
"...Semmai, per il Caligola di turno, essere “democraticamente eletto” è un’aggravante enorme..."
così conclude sul suo Blog Guglielmo Zucconi e
potrete leggere il resto.
Perché, credetemi, è così semplice da capire
così immediato nelle conclusioni
che solo la nostra cecità o dabbenaggine, a seconda dei casi, è l'elemento veramente sconcertante di tutta la "vicenda Italia".
E qui sotto un parere d'Egitto






qual è la direzione da prendere…da prendere entrambi, uomini e donne, universi incompleti per loro natura, mondi parziali ed imperfetti che solo lavorando insieme possono sperare di comprendere l’intera superficie del mondo”. 
(tratto da un commento su altro blog)
Non ho mai digerito l’assurdo di certi dibattiti sulla sacralità della "vita a prescindere", svincolata dalle condizioni e dalle situazioni di reale riferimento contestuale.
Non ho mai tollerato senza bestemmiarci sopra certo contrargomentare di sinistra-da-bricolage, quella che si affanna e si arrampica su scale altissime per discutere “democraticamente” con interlocutori del tipo “Gran Cattolicone possibilmente Maschio” all’interno di varie occasioni televisive con divano di fondo e di sfondo: mi riferisco a quelle discussioni senza fine ( sia nel senso di scopo sia nel senso di termine) su quando si debba fissare l’origine della vita e, dunque, la sua messa sull’altare della cattolica inviolabilità.
Sono discussioni senza senso, ecco, solo questo mi sento di dire e, per la verità lo vorrei anche urlare per lo sfinimento.
Sono discussioni senza senso perché il concetto di inizio della vita, intesa sia come principio strettamente fisico sia come “principiare d’anima” ( e qui vai a vedere in quanti modi, religiosi e non, si può intendere l’anima!!!) è un concetto così vago, così inafferrabile, forse addirittura relegato per sempre nell’indimostrabilità scientifica che accapigliarcisi sopra e, soprattutto, accettarlo come presupposto/tema/nocciolo di discussione è né più né meno che come parlare di nouvelle cousine davanti ai denutriti del terzo mondo.
Che l’aborto sia un dramma lo sa chiunque, qualunque donna lo sa.
Che l’aborto talvolta sia necessario idem.
Che la salvaguardia fisica e psichica di una donna, con una sua esistenza e relazioni affettive annesse e reali, debba avere sempre la priorità rispetto alla procreazione per la procreazione è un dato di fatto, semplice e terribile, e, questo sì, assoluto.
Nessuno, né il Gran Cattolicone, spesso Buttiglione, di turno, né certe dame della sinistra ufficiale con eccessiva tendenza alla mediazione a qualunque costo e a qualunque prezzo, potranno mai dire di possedere la verità in tema di principio della vita e nessuno quindi potrà mai arrogarsi il diritto di decidere in materia di aborto partendo da quel presupposto.
Il dramma della singola scelta quello sì è reale e spesso, quasi sempre, inevitabile, sia che si risolva in un senso sia che si risolva nel suo opposto.
Ecco allora che l’unica cosa che sicuramente conta è rendere quel dramma meno difficile da vivere: il resto, tutto il resto, sono discorsi oziosi, stesi come panni zozzi a coprire gli intrallazzi degli equilibri a tutti i costi, vuoi con il Vaticano vuoi con gli elettori timorati di Ratzinger anziché di Dio.
Sinceramente a me tutta sta democrazia e tutta sta disponibilità a discutere con le varie Binetti di passaggio e di vocazione mi fa schifo, detto proprio tera-tera, e vorrei tanto che una volta sola, in uno di quei salotti televisivi del cavolo, si alzasse una donna vera a dire:
“signori miei, non c’era mica bisogno che veniste qui a raccontarci il dramma dell’aborto, lo sapevamo già, e da sempre, né più né meno di come sappiamo il dramma della clandestinità, delle gravidanze vissute male e proseguite peggio, ecc. ecc…; quanto poi a voler stabilire l’origine della vita…be’, dato che nulla c’è di scientificamente dimostrabile come mai non difendete anche il singolo ovulo o il singolo spermatozoo? Nel regno e sul terreno dell’indimostrabile c’è posto per far santi tutti, si sa”.




