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Nome: Tereza Rossi
A scanso di equivoci, fraintendimenti e male letture assortite dico soltanto: molto di quel che sono sta nelle parole scritte e nelle immagini, il resto è nella vita e nei sogni che non racconto ancora e in quelli che rimarranno solo miei.

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sabato, 25 ottobre 2008

Irnerio, tu sì ka sì nu zzukkere!***

***pre-avviso per i naviganti:

spiego ora a quanti si fosse dolorosamente fin qui chiesti perché ho utilizzato la lettera K in questo titolo, e per la prima e unica volta nel mio scrivere: c'è, miei cari,  che certi suoni terroni aspirati sono assai più propriamente tradotti- a mio modestissimo avviso- dalla lettera K piuttosto che dalla lettera C dell'alfabeto italiano corrente. Tutto qui. Non è una deriva eretica la mia, state tranquilli*...

*(ke ve lo assicura Tereza Xkè è impazzita...hihihihi)

tu sì ka sì nu zzukkere!!!

Ad Irnerio avrei voluto dedicare il primo di questi post della serie “tu sì ka sì nu zzukkere!”  ma non riuscivo a scrivere un testo  per lui e neanche riuscivo a trovare il modo di iniziare a comporlo.
Be’, ridicolo a dirsi, ma ancora oggi sono in questa condizione, perché su Irnerio  trovo difficilissimo fare un discorso discorsivo, con lui riesco soltanto ad enumerare mentalmente quanto di lui apprezzo e ammiro...e perciò il post che gli dedico sarà una sorta di elenco ché altro non mi viene. Non con lui.
Ecco il mio elenco dunque:
Irnerio è dolcezza di uomo e di padre;
Irnerio è delicatezza del dire ma ancor prima nel permettersi di dire;
Irnerio è passione politica e passione degli affetti;
Irnerio è rispetto degli spazi e delle sensibilità altrui, pure delle più eventuali ed improbabili;
Irnerio è riservatezza antica e perciò ancor più preziosa;
Irnerio è carezza nel dire e persino nel rimproverare;
Irnerio è uomo di parole mai spese a caso;
Irnerio è infinita modestia;
Irnerio è entusiasmo di e da bambino;
Irnerio è incazzatura da ventenne se occorre;
Irnerio è un pozzo di spunti e di idee e di riflessioni, mai roba da perditempo;
Irnerio è uno che sa e dice sempre di non sapere e ne è persino convinto(!);
Irnerio è un signore, come si diceva una volta e come ora non ha quasi più senso dire.
E ora mi fermo qui poiché non so condensare e concettualizzare troppo con lui...anzi non lo so fare per nulla.
A Irnerio voglio solo dire: questo premio è nato pensando a te, dunque non te ne imbarazzare troppo, non avercela con me per avertelo assegnato: se ho aspettato a dartelo è stato soprattutto perché conosco la tua modestia e riservatezza...
Non dirmi di no, amico carissimo, e porta idealmente a casa questo dolce da Re: mangiane una fetta anche per me.
Tereza, la tua amica da anni ormai
p.s.: questa canzone di Guccini te la lascio qui perché tu la indossi benissimo, Irnerio.

postato da: Terezita alle ore 16:38 | link | commenti (3)
categorie: tu sì ka sì nu zzukkere
martedì, 30 settembre 2008

Impollin-Aire, Tu sì ka sì 'nu zzukkere!

