - si è svegliato! Prima di Napolitano, comunque...
Staremo a vedere, se almeno lui resisterà. E la confindustria mostra il suo vero volto...
...è anche vero che - se almeno qualcuno si prende la briga di tener testa a berlusca (uno dei suoi, intendo) - così palesemente, e con argomenti persino logici e condivisibili, non mi importa il suo fine, mi interessa che faccia almeno "vacillare" il SuperMarpiomPetta!
non mi ricordo l
 
E no, Dariù, il problema non può stare nel far politica per tenere testa a Berlusca, non solo(!), trascurando invece di cercare  di smontare il suo sciagurato e tossico sistema della politica, fatto di puro interesse e fini personalistici sopra a tutto e a tutti.la ROSSA di SAUCO
Sono stufa di accontentarmi della vittoria (!) del marpione più marpione del Marpion-imperatore tanto per togliere di mezzo quest'ultimo: non è un risultato assoluto, non basta . Questa politica di sguardo corto e miope ha una grave responsabilità: sta facendo passare inosservato il terribile processo di inoculazione massiccia di virus del malvivere, già prima abbondantemente circolanti nel tessuto profondo del paese.la ROSSA di SAUCO
E' chiaro ed evidente che se Berlusconi si levasse o fosse levato di mezzo dalla politica, (per sempre!), sarebbe già un bel passo avanti, se non altro perché porterebbe  con sé all'ammasso almeno metà della sua "famiglia", ma questo non può essere tutto: bisogna pensare ai guasti che rimarranno, interrogarsi su come ridare un'anima a questo paese...ammesso che sia ancora possibile, ammesso che le metastasi non lo abbiano già rosicchiato tutto.
Tereza
Inneres Auge* è
*(in tedesco:"L'occhio interiore")

postato da: Terezita alle ore 10:26 | link | commenti (12)
categorie: politicamente affine, con contributi esteri
giovedì, 22 ottobre 2009

Emergenza & Urgenza

Renoux

EMERGENZA

urge qualche quintaletto di Governo da far cadere: l'ordinazione giunge da uno dei nostri migliori clienti, er sor Clemente Mantella.

Schiaffeggiata la di lui consorte da nostra signora Grimilde Magistratis, il marito affettuoso sa che non sono i mazzi di rose quelli che possono far da balsamo: portare la sua bella sul balcone e, mostrandole il colle del Parlamento, poter dire "guarda, ora tutto questo te lo faccio cadere io..." è ben altra dimostrazione di affetto e devozione!

Eccchecazzz'! quelli della cosiddetta sinistra non si trovano mai al posto giusto nel momento giusto!

Cosa farà cadere ora er sor Clemente per dare la sua ennesima prova d'amore?  

Renoux  

Non è il "ritorno della corruzione", come titola qualche notiziario. Perché la corruzione non se n'era mai andata. Ha continuato a far parte della vita quotidiana di milioni d'italiani dopo Tangentopoli e ora forse più di prima. È forse il ritorno di un clima sociale. O ancora più probabilmente, si tratta dei morsi della crisi economica. "Quando circolano meno soldi nelle tasche, i cittadini s'indignano più facilmente" chiosava anni fa uno dei protagonisti del pool milanese, Pier Camillo Davigo. Oggi, come allora, la crisi rende insostenibile per molti imprenditori la tassa della corruzione, che si erano rassegnati a pagare. Sono loro a sollevare il coperchio, gli esclusi dagli appalti di partito, i bocciati al concorso truccato. Corrono a chiedere giustizia a una magistratura senza mezzi e sotto minaccia, forte soltanto della propria indipendenza dal potere politico, garantita dalla Costituzione. Ancora per quanto, non si sa.
CURZIO MALTESE

postato da: Terezita alle ore 09:21 | link | commenti (9)
categorie: politicamente affine, pazzianne
martedì, 20 ottobre 2009

il Calzino GIURIDICO

Tutto cominciò  con due turchi-turchesi

turchi non turchesi


in un giorno di probabile pioggia

cappello da pioggia
 

con indosso la tua camicia di mezza stagione

camicia magistrale

ed un sandalo ormai tropp'estivo
scarpa arrogante

sui pantaloni fuori moda e fuori stagione.

varie3545webck3.jpg

Ci sarebbe voluto un cappello elegante come una cerimonia di nozze 

cappello in festa

falda larga, fiore, svolazzi e tutto l'occorrente
certo non un berrettuzzo di lana grezza

lana turchese

e men che mai realizzato all'uncinetto, 
meglio piuttosto un cappottello gaijardo

il cappottino

 e un portafortuna come si deve:

turchese

Chissà, forse a quel punto sì che te l'avrebbero perdonato il tuo malefico e mal abbinato...  

CALZINO GIURIDICO 

calzino giuridico 


postato da: Terezita alle ore 17:01 | link | commenti (15)
categorie: politicamente affine, pazzianne
venerdì, 16 ottobre 2009

ALLA FINE è solo vergogna

Non so se sia necessario aggiungere qualcosa: sinceramente non trovo di che argomentare...e su cosa poi?

Sulle immagini?

Sui commenti che le accompagnano?

Sulla voragine in cui stiamo precipitando? (e non "semplicemente" da un punto di vista politico, no, molto, molto di più).

Questi sono veramente gli ultimi passi verso il precipitare nell'infamia assoluta di un paese, di quella che in qualche momento abbiamo creduto una comunità "civile" e di quello che una volta si chiamava giornalismo.

Lo ammetto, non so dire se provo più paura o sbigottimento: è la vergogna a riunire e coprire ogni altro sentimento ed è dura non trovare spazio per altre sensazioni, è questa la vera sconfitta. 


postato da: Terezita alle ore 14:23 | link | commenti (8)
categorie: politicamente affine