Stamattina la sveglia di Fiabilandia ha mandato il suo solito avviso: inizia la settimana lavorativa.
Noi puffi, qui a Fiabilandia, prendiamo il caffè, i biscotti, lo yogurt, e altre cosuzze normali come in tutto il resto d'Europa, perché noi, qui di Fabilandia, siamo europei, figli di un bel po' di storia e dei diritti e dell'uguaglianza e di tante altre belle e quotidiane cose....

Così, stamattina, mentre sorseggiavo il caffè, un giornalista con la polpetta in bocca e l'aria da suinello nobile e laureato si è interrotto, anzi ha interrotto la sua intervistina del mattino, quella durante la quale mangia ogni giorno una dozzina di polpette continuando a parlare e lecca con devozione, per molte dozzine di volte, il piatto in cui mangia: l'ha interrotta per collegarsi con un altro giornalista, questo di fisico ed eloquio ieratico, ascetico e orante, che segue tutti i viaggi del papa di turno, in questo caso, ovvio, Papa Benny.

Allora, intuita la mossa, mi sono tuffata nel caffè e ho spinto nel liquido bollente i miei biscotti, tanto per essere sicura che facessero mappazza; sì, mi sono sfogata con loro perché qui, a Fiabilandia, per il Sacro Padre interrompono qualunque cosa e se pure la cosa non ti piace e/o ti smuove la nausea prima e l’incazzatura poi non puoi prendertela più di tanto e devi accontentarti di assassinare i biscotti nel liquido caldo e poi mangiarli.
Anche questa volta il buon Benny si è speso per la dignità delle donne- purché senza contraccettivi e senza sesso, senza trucco e con molto inganni- ma non ricordo più né a proposito di cosa né dove fosse mentre se ne usciva con questa storia della dignità femminesca, forse era in volo o forse sulla sacra-mobile, non so: non importa però, lui parla sempre e volentieri di ciò che gli sta a cuore e può far a meno degli spunti “per”.

Al nostro Papa-Presidente-Padre però sarà sfuggito sicuramente il video che chiude il post...il fatto è che noi, qui, nella nobile Fiabilandia, siamo abituati a dare una botta al Papa e una là dove non si può scrivere…


...e dopo il 25 aprile viene il 1° maggio: feste un tempo molto contrassegnate politicamente, per così dire, slittando su una definizione che oggi sa di banalità...E sì, la politica è diventata banalità del dire e del fare e, conseguentemente, sono diventati banali anche i suoi luoghi, le sue occasioni, le sue giornate, i suoi attori e via discorrendo.
Talvolta anch'io, in un sussulto di banalità irrazionale e nostalgica, mi sorprendo a rimpiangere i tipi alla Peppone, uno che più fazioso non si sarebbe potuto inventare. I suoi tempi- quelli di Peppone- erano i tempi di Giovannino Guareschi e di tanti altri personaggi passati nel dimenticatoio della storia più recente, oggetti triturati nel passaverdure del "rivisitiamo tutto e rifacciamoci con la plastica atossica".
Oggi che un simil-Fernandel è Presidente del Consiglio, senza essere però mai diventato né un grande attore né, tantomeno, un grande comico, a differenza dell'originale, mi è capitato di pensare persino "meno male che c'è quel comunista di Franceschini a dirne una, ogni tanto" e pure "meno male che ci pensano quei comunisti della Corte Costituzionale a farne una, ogni tanto"...
Sarà forse che sto scivolando anch'io nel rigore surreal-tragicomico del pensiero dominante?...meglio accendere una surreal-candela a San Caparezza... hai visto mai che una risata riesca davvero, prima o poi, a seppellirli?...