tu sì ka sì nu zzukkere!!!
Impollinaire arrivò qui portato dal vento di qualche blog amico...quello di Emma forse?...chissà...
Si presentò subito al meglio, con i suoi interventi modello-metodo chardonnay.
Un  gattone-bambino, ecco come apparve già al primo affaccio, saggio ma, soprattutto, sornione.
Andai a  leggere rovistare nel suo secchiotto-blog e scoprii la magia dei suoi racconti para-fanta-scientifici, con vaghe tracce di Bulgakov e Gogol come sottofondo, intrecciate però con la salama da sugo e altre leccornìe, a rendere il tutto più casalingo, rasserenante ed ecumenicamente  ironico, come in pochi saprebbero fare.
E tutto sempre con un garbato passo narrativo.
Ho scoperto successivamente anche le sue poesie, belle soprattutto quando s'immerge nei ricordi: lo fa con una dolcezza malinconica e di segno quasi femminile, tonalità che gli fa un immenso onore a parer mio, almeno quanto ne fa ad una donna il saper essere anche asciutta e concreta.
E poi, quando ricorda e narra di sé bambino ti viene di leggerlo come fosse bambino ora, con i suoi timori e le sue piccole gioie.
il Topo De Gigis
Penso che quelli come lui, che sanno raccontare così intatta l'infanzia, quasi fosse roba di appena ieri, sono stati davvero capaci di conservare la loro traccia infantile, pur avendo acquisito pienamente l'esperienza del vivere. E poi, soprattutto, non hanno dimenticato com'è il mondo dei piccoli e dunque non lo sottovalutano, come accade invece alla maggior parte degli adulti-troppo-adulti.
Con Impollin-Aire ce ne siamo dette di tutti i colori:di belle e di incazzatelle.
Di lui ho voluto immortalare in un post un commento-elogio che m'ha fatto sbrodolare- ebbene sì, lo confesso, proprio sbrodolare.
Quel post, abbinato alla foto di un roseo Topo Gigio che gli ho sottratto, sta nel mio album "premi e dediche". e ci sta a ragione...
Ma non è per quell'elogio che lo stimo, lo stimavo già prima: per la sua scrittura e per il suo modo umanamente dolce, che poi è un tutt'uno.   
la ROSSA di SAUCOCi siamo pure scazzati o quasi scazzati talvolta noi due e, in quei casi, lo avrei volentieri colpito in fronte con una scarica di polpette ma non l'ho mai fatto mai veramente poiché lui le avrebbe puntualmente afferrate al volo e ingurgitate, golosastro com'è.
E poi che volete che vi dica? si sa, non si può avere tutto: Impollinaire con le sue idee e io con le mie intemperanze e tirem' innanz,come disse il patriota.
Vabbè, Aire, 'nsomma,  doppo stà sbobba elogiativa che volemo fà?
Io mò te lo devo proprio affibbià stò premio e me dispiace che sia solo na foto: so che gli avresti fatto onore a stà cassata...sbrigate, daije:
Taglia la prima fetta! 

venerdì, 12 settembre 2008

MARINA, tu sì ka sì nu zzukkere!

tu sì ka sì nu zzukkere!!!
Il mondo-blog di Marina l’ho scoperto per caso, grazie al nostro comune e carissimo amico, Finazio. 
Già dal titolo il blog di Marina si svela nella sua particolare grazia: manda un segnale importante del suo modo di guardare al resto da sé.
"inezie essenziali"
è un titolo che riunisce in sé due concetti contrapposti e apparentemente inconciliabili:
l’inezia e l’essenziale.
Con questa bellissima contraddizione Marina apre, va e cammina, raccogliendo nella sua cesta tanti piccoli oggetti, apparentemente da nulla, e trasformandoli in tanti preziosi pacchetti-dono per la lettura.
Marina muove dal piccolo, lo raccoglie , lo lucida e lo fa brillare come fosse grande.
Paola da Tusitala
Ho già scritto di lei: 
definendo la sua narrazione danzante e, aggiungo, cinematografica, perché in perenne movimento, senza per questo peccare mai né di frettolosità né di superficialità.
Ma più di tutto, ed è per questo che le dedico il mio buffo, modesto e personalissimo premio, in lei tracima l'umanità , intesa come garbo, sapienza e saggezza nell’esistere.
Sono doti queste che s’intravedono persino in talune sue risposte/mosse da tigrotta-semi sonnecchiante, quelle con cui rimbrotta verbalmente ogni tanto il-la malcapitato-a di turno.
Perché Marina ha dalla sua l’intelligenza del disincanto ma anche quella della partecipazione, e l’una coltiva l’altra.John Hewer alias Capitan Findus
E quando alza la sua zampetta da tigrotta torna professoressa sebbene, pure in quelle impennate, conservi un’ironia che non lambisce mai il territorio dell’acido o del vendicativo.
Penso spesso che solo chi ha alle spalle una storia significativa sappia essere significativo.
E per storia significativa intendo una vita complessa, affollata di dolori veri, e con molte stazioni saltate anche.
Se non temessi d’essere retorica direi che Marina è materna ed accogliente in ogni sua cosa, senza però dare a questa definizione nessuna patina da glassa di infima qualità, ché lo zuccheroso-fine-a-sé-stesso, applicato ai concetti e alle persone ancor di più, mi dà l’orticaria e pure l'Herpes zoster (fuoco di sant'Antonio), oltreché sapere di stra-rancido.
Marina racconta con stupore e amore ciò che guarda e, in questo, mostra d’avere sempre vent’anni.
Per questa sua imprendibile ed inesauribile giovinezza mi piace e le regalo questo  mio buffo premio. 
A te, Marina, ragazza mia, il premio va davvero di necessità.

martedì, 09 settembre 2008

ANDONIO, tu sì ka sì 'nu zzukkere!

tu sì ka sì nu zzukkere!!!
Blogger: andonio83 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente andonio83
Ad Andonio  ho rivolto più volte elogi, nei commenti e anche con post appositamente dedicati.
A lui "tu sì nu' zzukkere!" già lo dissi una volta, quando gli dedicai il diamante web-log e, per tutta risposta, modesto com'è nella sua innata bravura,  me ne chiese la motivazione:
"grazie! ma cosa ho fatto per meritarlo?"
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Gli risposi così:
" 'Ndò! e me lo chiedi?
ci hai divertito senza mai scadere in cattiverie o cinismo o superbie o altri eleganti sadismi para-letterari praticati da tanti;
lo hai fatto con scrittura lieve, pulita e armoniosa;
ci hai regalato umanità a quintalate...
k'atre vu fà, 'Ndò?!?
avaste!
tu sì esaggerate!
assetate kà e godite u' brillante!"

 

E, infatti,  chi meglio di Andonio possiede e trasmette la grazia lieve del vivere?
Umanità a tutto campo la sua, cresciuta e coltivata in un territorio dove il feroce e il disumano ti passano affianco.
Andonio è maestro nel dipingere  personaggi tamarri e cafoni ma li sa elevare, li celebra giocosamente nella loro innocenza primitiva, priva sia di bussola sia di criterio e per questo eccezionalmente accattivante.
Anche i peggiori tamarri escono dalla penna di Andonio vestiti a festa nella loro umanità.
 

Ora, dico io, si potrebbe fare a meno di ammirare un ragazzo così?
Uno che per di più, come ho già precisato, vive in una porzione di territorio dove certa lugubre realtà criminale non è di certo una scenografia aggiunta e posticcia.
Andonio è un miracolo di ragazzo, in mezzo a tanti altri, ai più, di sicuro: il suo tratto di umanità piena, che tutto riesce a stemperare, a stondare e a recuperare , sia pure in chiave ironica- ma si tratta di un’ironia senza mai vero cinismo, piuttosto tanto ed evoluto disincanto- è una dote speciale, da sempre patrimonio della sua gente, e non c’è bisogno che lo dica io qui.

 

 

Non ho mai colto lucida e auto-referenziante arroganza nelle sue parole, nulla di quella fottutissima superbia che certo “inutile sapere” mette in bocca e in faccia a certi pessimi esemplari umani lasciandogliela come unico argomento di discussione ed espressione, del viso e della penna anche...
Te la meriti questa menzione, ‘Ndò, anche perché, come se non bastasse, “tieni” pure la penna lieve, pulita, con andatura di corsa campestre direi: un passo morbido ed incisivamente costante.
T’ho scoperto per caso, ‘Ndò, ma è una fortuna leggerti: sai far ridere e sorridere il cuore e l’intelligenza nello stesso istante e con pari intensità.
E qui sotto metto un video di uno dei tuoi splendidi tamarri

TU sì ka sì nu Zzukkere!!!

la ROSSA di SAUCO
Ho deciso di istituire un premio.
Qualcosa di diverso dalla solita catena: qui la nomina è una lode, una laurea, una decorazione, un diploma, una menzione al merito e tutto quanto di disponibile c’è sul mio personalissimo mercato dell’elogio.
Tutto però sentitissimo e e sincerissimo.
Puro tributo senza né polifosfati aggiunti né coloranti chimici.
Premio assegnato con una motivazione assolutamente circoscritta e pre-determinata che si chiamerà:
TU sì ka sì nu zzukkere!!! 
Toccherà come un colpo preciso e inevitabile d’alloro la fronte di quelli che si sono distinti per una dote speciale, quella dote che- con formula qui necessariamente concisa- chiamerò:
il garbo del vivere e dell’esserci.
Non è prevista alcuna graduatoria di merito, solo, a parità assoluta tra i premiati, l'indicazione per ciascuno dei  "particolari modi e vie espressive" attraverso i quali i singoli destinatari del premio si saranno dimostrati eccellenti nel loro esercizio de
il garbo del vivere e dell’esserci
Dette specificità saranno illustrate, di volta in volta, dalla qui inutilmente Rettora Tereza. 
Per celebrare e rappresentare il premio ho scelto un dolce festoso e fastoso:
la cassata
tu sì ka sì nu zzukkere!!!
il cui aspetto ricco e regale racconta la sua provienenza dalla tradizione della “pasticceria nobile e di corte”, quella arabo-siciliana.
Preparatevi dunque miei cari e tremate, tremate, 
o, se preferite, come dicheno a Roma- mi raccomando la erre debosciata- a chi tocca nun se 'ngrugna!
p.s.: qui sotto una canzoncina leggera-leggera che però ha il merito davvero grande d'aver riportato in vita la splendida parola
"maggese"