si può ridere parlando di
DESAPARECIDOS???
sul blog di Luciano:
http://lucianoidefix.typepad.com/
a proposito delle ultime oscene battute del grande Berly su un tema da ridere, i desaparecidos, appunto...
ALTRO LINK CON POST SUL TEMA:
http://ifantastici4.splinder.com/
IL VATICANO: PER RIMANERE VESCOVO WILLIAMSON RITRATTI LE SUE TESI NEGAZIONISTE
Che te pozzino, Benny!
Ciai penzato finarmente a dije quarcosa a quer ber tomo der sor Richard Williamson !
Certo, 'o potevi fa' pprima, sai com'è...
Hai scomunicato pe' morto, morto de meno e mò?
Nun potevi aprì er finestrone de 'a scomunica e buttallo de sotto subbito-subbito?
E se er finestrone era 'mpegnato ciai sempre er Teverone vicino casa, o no?!?
Ormai è 'nquinato de' brutto e nun se ne sarebbe accorto nessuno.
Noi qui, costretti a convive co' ttutti voi, su l'artra riva, se li semo scassati come solo il tuo diretto Superiore gerarchico sa: tant'è che ce compatisce, un giorno sì e l'artro pure.
A quanno la riabilitazzione de' la Luftwaffe der bon tempo 'ntico?
E meno male che ciai 'a più antica comunità ebraica d'Europa 'an passo da casa, bbello mio...che dici, jie sarà venuto a quelli quarche pizzicorino amaro?
Datte na regolata, Benny, fallo pe' a decenza e nnoi potremo dì:
la cittadinanza ringrazia e se vergogna 'n poco de meno...poco poco, eh? nun te crede...
un particolare da dietro le quinte dei miei post
La maggior parte dei miei post, così come ho raccontato in pvt ad alcuni di voi-aficionados, nascono in metropolitana.
Ho sempre con me un quadernetto malandatuccio per via dell'entra-esci dalla borsa e una matita a piccoli pois con gommino in coda.
Uso la matita perché- l'ho scoperto scrivendo e vivendo, come avrebbe detto Lucio Battisti- scrive con più stabilità della penna e cavalca meglio frenate e sobbalzi dei trasporti a motore e a rotaia.
La mia scrittura è comunque di una schifezza indecifrabile, sparsa a caso tra pane, biscotti, prosciutto e detersivo per la lavatrice poiché lo stesso quaderno accoglie e ricovera idee-post e liste di carenze affettive della Signora Dispensa.
Pochi giorni fa capitò che mi esplodesse un'idea-bubbone-post e fossi colta da urgenza assoluta ed irrimediabile di metterla giù prima di scendere e giungere davanti ad un confortevole tavolo da scrittura.
Attaccai a scrivere in un vagone pieno-ma-non-troppo, in piedi, come s'addice ad un cavallo istruito e acculturato...(e io ne ho del cavallo pazzo, eccome!).
Accadde così che, nell'entusiasmo della spremitura cerebrale, persi l'equilibrio andando giù lunga, lenta, soffice e completa-completa...
Un tizio accanto a me, un rosso timido- ma non era un vino, eh!- e dall'accento vagamente pescarese, si premurò di tirarmi su poiché ero andata così ben lunga-lunga da non riuscire più con le mie sole forze a guadagnare la risalita in modo dignitoso e signorile.
Il rosso mi tirava su e intanto mi chiedeva notizie su come mi sentivo e se mi fossi fatta male mentre io non riuscivo né a collaborare alla risalita né a rispondergli perchè ero talmente presa dal senso del ridicolo di me stessa che ridevo a crepapelle, come la migliore idiota del pianeta, giocandomi fiato e forze.

Ci crederete? di solito alla gente scappa sempre qualche risatella quando c'è qualcuno che cade e non si fa male- quest'è un classico del genere comico- ma stavolta...beh, nessuno rideva, tutt'al più sorridevano, penso perché destabilizzati e sconcertati dal mio auto-senso del ridicolo auto-prodotto.
Il rosso intanto farfugliava qualcosa di gentile, lo capivo dall'espressione solidale, mentre, imbarazzatissimo, si tingeva in faccia e forse anche altrove dello stesso colore dei suoi capelli e la sua lingua andava producendo suoni incomprensibili fra i quali emergevano solo le "ssttt" forti d'Abruzzo.
L'idiota, cioè io, per tutta risposta, rideva, rideva e rideva mentre teneva serrato forte in pugno il quadernuzzo con dentro il testo del post quasi fosse uno cui avessi salvato la vita.
Che squinternata...

Be', certe volte penso che se ci fosse ancora Caligola e mi vedesse mi farebbe senatrice di sicuro, se non altro come tributo al mio essere:
<matta come un cavallo>
come dice la mia amica Lara!
p.s.:già pubblicato il 13 dicembre 2007: da allora non ho però cambiato metodo anche se non sono, fortunatamente, mai più franata sul pavimento in preda alle convulsioni grafomaniache
p.p.s: Baustelle, geni colti e sofisticati della musica,in "GOMMA"